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Ana Sayfaya Dön

Guardate queste immagini da Pechino. Non è stata una nevicata particolarmente abbondante, ma resta molto suggestiva. Un promemoria che, mentre in molte aree del pianeta la primavera avanza, da qualche parte l’inverno è ancora presente. Avete mai visto Pechino sotto la neve?

15,237 görüntüleme • 5 ay önce •via X (Twitter)

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Benzer Videolar

Quel nullafacente ornamentale, buono a nulla del Monkfish ancora una volta si dimostra un uomo sessista e denigratorio verso la donna che dice di amare. Ha chiamato Helena ANCORA “CAVALLA”, mentre le sue fan la chiamano “TIGRE” per la forza, l’energia e la grinta che mette in tutto quello che fa, lui si permette pure di correggerla e denigrarla dicendo " PERCHÉ TIGRES TU SEI UNA CAVALLA" 🤢🤮🤮 Questo maschilista non perde occasione di ridicolizzarla! Un uomo così vergognoso e patetico non l’ho mai visto. Mai un complimento, sempre a sminuirla. 🤢🤬 La soffre così tanto, non sopporta che Helena sia una luce e la protagonista che lavora e cresce ogni giorno, mentre lui è ridotto a dipendere dalle pensionate giurassiche, dalla generosità di Helena, che le ha fatto pure da ufficio di collocamento per tutti i lavori che ha fatto di moda, e a giocare in serie A3 a pallavolo, più scarso di un bambino di 10 anni, assunto non per meriti ma solo per far incassare la squadra con la ship e vendere i biglietti alle babbione nonne del Pleistocene che riempiono i palazzetti. 🤦‍♀️ Che disagio, ma ciò che infastidisce di più è che Helena sembra non accorgersene o fa finta di niente! Essere chiamata cavalla è denigrante e schifoso è un termine sessista e dispregiativo! Quando si sveglierà la nostra TIGRE CHEETAH BRASILIANA DEL CUORE?! 🤍🐆 Stiamo pregando tutti i santi per questo miracolo! 🤦‍♀️ #zelena #heleners #helenersbr

PANDA THE VILLAIN 🦹🏾‍♀️ 🐼

24,144 görüntüleme • 10 ay önce

Grande spazio nei commenti oggi al flop della manifestazione di Napoli, di cui onestamente mi interessa poco. Mi interessa molto di più la mancanza di indignazione rispetto alle parole-gravissime e molto pericolose- che Giuseppe Conte ha scandito dal palco: la minaccia russa sarebbe una costruzione politica per giustificare il riarmo. Non è una sorpresa il putinismo di Conte, ma è una assoluta novità il fatto che queste affermazioni vengano fatte da un palco ufficiale del Campo Largo senza che questo generi una presa di distanza degli altri leader presenti. In tutta Europa affermazioni del genere causerebbero la reazione immediata dei leader democratici che ricorderebbero, immediatamente che per l’intelligence di mezzo mondo la Russia rappresenta una minaccia strategica concreta e di lungo periodo. A Napoli invece, ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo? Dovevano mostrarci l’alternativa e ci hanno mostrato ancora una volta che sono capaci di ingoiare tutto pur di tenere insieme i brandelli di una coalizione che non esiste e che è distante anni luce da posizioni europeiste e riformiste. Nessun imbarazzo del Pd, ma anche di tutti quelli che ci raccontano di voler fare la “gamba” riformista lì dentro? Io sono allibita e molto preoccupata: il silenzio di fronte ad affermazioni così gravi è complicità, cari amici. E allora io vi chiedo di indignarvi, di reagire, di prendere le distanze. La storia dei democratici italiani non merita questo epilogo. Di certo non chiamatelo mai più centrosinistra, il campo largo è strutturalmente e definitivamente altro.

Pina Picierno

210,671 görüntüleme • 1 ay önce

Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio alcune riflessioni. La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque. Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo. Seconda riflessione. Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla. Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non “brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare” (cit. Repubblica). Quello che non si può dire, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato. Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere. Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino. E non succede perché la shitstorm è troppo grossa. Questa è una semplificazione da bar. La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente si sarebbero dovute uccidere, allora. Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile. Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare. Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi. In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso. C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti. A noi. Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post. Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito? Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica. Ad essere ottimisti. Nessuno filtra o cancella. Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio. Si è poi detto che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista. Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare . E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse? Infine. Di questa signora morta non importa nulla a nessuno. Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola. La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”. Ma sinistra a chi? Quale sinistra?). I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora). I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante “non siamo mica noi! È la solita cattivona di Selvaggia!”. Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento. E le tv, ci mancherebbe. Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social. Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità. E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?

Selvaggia Lucarelli

533,002 görüntüleme • 2 yıl önce