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Chi vorrà 60 secondi, l'ultimo violino appena ultimato. Intanto me lo riguardo e l'occhio mi cade su quelle meravigliose imperfezioni quasi sempre figlie degli stati d'animo. Vorrei tenerlo,non venderlo. Ci penserò mentre lo vernicio

22,864 views • 10 months ago •via X (Twitter)

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Ci vietano lo smartphone ma il cruscotto è un videogioco Salite su un'auto nuova. Vi troverete davanti uno schermo da 50 centimetri che controlla tutto. Clima, tergicristalli, luci, sedili, navigazione. Tutto lì, tutto touch. Per alzare il riscaldamento di due gradi dovete togliere gli occhi dalla strada, cercare il menu giusto, toccare un punto preciso su un vetro liscio che non vi dà nessun feedback. E intanto guidate. Una rivista svedese ha messo a confronto undici auto nuove con una Volvo del 2005, piena di bottoni. Tutte a 110 chilometri all'ora. Con i bottoni, il guidatore ha fatto tutto in 10 secondi, percorrendo 306 metri. Con i touchscreen, dai 20 ai 45 secondi. La peggiore? Oltre 1.300 metri alla cieca. Più di un chilometro senza guardare la strada. E noi intanto multiamo chi tiene il telefono attaccato al supporto con il navigatore aperto. Un centro di ricerca inglese, il TRL, l'ha misurato: toccare lo schermo di bordo rallenta i riflessi quanto guidare con il telefono in mano. Quanto. Eppure il telefono è vietato, lo schermo del cruscotto no. Da quest'anno finalmente Euro NCAP, l'ente che dà le stelle di sicurezza alle auto, toglie punti a chi non rimette i bottoni fisici per clacson, frecce, tergicristalli e luci. Secondo me non è sufficiente, comunque almeno un po' hanno capito che il tutto-schermo è pericoloso. Ci hanno messo anni, ma ci sono arrivati. Vietiamo ogni distrazione. Tutta. Schermi compresi. Almeno fino a quando la guida autonoma non sarà davvero sicura. Se ci fidiamo abbastanza da proibire il telefono sul supporto, allora dobbiamo avere il coraggio di dire che anche il cruscotto touch è un problema. Uguale.

Sbuffo Tweet ♏️

17,616 views • 4 months ago

Avevo appena compiuto cinquant’anni quando mio marito mi annunciò, con l’aria solenne di chi ha trovato l’illuminazione, che doveva “ritrovare se stesso”. Non con me. Con un’altra. Più giovane. Parlava come se stesse spiegando un pellegrinaggio dell’anima. Diceva di aver bisogno di libertà. Di un senso. Di vivere “per sé”. Io lo ascoltai. In silenzio. Non per dignità. Per stanchezza. La stanchezza di chi ha tenuto insieme la quotidianità per anni, tra silenzi pesanti come pietre e promesse dimenticate con leggerezza. La stanchezza di chi c’è sempre stato… anche quando l’altro era già lontano. Quando se ne andò, si voltò e mi chiese: "E tu, adesso, cosa farai?" Risposi senza esitazione: "Vivere. Quello che non ho mai avuto davvero il tempo di fare." Sono rimasta. Ma non mi sono sentita vuota. Solo… libera. Il giorno dopo sono andata dal parrucchiere. Poi in banca. E infine in pasticceria, a regalarmi quel dolce che avevo sempre rimandato a “un’altra volta”. La sera ho aperto Facebook. Non per cercare qualcuno. Solo per cercare me. Non la moglie di qualcuno. Me, semplicemente. Quella notte ho dormito in pace. Nessun piano. Nessuna promessa. Solo un cuore che, finalmente, respirava. Perché ci sono rinascite che non iniziano con un nuovo amore. Iniziano quando una donna si guarda allo specchio e decide di scegliersi. E da quel momento, c’è una cosa che non farà mai più: chiedere il permesso di vivere. Perché le briciole non bastano più. Quando scopri chi sei, ti siedi a capotavola. E sai di meritarlo tutto.

