Video yükleniyor...

Video Yüklenemedi

Ana Sayfaya Dön

Hai capito Napo🦁 ⁉️ Stai violando le norme del CPP! Giurin giurello lo dice Aiello…. #garlasco

16,827 görüntüleme • 3 ay önce •via X (Twitter)

0 Yorum

Yorum bulunmuyor

Orijinal gönderinin yorumları burada görünecek

Benzer Videolar

Sui crimini d’odio, un Ricky Gervais monumentale in questo passaggio del suo spettacolo “Mortality”: “È una parola molto in voga al momento, vero? Crimine d'odio. Qualunque cosa succeda, qualcuno chiede sempre: È stato un crimine d'odio? Perché? Lo rende così tanto peggiore. Davvero? Perché? Se stasera stessi tornando a casa e qualcuno mi attaccasse a caso, mi picchiasse, mi derubasse, mi accoltellasse, mi lanciasse dell'acido in faccia. Mi sveglio in terapia intensiva, apro gli occhi attraverso le bende, c'è un poliziotto, mi dice, Signor. Gervais? Io rispondo, Sì. Lui dice, Volevamo solo farle sapere che non era un crimine d'odio. Io dico, Oh, grazie a Dio per questo. È piuttosto odioso, vero? Ma no, un crimine d'odio è qualcosa basato sulla tua razza, disabilità, sessualità. Quindi un tizio con una pistola vuole uccidere qualcuno a caso. Vede una folla e fa, Eenie, meenie, miney, moe. Bang! Uccide qualcuno, morto. Va in tribunale. Il giudice dice, Perché hai ucciso quella persona? Lui risponde, Nessun motivo. Il giudice dice, Quindi non sei un bigotto? Lui fa, Oh, no. Il giudice dice, Ah. 10 anni. Un altro tizio ha una pistola e dice, Odio maledettamente i nani. Vede un piccolo nano, prende la mira, bang! Ammazza il nano sul colpo, giusto? Va in tribunale. Il giudice dice, Perché hai ucciso quel nano? Lui risponde, Perché odio quei piccoli str***i, va bene? Il giudice dice, Sei un bigotto, 20 anni.

Leonardo Panetta

18,490 görüntüleme • 7 ay önce

“ITALIANI, NON ROMPETE LE SCATOLE. SE GLI IMMIGRATI NON RISPETTANO LE REGOLE, È COLPA VOSTRA: NON GLIELE AVETE SPIEGATE”. SE VIENI STUPRATA È COLPA TUA, PERCHÉ NON HAI DETTO ALLO STUPRATORE CHE È VIETATO Questa gentile signorina ci dice che pretendere il rispetto delle regole italiane da parte degli immigrati è ingiusto, perché “nessuno le spiega agli immigrati”. Quindi non dobbiamo “rompere le scatole” né “lamentarci” poiché “è colpa nostra” se chi arriva delinque. Davvero abbiamo raggiunto questo livello? O è uno scherzo? Insomma, dovremmo distribuire un manuale in cui si legge: non si stupra, non si uccide, non si ruba, non si spaccia, non si gira armati, non si aggrediscono le persone? Queste non sono “regole italiane”. Sono i principi fondamentali ed essenziali della convivenza civile, universali e validi a qualsiasi latitudine. Sono comportamenti vietati in qualunque Stato di diritto. Nel nostro ordinamento esiste un principio elementare: l’ignoranza della legge non scusa. Nessuno può giustificare un reato dicendo di non conoscere le norme. Integrazione significa conoscere la lingua, lavorare, rispettare le istituzioni e le leggi del Paese che ti ospita. Non significa che la collettività debba spiegare perché non si commettono crimini, altrimenti è colpa della collettività se quei crimini vengono compiuti. È un pensiero aberrante. Trasformare chi pretende il rispetto della legge nel colpevole e chi viola la legge nella vittima significa capovolgere il senso stesso della responsabilità.

