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Ana Sayfaya Dön

“Io sono una donna competitiva ma anche molto corretta, #ballandoconlestelle è stata un’esperienza meravigliosa…” “Sì bellissima…” “…Però io non so ballare” “MA DAI?! NON CE NE ERAVAMO ACCORTI FEDE” 🤣💣 #VictoriaCabello, sempre LEI 👑 #FuoriDiCabello #Podcast 🚀

23,245 görüntüleme • 6 ay önce •via X (Twitter)

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Benzer Videolar

Grande spazio nei commenti oggi al flop della manifestazione di Napoli, di cui onestamente mi interessa poco. Mi interessa molto di più la mancanza di indignazione rispetto alle parole-gravissime e molto pericolose- che Giuseppe Conte ha scandito dal palco: la minaccia russa sarebbe una costruzione politica per giustificare il riarmo. Non è una sorpresa il putinismo di Conte, ma è una assoluta novità il fatto che queste affermazioni vengano fatte da un palco ufficiale del Campo Largo senza che questo generi una presa di distanza degli altri leader presenti. In tutta Europa affermazioni del genere causerebbero la reazione immediata dei leader democratici che ricorderebbero, immediatamente che per l’intelligence di mezzo mondo la Russia rappresenta una minaccia strategica concreta e di lungo periodo. A Napoli invece, ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo? Dovevano mostrarci l’alternativa e ci hanno mostrato ancora una volta che sono capaci di ingoiare tutto pur di tenere insieme i brandelli di una coalizione che non esiste e che è distante anni luce da posizioni europeiste e riformiste. Nessun imbarazzo del Pd, ma anche di tutti quelli che ci raccontano di voler fare la “gamba” riformista lì dentro? Io sono allibita e molto preoccupata: il silenzio di fronte ad affermazioni così gravi è complicità, cari amici. E allora io vi chiedo di indignarvi, di reagire, di prendere le distanze. La storia dei democratici italiani non merita questo epilogo. Di certo non chiamatelo mai più centrosinistra, il campo largo è strutturalmente e definitivamente altro.

Pina Picierno

208,192 görüntüleme • 9 gün önce

“Ciao ragazzi, sabato scorso io e mio papà abbiamo coronato il sogno di vedere una partita di una squadra NBA non gettonata come le altre, ma che tifiamo da sempre: i Sacramento Kings. Non avremmo però mai potuto immaginare cosa ci sarebbe capitato... Dopo aver preparato un cartellone dall’Italia per De’Aaron Fox (uno dei miei giocatori preferiti) ed esserci presentati davanti ai cancelli ore prima dell’inizio del match, una volta entrati ci siamo fiondati dentro per assistere al riscaldamento dei giocatori. Dopo qualche minuto una persona dello staff di Sacramento si è avvicinata a noi e ci ha invitato a scendere a bordo campo.... Nel giro di pochi minuti ci hanno fatto incontrare Riccardo Fois, l’unico assistente allenatore italiano in NBA. Tutto qui? Macché… Sono venuti a salutarci Demar DeRozan, Jae Crowder e... De’Aaron Fox. Sono stati tutti super disponibili a scambiare due chiacchiere e fare qualche foto con “the italian fans”. È stata un’emozione indescrivibile... io e mio papà eravamo sotto shock e completamente senza parole: due disperati, con un misero cartello, con dei biglietti a 100 metri dal campo, trattati come degli ospiti d’onore... E non finisce qua: alla fine della partita ci hanno richiamato per portarci in campo, ci hanno fatto fare due tiri e ci hanno pure intervistato... Doveva essere una semplice partite NBA dal vivo, è diventato qualcosa che non dimenticherò mai.” (Tommaso Concardi)

La Giornata Tipo

15,944 görüntüleme • 1 yıl önce

Allora, mi arrivano voci e minchiate molto divertenti, sparate come al solito dalle comari decrepite che ormai puzzano di naftalina a distanza di chilometri, le babbione millenarie, levriere del West (sono sempre loro 🤣). Il disagio che provo, e soprattutto la pena per queste isteriche col cervello evaporato, è immenso. Vanno agli eventi della loro DIVA per incontrarla e cosa fanno? Invece di parlare con Helena dei suoi progetti e supportarla, parlano di me! Sono la vostra ossessione eterna, la vostra croce, il vostro incubo! 🤣🤦‍♀️ Pensa come sono messe, poverini e poverine, queste trisavole congiunte col loro lecca culo portatile, Federic! Ma poi la sparano ancora più grossa, Helena li avrebbe confidato che mi schifa!🤣😹 Davvero pensate che una donna con un cervello sano e funzionante come Helena si confidi con cariatidi tossiche come voi? 🤦‍♀️😆 E anche se fosse e mi schifasse, a me non importerebbe nulla. Per non parlare della perla finale, degna solo delle vostre menti bacate, Helena mi avrebbe bloccato!🤣 Sappiate che, se lo facesse, non me ne fregherebbe un emerito cazzo,non sono come voi che la stalkerizzate dalla mattina alla sera e che vi tagliereste un arto se lei vi bloccasse! 🤦‍♀️ Dio santo, aiuta tu queste dinosaure da salotto. Trovate sempre il modo di farvi perculare e ridicolizzare da me è assurdo e divertentissimo come me le servite sempre su un piatto d’argento! 🤣🤦‍♀️ Io penso che il vero disagio per Helena sia dover avere a che fare con gente come voi,persone che, oltre a sessualizzare il nullafacente del fidanzato, si eccitano pure a sapere dove va a scopare,per non parlare delle schifezze maschiliste, misogine, omofobe e bigotte che sputate ogni giorno nella vostra inutile vita contro le donne, il mondo LGBTQ+ e anche vari commenti razzisti e xenofobi che sono indegni ed escono sempre dalla vostra boccaccia sdentata! Io sono sempre qui a ricordarvi che siete una massa di vuoti a perdere che esistono solo quando vi ridicolizzo,dei complete failure in life! ogni volta che tentate di colpirmi vi scavate la fossa da sole! 🤣🫣 Ora mettetevi comode e, dopo aver messo la dentiera nel bicchiere col Polident, enjoy your show e l’ennesima figura di merda! 🤣🫣🤦‍♀️🙂‍↔️ #zelena #heleners #helenersbr