CLAUDIO DDX 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 🇮🇹

45,793 views • 8 months ago

Global Sumud Flottilla, giorno 5. Le barche italiane non partono a caso: si concentrano con quelle che risalgono dalla Spagna e da Tunisi, per salpare insieme. È logistica e buon senso: arrivare alla spicciolata sarebbe un regalo a chi vuole isolare ogni equipaggio. Gli organizzatori indicano la finestra del 7 settembre per l’innesto da Catania e Tunisia, dopo controlli e prove di sicurezza: la flotta cresce a onde, non a colpi di foto. Intanto Gaza sanguina. Nelle ultime 24 ore i raid hanno ucciso almeno 69 persone e ne hanno ferite oltre 400, portando il bilancio complessivo a circa 64.300 morti dall’ottobre 2023. A Gaza City l’offensiva ha raso al suolo un grattacielo nel quartiere Rimal, mentre le sirene corrono tra le tende degli sfollati. La cronaca è una sola: bombardamenti su edifici, famiglie, strade. A Roma la premier risponde a Elly Schlein promettendo «tutela per gli italiani a bordo», invitando però ad «avvalersi dei canali umanitari già attivi» per evitare rischi. I famosi canali umanitari che non incanalano mentre accade lo sterminio. È la solita protezione condizionata: la dignità viene messa a bilancio, come se la legge del mare e il dovere consolare fossero optional. Chi oggi parla di oneri dovrebbe guardare i numeri di Gaza e decidere da che parte stare. Noi, intanto, facciamo ciò che va fatto: proteggere i naviganti, smentire i complottisti, ricordare che le acque di Gaza non sono proprietà privata. La partenza del segmento italiano avverrà con la concentrazione di tutte le barche — dalla Spagna alla Tunisia — perché questa è la forza: un’unica rotta, un’unica notizia, un’unica richiesta agli Stati che tacciono #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

23,824 views • 1 year ago

ECCO COME E' INIZIATA LA GUERRA IN UCRAINA E NON E' STATA COLPA DELLA RUSSI ..parla #JeffreySachs Come sapete, Viktor Yanukovich fu eletto nel 2010 con una piattaforma basata sulla neutralità. La Russia non aveva alcun interesse territoriale nè alcun piano su un'occupazione dell'Ucraina. lo so perché ero lì in quegli anni.Quello che la Russia stava negoziando era semplicemente il rinnovo di un contratto di locazione di 25 anni fino al 2042 per la base Navale di Sebastopoli, tutto qui, nessuna rivendicazione sulla Crimea, nessun piano per il Donbass. Nulla di tutto questo. L'idea che Putin stesse cercando di ricostruire l'impero Russo è pura propaganda infantile… Scusatemi, ma chiunque conosca la storia giorno per giorno, anno per anno sa che questa è una sciocchezza assoluta. Eppure la propaganda infantile sembra funzionare meglio delle analisi serie. La realtà e gli Stati Uniti decisero che Yanukovich doveva essere rovesciato, e queste si chiamano "operazioni di regime change". Gli Stati Uniti ne hanno condotto circa un centinaio in giro per il mondo, molte nei vostri paesi, molte in altre parti del pianeta . Questo è il lavoro della CIA, è ciò che fa per vivere. Per favore, sappiatelo: è un tipo di politica estera molto particolare. Negli Stati Uniti se non ti piace l'altra parte, non negozi con loro,cerchi di rovesciarli. Preferibilmente con operazioni sotto copertura, e se non funziona sotto copertura, lo fai apertamente. E ovviamente dici sempre che non è colpa tua, loro sono gli aggressori, loro sono il nemico, sono Hitler. E quest'etichetta viene tirata fuori ogni due o tre anni. Prima era Saddam Hussein, poi Assad, poi Putin, è un sistema molto conveniente… Questa è l'unica spiegazione di politica estera che viene data al popolo americano, sempre la stessa storia. Siamo di fronte a Monaco 1938, ogni volta è Monaco 1938. Non si può parlare con l'altra parte perché sono nemici implacabili e malvagi, questo è l'unico modello di politica estera che sentiamo ripetere dai nostri mass media. E i mass media lo ripetono interamente, perché sono completamente asserviti al governo degli Stati Uniti. Nel 2014 gli Stati Uniti hanno lavorato attivamente per rovesciare Yanukovich, tutti conoscono la telefonata intercettata della mia collega della Columbia University Victoria Nuland e dell’ambasciatore statunitense Peter Piatt. Non esiste prova migliore di questa, i russi intercettarono la chiamata e la pubblicarono su internet, ascoltatela, è affascinante. E per inciso conosco tutte queste persone, e indovinate? Dopo quella telefonata tutti loro sono stati promossi nell’amministrazione Biden. ora il sistema funziona così. Quando scoppiò Maidan fui contattato immediatamente: "professor Sachs, il nuovo primo ministro ucraino vorrebbe incontrarla per discutere della crisi economica". Dopotutto sono piuttosto esperto in materia. Quindi presi un volo per Kiev, mi portarono in giro per Maidan, e mi dissero apertamente che gli Stati Uniti avevano finanziato tutto. Quella che c'è stata venduta come la "spontanea rivoluzione della dignità"... Signore e signori, per favore... Da dove vengono tutti quei media improvvisamente operativi? Da dove arriva tutta quell'organizzazione? Da dove sbucano sbucano tutti quegli autobus pieni di manifestanti? Da dove arrivano tutte quelle persone moblilitate? Scherziamo? Questo è stato un progetto organizzato. E non è affatto un segreto, tranne che per i cittadini d'Europa e degli Stati Uniti. Tutti gli altri lo capiscono perfettamente. GRAZIE Kasper Reloaded Ω 🇷🇺🇵🇸🇮🇷🇸🇾