Azzurra Barbuto

21,019 görüntüleme • 1 ay önce

Pomeriggio del 14 aprile 2025, Andrea Sempio è solo a bordo della sua Suzuki e ascolta un podcast dal canale Bugalalla sul delitto di Garlasco. Al termine, tace per due minuti, quindi inizia a riflettere ad alta voce. “Delle tre chiamate”, e il riferimento sarebbe alle telefonate effettuate il 7 e 8 agosto 2007 a Chiara Poggi, “lei ha detto: ‘non ci voglio parlare con te’ (dice imitando una voce femminile, ndr)... e era tipo... e io gli ho detto ‘riusciamo a vederti’ e lei mi ha messo giù... e ha messo giù il telefono”. Secondo gli investigatori, l’indagato parla del video intimo girato dalla vittima con il fidanzato Alberto Stasi. “Ah, ecco che fai la dura – prosegue ancora il soliloquio – ma io non l'ho mai vista in questo modo... e da un lato l'interesse non era reciproco, lei dice... lei dice ‘non l'ho più trovato’ il video”. Le analisi, infatti, confermano la sparizione di uno dei quattro filmini. Sempio dice aver avuto accesso a uno di questi: “Anche lui lo sa... perché ho visto... dal suo cellulare... perché Chiara non... con quel video... e io ce l'ho… dentro la penna”. L’ultima frase, a voce bassissima, sarebbe decisiva: menziona una circostanza fino a quel momento sconosciuta agli stessi inquirenti, che lo scopriranno dalle consulenze. Infine, sull’auto dell’indagato sale un’amica, alla quale il 38enne confida il sospetto di essere intercettato: “Sono abbastanza sicuro che qua ascoltano... e ho parecchi dubbi”. A cura di Massimo Pisa

Repubblica

68,666 görüntüleme • 3 ay önce

Di ©Sabrina F. Sordi, in questo video, fa più rivoluzione in tre frasi che mille intellettuali in vent’anni di chiacchiere da salotto radical chic. Dice la verità che fa male, quella che nessuno vuole sentire perché puzza di realtà e non di profumo da centro commerciale: il consumismo ha rubato all’uomo la gioia dell’attesa, il gusto della conquista, la bellezza della scarsità. Una volta, come dice lui, il pezzetto di carne era una festa, non un diritto sindacale. Lo spaghetto un po’ scotto ma fatto in casa era un lusso, non un fallimento da food blogger. Perché era tuo, perché te lo guadagnavi, perché te lo sudavi. E quel sudore dava senso a tutto. Poi è arrivata la televisione – e con lei la pubblicità, la moda, la psicologia del bisogno finto. Ti hanno convinto che se non hai, non sei. Che se non guidi il SUV, se non vai alle Maldive, se non hai la camicia stirata da altri, sei un poveraccio. Ma poveraccio di cosa, di oggetti o di spirito? Sordi lo capisce prima degli altri: “si è persa la felicità delle piccole cose”. Ma non perché non esistano più. Perché ci hanno convinti che valgono zero. Perché non fanno click, non fanno tendenza, non ti portano followers. Oggi il povero non è più dignitoso, è invisibile. E questo è un crimine culturale. Il consumismo non ha alzato il livello di vita: ha abbassato l’asticella del desiderio. Ci ha resi tutti uguali nei gusti, e quindi nel vuoto. Ci ha riempito le mani, ma ci ha svuotato il cuore. Sordi non faceva solo ridere. Faceva male. Perché diceva la verità: e la verità, non piace più a nessuno. Svegliatevi. 👇👇👇

Sabrina F.

44,234 görüntüleme • 1 yıl önce

Caro Matteo, arrivati a questo punto, dopo il tuo ultimo intervento pubblico, anche io penso che sia arrivato il momento di dire le cose con grande franchezza. Da quando ho fatto la scelta di lasciare Italia Viva i miei social sono costantemente invasi di insulti volgari, violenti e sessisti dei tuoi sostenitori e finora nei tuoi discorsi non ti ho sentito spendere una sola parola di presa di distanza da questo odio social. In questo clima hai preferito invece parlare dei tuoi ex colleghi come persone “nate comparse”. L’idea che siano tutti comparse tranne te è il problema grande che ha la comunità di Italia Viva con la libertà di pensiero. Se c’è qualcosa che proprio tutti hanno capito in questo mese è il problema di IV col dissenso: chi dissente e se ne va viene insultato e regolarmente attaccato a mezzo social, chi dissente e prova a rimanere lo espelli con una conferenza stampa. Ma anche restando nel tuo modo di vedere il mondo, osservo che c’è un po’ troppo nervosismo per delle semplici comparse che se ne vanno. Dici che siamo andati via per paura di un congresso democratico. Un congresso senza lo spazio per dissentire e sopravvivere come minoranza non ha nulla di democratico. È per le mie idee che mi sono dimessa da ministra e sono tornata a casa. Io ho avuto questo coraggio e non accetto lezioni sulla paura da te. Ho detto e ridetto i motivi per cui ho lasciato IV. Le nostre strade si sono separate quando IV ha smesso di essere un partito riformista e antipopulista e ha iniziato a fare del bullismo e del linguaggio populista la sua cifra quotidiana. Le strade si sono separate sulle idee e sul metodo. Sulle idee, di’ cosa vuoi fare. Ma il metodo lo si vede chiaramente sui miei social.

Elena Bonetti

515,700 görüntüleme • 2 yıl önce