Ortigia-PR

15,866 views • 1 year ago

Lo struggente discorso di Christine Anderson al Parlamento Europeo a difesa dei popoli e contro le élite globaliste sovranazionali che vogliono schiacciarli (13/09/2023): Dobbiamo solo trovare un modo per svegliare la gente. Perché il punto è semplicemente questo: bisogna fare una scelta. O la libertà, la democrazia e lo stato di diritto, o la schiavitù. Non esiste una via di mezzo. Non esiste "un po' di libertà", "un po' di democrazia", "un po' di stato di diritto", così come non esiste "un po' di schiavitù". Perciò la scelta è questa. La scelta è tra i globalisti misantropi e la gente. La scelta è: o noi o loro. Ed è questo, a mio avviso, il vero nocciolo della questione. Quando io e i miei colleghi siamo stati eletti al Parlamento, non avevamo alcun dubbio al riguardo. Eravamo dalla parte della gente perché la gente di fatto ci paga per agire nel suo interesse. È questo il nostro compito. E ancora una volta: voglio dire a ogni singolo rappresentante eletto del mondo, a ogni singolo membro di ciascun governo eletto del mondo: se non state inequivocabilmente dalla parte della gente e non fate i loro interessi, e non agite nel loro interesse, allora non c'è posto per voi in alcun parlamento nè in alcun governo. Il vostro posto è dietro le sbarre. Per quanto mi riguarda, potreste anche marcire all'inferno, perché è esattamente ciò che vi meritate nel caso in cui svendete la vostra gente. Ora, vorrei fare una promessa alle persone, e sono abbastanza sicura di poter parlare anche a nome dei miei colleghi. Continueremo a stare al vostro fianco, a fianco della gente. Continueremo a lottare per la libertà, la democrazia e lo stato di diritto. Non ce ne staremo zitti e non smetteremo di dare la caccia a questi spregevoli globalisti misantropi. Ma vorremmo anche che voi ci faceste una promessa. Potreste aver sentito che tutto sta ricominciando daccapo. Il primo paese sta già iniziando a parlare di obblighi di mascherina, in Israele le stanno già imponendo. Ho sentito parlare di diverse università negli Stati Uniti. Stanno già riproponendo il tutto punto e daccapo. E vorrei davvero che voi, le persone, non lo accettaste. Dite semplicemente no! Vogliono che indossiate una mascherina? Dite di no. Vogliono che vi facciate un'altra iniezione di mRNA? Dite di no. Vogliono imporvi un coprifuoco? Dite di no! È questo tutto ciò che dovete fare. E potrebbe non essere... potrebbe sembrare un po' difficile, ma in realtà non lo è poi così tanto. Perché una volta che gli avrete fatto capire chiaramente che non sarete più disposti ad andargli dietro, una volta che glielo avrete fatto sapere non potranno più mettervi paura. Perché finché avrete paura di quello che potrebbero farvi nel caso in cui non vi adeguaste, loro avranno potere su di voi. Togliete loro questo potere, dite semplicemente di no. Una volta fatto questo, non avranno più alcun potere su di voi. Vi sentirete così liberi. Basta dire di no. E considerando quello di cui abbiamo sentito parlare oggi, e considerando quello che abbiamo visto negli ultimi tre anni, considerando quello che sappiamo che loro intendono fare, diamine, forse avreste anche il diritto di dirgli di andare a farsi fottere e di andare all'inferno! È quello il loro posto. Cosa ne ricavereste? Ve lo dico io. Una volta che lo avrete fatto, una volta che li avrete mandati al diavolo, non avranno più alcun potere su di voi. Proverete una sensazione incredibile, una specie di sensazione di libertà che attraverserà il vostro corpo. Ve lo prometto: vi sentirete così sollevati... E questo è lo stato mentale che chiedo a tutti voi di acquisire. Semplicemente, non lasciate che vi schiaccino nuovamente. Voi ne siete degni, voi siete in grado di difendervi da soli e di mandarli tutti al diavolo. Grazie mille. Video con traduzione di Kasper Reloaded Ω 🇷🇺🇵🇸🇮🇷🇸🇾 #26settembre #UE #Bruxelles #parlamentoeuropeo

Davide Scifo

35,191 views • 3 years ago

#Garlasco le puntate di ieri di #ore14sera e di oggi di #ore14 potrebbero rappresentare la pietra tombale sulla credibilità e sulla carriera della #Bruzzone...e mi auguro anche su quelle di altri, quali ad esempio #Colaprico (da oggi #Colappicco), #Garofano (da sempre #Crisantemo) , #Tizzoni (da oggi #Ardentemaqualedente) e #PaoloReale. sono quasi 20 anni che siamo stati fatti oggetto di quella che la brava #Bocellari chiama "narrazione tossica" su #Stasi... è ora che qualcuno PAGHI e io spero che a più di qualcuno dei summenzionati venga presentato il conto. tanto più che su quella narrazione tossica qualcuno ci ha scritto libri e chi ci si è comprato delle case nel centro di Roma...e chi ha lasciato ruoli pubblici (con laute pensioni) per mettere in piedi lucrose attività di consulenza...etc...etc... e mi auguro che sia un conto possibilmente SALATISSIMO, visto che quella narrazione ha contribuito a mandare in galera per 11 anni una persona PERSEGUITA, SOSTANZIALMENTE SOLO E PROPRIO SULLA BASE DELLA TOSSICITA' DI QUELLA NARRAZIONE. contestualmente mi auguro che un giorno la nostra giurisprudenza arrivi a prevedere delle forme di risarcimento anche da parte di quei magistrati e giudici che hanno AVALLATO SCIENTEMENTE tesi infondate e basate unicamente su elementi come "chi se non il fidanzato?" o, peggio ancora, "il biondino dagli occhi di ghiaccio" o il tono di una telefonata al 118, passando per una richiesta del tipo "datemi qualcosa per incastrare quello stronxo" a cui segue un (presunto) DNA guarda caso nella stessa concentrazione di 2,78 nanogrammi per microlitro sia su un cucchiaino da cucina usato per mangiare un fruttolo, sia su un pedale di bicicletta. roba, quest'ultima in particolare, da far pensare male anche su altri casi che hanno portato a condanna all'ergastolo solo sulla base di un DNA esaminato dal RIS, come per esempio quello di #Bossetti. a questo punto, visto che siamo venuti a conoscenza grazie a questo caso di una serie infinita di "ERRORI" degli inquirenti si potrà dire che la credibilità delle nostre "eccellenze investigative, vanto dell'Italia a livello galattico", è scesa un tantinello dopo #Garlasco...ma giusto un tantinello eh...?

Dave Pollak ᓚᘏᗢ 🇧🇹

38,483 views • 6 months ago

Per capire la deriva immorale dell'Occidente e il suo indecoroso asservimento nei confronti di Israele basterebbe osservare questi due video. Nel primo, Netanyahu dichiara che il numero di civili uccisi a Gaza è "praticamente nessuno". Lo ha affermato davanti al Congresso USA perfettamente consapevole di dire una menzogna e ha ricevuto un fragoroso applauso da gente perfettamente consapevole di ascoltare una menzogna e che avrebbe applaudito anche se Netanyahu avesse elencato la formazione della Fiorentina. Nel secondo, il presidente Isaac Herzog dice: "Se sollevi un materasso in qualsiasi casa di Gaza trovi un razzo". (Breve disgressione: ho dormito anch'io nelle case dei palestinesi, in una di queste mi fecero trovare un materasso nuovo, appena comprato. Quando me ne accorsi mi venne quasi da piangere al pensiero di aver fatto spendere involontariamente dei soldi per me, per non sfigurare con l'ospite). Dicevo: queste e tante altre indecenti fesserie non sono dette a caso, hanno lo scopo di disumanizzare le vittime, di far credere che ogni palestinese, anche un bambino, sia un terrorista e creare una sorta di giustificazione e di auto giustificazione per i crimini commessi e per quelli che si apprestano a commettere. Tutto ciò non sarebbe possibile se non ci fosse il decisivo supporto dei media mainstream i quali sono a tutti gli effetti complici nella produzione del consenso per il genocidio del popolo palestinese. Se la gente comune vedesse ogni giorno nei titoli dei giornali o dei tg che Israele bombarda le tendopoli, che fa saltare in aria le condutture dell'acqua, che bombarda gli ospedali oncologici, che uccide i giornalisti, inizierebbe a porsi delle domande, chiederebbe "stiamo fornendo armi a Israele?" "con i soldi delle mie tasse sto finanziando un genocidio?", costringerebbe il presidente della Repubblica alle dimissioni il giorno dopo aver abbracciato il suo omologo israeliano. E invece, come in un'opera del teatro dell'assurdo, si assiste alla spavalderia di questi due compagni di merende che si prendono gioco dell'Occidente, dei principi sui quali ha basato le sue democrazie, e l'Occidente, cosciente di essere preso in giro, acconsente umiliandosi al cospetto del diritto e del mondo civile. Quando Herzog dice quella boiata pazzesca, il giornalista al suo fianco e quelli in sala sicuramente avranno pensato "ma che ca..o dice" e invece annuiscono inferendo l'ennesima pugnalata alla credibilità del giornalismo e ai giornalisti onesti. E intanto l'Occidente lentamente affonda nel mare dell'ignavia mentre i media mainstream legati mani e piedi con i finanziatori sionisti ci fanno guardare da un'altra parte. Però, mi raccomando eh, tutti gli occhi puntati su chi tira più lontano una lancia. Panem et circenses, scrisse Giovenale quasi 2000 anni fa ed è evidente che questo ci meritiamo.

Gianluca Martino

49,288 views • 2 years ago

È stata una delle situazioni più delicate e che davvero mi hanno messo in seria difficoltà. Quella più particolare. Una cosa che, da tifoso, mi ha massacrato vista l’importanza della fonte diretta. Non vi nascondo che, alla ricezione della notizia, come potete vedere dagli screen e dalle divulgazioni, l’avevo dal primo di ottobre. Sì, dal primo di ottobre. Era troppo grossa per darla in pasto a un pubblico davvero innamorato dei colori azzurri. Nel frattempo, per tutta Italia, il calcio Napoli stesse negoziando Kvicha Kvaratskelia per me non era così. Anzi, me lo davano partente. Non seppi al pronto e via gestire bene, per la prima volta in vita mia, gestire. Per nulla. E ogni giorno che passava mi chiedevo se facevo bene a nascondere tale bomba ai tanti appassionati, ormai fratelli per me, o comunicarlo a tutti, come ho sempre fatto. Ci soffrivo. Perché il Napoli, nel frattempo, iniziava a crescere e, mentre raccontavo le gesta della nuova annata calcistica, non avevo voglia di essere l’artefice nuovamente di un caso importante mediatico. Lo conservavo e nascondevo. Ma ci soffrivo. Così per 10 giorni abbondanti. Ma quando ormai le voci diventavano incessanti sul rinnovo del ragazzo al Napoli, al giorno 11 di ottobre, come sempre documentato dai miei scritti, lancio la bomba alle circa 2000 persone alle quali tendo la mia mano ancora una volta, perché sono stati straordinari nella conservazione di tale notizia. Un grazie speciale al grande @kitaropengu custode, editor. Un uomo/Ragazzo d’altri tempi per serietà. Il tempo poi ha dato ragione alla mia fonte principale ancora una volta. Kvaratskelia ora posso dirlo, non è più un calciatore del calcio Napoli. Nonostante sia felice per il grandissimo lavoro del mio team che già dal primo ottobre salutava il ragazzo, ho capito che, se ami realmente una squadra di calcio, il lavoro da informatore non fa per te. Perché questa situazione mi ha davvero devastato in termini emozionali. Non so se andrò ancora avanti. Sono sincero. Fa male davvero, da tifoso, gestire queste grandi informazioni quando si parla a platee importanti. Con una lacrima nel cuore, volevo fare un grande in bocca al lupo a un ragazzo tra i più poetici mai arrivati a Napoli. Kvicha è stata una poesia meravigliosa. Uno dei calciatori più talentuosi passati per Napoli. Un calciatore talmente sublime che, almeno per me, mi bastava s’accendesse anche solo 5 minuti a partita per quanta aurea aveva anche già solo nella gestualità o nel suo vestiario. Auguro a questo ragazzo tutto il meglio per la sua vita. Interrottamente. Perché se nella vita c’è ancora un briciolo di umanità, lo dobbiamo alla poesia che riesce a cambiare le cose tutti i secondi della nostra vita. Grazie, Ragazzo. Sei e resterai per sempre la nostra storia. IL CALCIO NON È UN GIOCO. ⚽️🕷️👑

FCAST7 🇵🇸

87,721 views • 1 year ago

Conservo un archivio di notizie e video dalla Palestina da oltre vent'anni ma, giuro, questo video appena ricevuto è il più assurdo di tutti. Le due colone nel video sono attiviste di "Hashomer Yosh". (Per chi non conoscesse gli attivisti fascio-messianici di Hashomer Yosh basterebbe dire che sono stati sanzionati persino dal governo complice USA). Ogni giorno, ogni fottuto giorno, le due donne si svegliano all'alba, invadono un terreno di proprietà di un pastore palestinese nel villaggio di Tiran a sud di Hebron poi, muniti di altoparlante, si avvicinano alle pecore e diffondono a tutto volume musica trance tedesca per spaventarle e costringere il pastore ad abbandonare il terreno. Ogni mattina. Mi verrebbe quasi da ridere, se non fosse tutto così tragico immaginare le povere pecore vedersi arrivare ogni mattina queste due psicolabili con la loro musica tedesca. Mi viene in mente quel gran genio del mio barbiere Giuseppe, detto Pino. Pino conosce bene i suoi clienti, conosce le loro passioni, le loro fissazioni. E tra uno shampoo e una sforbiciata, tra una pennellata e un contropelo, fa sempre una domanda ad ognuno di noi su argomenti che lui ritiene siano i nostri preferiti. Non si intromette mai nel monologo, ci lascia parlare fino alle fine e poi ci regala una sua battuta disinteressata. Per aver accennato una sola volta a Gaza, Pino ha deciso che il mio argomento preferito fosse la Palestina e perciò, da due anni, mi tocca rispondere ogni volta a una domanda su Gaza: "Com'è la situazione lì?". E ogni volta Pino rimane deluso dalle mie frasi brevi e svogliate, si aspetta sempre un bel discorso come quello fatto dal cliente appassionato di moto antiche ma non può esimersi dal concedere anche a me una delle sue rinomate battute. A nessun assiduo cliente ha mai osato negare una battuta dopo un discorso. Una volta gli parlai della Cisgiordania e dei continui furti di case e di terre. Pino ci pensò su un attimo, poi disse: "Noi italiani, ci lamentiamo dei nostri immigrati, e cosa dovrebbero dire i palestinesi con i loro immigrati?" "Pino, questa battuta è stupenda" gli dissi. "È vero, è vero" rispose entusiasta William, il suo aiutante originario del Ghana. "Non l'ho capita", disse un pizzaiolo che aveva fatto un bellissimo discorso sul lievito madre. Pino spiegò più volte la battuta fino a quando il pizzaiolo riuscì finalmente a capirla. Pino è felice nel vedere i suoi clienti andare via felici.

Gianluca Martino

67,311 views • 2 months ago

Chi ha finito una Maratona sa che vincere una sfida con te stesso è bellissimo. Molto più che vincere contro gli altri. Quegli ultimi chilometri, passi, metri tengono insieme la forza e la fatica, l’orgoglio e le lacrime, il sorriso e il dolore. Finire Atene è stato più difficile del previsto. Le continue salite e in parte anche le discese hanno messo a dura prova le mie gambe, soprattutto sotto il profilo muscolare. Non ho paura a dire che in un paio di momenti la difficoltà di correre era così tosta che ho pensato anche di abbandonare. Non ci sarebbe stato nulla di male, capita di non farcela: il fallimento fa parte della vita. Oggi invece è andata bene. Ho resistito. Ho cercato di bere molto e alimentarmi bene (grazie, caro professor Angelini), ho abbassato i giri soprattutto sulla salita e non ho forzato. Nella discesa finale verso l’ingresso dello stadio Panathinaiko, negli ultimi seicento metri, c’erano molti italiani a fare il tifo. Qualcuno mi ha riconosciuto e una ragazza mi ha dato una bandiera italiana, quel tricolore che ci unisce e che vogliamo onorare sempre. Non era previsto ma sono entrato nello Stadio delle prime Olimpiadi moderne con in mano la bandiera del mio Paese. E ho pensato in quegli ultimi duecento metri – fatti pianissimo, i muscoli delle gambe tiravano come mai mi era accaduto in passato – al fatto che Italia e Grecia non saranno le economie più forti del mondo, ecco, ma sono due grandi superpotenze culturali. E soprattutto valoriali. In un mondo algido e burocratizzato quanto è bello emozionarsi per lo sport, per la cultura, per la filosofia. Persino per la politica. Per tutte quelle parole che Atene, Roma, il Rinascimento non solo fiorentino, hanno reso parole eterne. E mentre attraversavo la linea del traguardo – stavolta senza piangere – ho riflettuto sul fatto che dieci anni fa a Bruxelles abbiamo difeso il diritto di far stare la Grecia in Europa. Pensavo allora che Atene aveva bisogno dell’Europa, per tanti motivi. Ma che anche l’Europa avesse bisogno della Grecia, soprattutto per un motivo: perché non c’è futuro senza la storia, non c’è sviluppo senza la cultura, non c’è comunità senza la politica. #AMA2025 #iAMAuthentic

Matteo Renzi

13,299 views • 10 months ago

«Mi sento vuoto… mi manca tutta la mia vita»😔 Nathan riabbraccia la moglie e i figli per la prima volta da quando il sistema sporco e deviato glieli ha portati via. 🥹 Nathan rimane immobile per qualche secondo, come se il mondo intorno dovesse rallentare per permettergli di capire che non sta sognando. Davanti a lui ci sono la moglie e i figli. Non attraverso un vetro. Non tramite una chiamata disturbata. Non in un ricordo che fa male. Sono lì. Davvero lì. E per un istante gli sembra quasi impossibile respirare. Quando i bambini gli corrono incontro, il suo cuore perde un colpo. Li sente stringerlo forte, più forte di quanto ricordasse, come se anche loro temessero che questa volta fosse lui a sparire. La moglie si avvicina lentamente, come chi ha attraversato un deserto e non vuole illudersi che l’oasi esista davvero. Poi lo abbraccia. E tutto crolla. Il silenzio, il dolore, le notti a fissare il soffitto, la casa nel bosco che era diventata troppo grande senza di loro. Nathan li stringe tutti insieme e, con un filo di voce, lascia uscire la frase che ha tenuto sepolta per giorni, settimane, forse mesi: «Mi sento vuoto… mi manca tutta la mia vita.» E quella frase non è una confessione. È un grido che era rimasto incastrato tra le costole. È la verità che nessuno vede quando una famiglia viene portata via per essere protetta: salvi il corpo, ma il cuore resta sospeso da qualche parte, in un limbo fatto di dubbi, paura e attese. La struttura protetta in cui li avevano portati aveva garantito sicurezza, certo. Ma non aveva riempito le stanze vuote. Non aveva saputo trasformare il silenzio in presenza. Non aveva il profumo dei suoi figli, il passo leggero della moglie, i rumori familiari di quella vita semplice nella casa nel bosco. Ogni oggetto era rimasto immobile, ma la casa aveva smesso di essere casa. Adesso, in quell’abbraccio, Nathan capisce quanto un uomo possa essere forte… finché non gli togli ciò che ama. E quanto possa crollare… quando finalmente lo riabbraccia. Non c’è vendetta, non c’è rabbia, non ci sono domande in quell’istante. C’è solo la verità cruda di un padre che ritrova ciò che pensava di aver perso per sempre. La verità di un uomo che sta ricominciando a respirare dopo giorni passati sott’acqua. E mentre le mani dei figli si intrecciano alle sue, mentre la moglie gli appoggia la fronte sulla spalla, Nathan sente qualcosa spezzarsi dentro. Non il dolore. La solitudine. Quella sì, finalmente, si spezza. E in quel frammento di pace che torna a pulsare nel petto, capisce che certe volte non serve gridare, non serve spiegare, non serve capire tutto subito. A volte basta un abbraccio. Quello giusto. Quello che ti restituisce la vita, pezzo dopo pezzo. - Resilienza 👇🏻👇🏻👇🏻

Sabrina F.

30,198 views • 9 months ago

🚨🚨🚨🪖🇺🇸 Buonanotte a tutti. Quando il Blog tutte le sere vi saluta dandovi appuntamento all’indomani, “mondo permettendo”, è perché i tempi in cui viviamo sono folli, è perché i fusi orari sono una brutta bestia, è perché può purtroppo accadere di fare i conti con momenti come quello andato in scena all’Hotel Hilton di Washington. Pochi minuti fa, il Blog ha raccontato pressoché in diretta un potenziale attentato al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Non sappiamo ancora come verrà trattato il caso - scrivo questo punto nave mentre le forze di sicurezza si muovono con le armi spianate per tutta la struttura - ma è probabile che fosse proprio il Presidente l’obiettivo di un attentatore colpito e neutralizzato dagli agenti del Secret Service. La scena è caotica. Per molti versi spaventosa. Spari vengono uditi in lontananza mentre il Presidente ha già preso posto nella sala. Nel giro di pochi istanti gli angeli custodi dell’uomo più potente della Terra si fiondano su di lui. La First Lady è lesta a trovare riparo sotto il tavolo. La mole di Donald Trump è diversa. Oltre a essere quella di un uomo di quasi 80 anni. Il Presidente lascia il suo posto, si alza, mentre un paio di agenti gli fanno da scudo, poi lo spingono a terra. Qualche tavolo più in là il panico si diffonde anche tra i corrispondenti. Una giornalista è poco distante dal capo del Pentagono, gli chiede cosa stia accadendo. Pete Hegseth replica che non è ancora chiaro mentre la sicurezza circonda pure lui. Tempo pochi istanti e viene evacuato a sua volta, come il Vicepresidente e altri membri del gabinetto. Lo Speaker della Camera, Mike Johnson, viene trascinato via in fretta e furia e messo a sua volta in sicurezza. La tensione è alle stelle. Gli agenti puntano i fucili sui tavoli, li illuminano. Non è chiaro da dove arrivi la minaccia. C’è anche Erika Kirk, in lacrime, sta rivivendo il trauma dell’uccisione del marito. Silenzio carico di terrore nella sala, interrotto soltanto dalle voci degli agenti e dai bicchieri che vanno in mille pezzi, mentre i presenti cercano riparo sotto i tavoli. Si diffondono voci contrastanti. Le prime dicono che l’attentatore sia stato ucciso. Quelle successive affermano che l’uomo abbia tentato di superare i controlli elettromagnetici, forse che abbia aperto per per primo il fuoco e che il Secret Service abbia risposto, prendendolo poi in custodia. Come sta il Presidente? Bene. Insieme alla First Lady non lascia mai l’Hilton. Chiede di potere rientrare in scena, perché “The show must go on”, ma poi conviene che non è una sua scelta. “Serata movimentata”, posta subito su Truth. La scelta di ripresentarsi sarà del Secret Service, che ancora una volta ringrazia per averlo protetto. Di certo, dice, “la serata sarà molto diversa da quanto previsto, e semplicemente dovremo rifarla”. In questo momento il Secret Service spinge per riportarlo alla Casa Bianca. Occorre capire cos’è successo. E soprattutto chi, potenzialmente, abbia attentato di nuovo alla vita del Presidente. Un lupo solitario o un attore statale? L’Iran, per dire, ha già tentato di uccidere Donald Trump. E ora con questa guerra… È ancora presto. Toccherà attendere. Continuare a tenere il radar acceso. Sempre. Spero abbiate apprezzato questo resoconto. Vi assicuro che è il più completo che potessi fornirvi in questo momento. Chi apprezza il mio impegno, se ci tiene, sostenga questo spazio di informazione indipendente: Vi ringrazio.

Dario D'Angelo

120,366 views • 4 months ago