PANDA THE VILLAIN 🦹🏾‍♀️ 🐼

17,251 görüntüleme • 10 ay önce

Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio alcune riflessioni. La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque. Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo. Seconda riflessione. Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla. Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non “brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare” (cit. Repubblica). Quello che non si può dire, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato. Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere. Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino. E non succede perché la shitstorm è troppo grossa. Questa è una semplificazione da bar. La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente si sarebbero dovute uccidere, allora. Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile. Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare. Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi. In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso. C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti. A noi. Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post. Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito? Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica. Ad essere ottimisti. Nessuno filtra o cancella. Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio. Si è poi detto che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista. Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare . E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse? Infine. Di questa signora morta non importa nulla a nessuno. Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola. La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”. Ma sinistra a chi? Quale sinistra?). I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora). I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante “non siamo mica noi! È la solita cattivona di Selvaggia!”. Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento. E le tv, ci mancherebbe. Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social. Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità. E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?

Selvaggia Lucarelli

532,937 görüntüleme • 2 yıl önce

Ieri un momento sublime, letteralmente sublime. Una vera e propria liberazione. De Angelis: «al documento di #Trump l’#Europa dovrebbe rispondere col Piano Draghi». Segue una risata straordinaria di Marco Travaglio. Quella risata ha rappresentato, davvero ne sono sicuro, tantissima gente per bene che è stufa di sentire sciocchezze. Penso però che il momento più esilarante sia arrivato con la risposta del ferito #DeAngelis: «non capisco cosa ci sia da ridere». Non lo capisci? Dici sul serio? Solo in Italia uno come #Draghi potrebbe essere assunto a modello. Solo da noi uno come lui può ancora essere indicato come punto di riferimento. È davvero emblematico della decadenza politica e culturale del nostro Paese, ma soprattutto di quella del nostro “giornalismo” (le virgolette immaginatele così marcate da bucare il foglio). Al di là del giudizio morale che si può nutrire del figuro — dal Britannia alla macelleria sociale imposta alla Grecia, fino alla lettera della BCE del 2011 con cui condannava il suo stesso Paese al declino — il problema è un altro: riguarda l’affidabilità tecnica del personaggio. Sì, perché a te potrebbe anche stare antipatico sul piano etico, morale o politico, ma se fosse un genio te lo potresti pure far andare bene. Insomma, se le azzeccasse tutte, per quanto ideatore del “pilota automatico” (evoluzione del vincolo esterno: quanto di più lontano possa esserci dalla democrazia), uno potrebbe persino dire: "oh, non mi piace per nulla, ma nelle sue mani siamo al sicuro". Il problema è che non ne azzecca una. Stiamo parlando di quello che diceva che chi non si vaccinava faceva fuori se stesso e gli altri. Di quello che sosteneva che il green pass ci metteva tutti al sicuro. È quello che ci chiedeva di scegliere tra i climatizzatori e la pace in #Ucraina. È lo stesso che, all’Onu, raccontava che i nostri pacchetti di sanzioni stessero mettendo in ginocchio l’economia russa. È uno che, in un Paese serio, non lo starebbe a sentire più nessuno: lo triterebbero. Invece qui gli facciamo gli applausi. Ed è pure un pentito di professione: dalla sua tesi di laurea, in cui spiegava come l’euro (riporto liberamente) fosse una cacchiata; alle posizioni sull’auto elettrica in Europa, prima sostenuta e poi definita insostenibile. È quello che in audizione al Senato ha spiegato che l’avvizzimento dei salari fosse dovuto alle strategie europee di compressione della domanda interna (da lui sempre suggerite). Ultimamente propone politiche espansive, sì, ma gli investimenti mica nello stato sociale: negli armamenti. Ripeto: Draghi non viene presentato come un politico, ma come il migliore degli italiani, come un tecnico straordinario e visionario. Se gli togli l’affidabilità — e io non gli affiderei nemmeno un condominio — che cosa gli resta, di preciso? Continuano a presentarcelo come il Messia, uno che viene automaticamente candidato a qualsiasi ruolo: Presidente della Commissione Europea, Segretario Generale della NATO, Quirinale. Ecco, forse quest’ultimo incarico gli calzerebbe a pennello, visti i tempi. Ma ne parliamo solo noi, soprattutto alcuni di noi. Magari qualche giornale finanziato anche con i soldi dell'UE. All’estero — eccezion fatta per il circoletto tecnocratico eurounitario — non se lo fila nessuno. Ed ecco perché quella risata di #Travaglio rappresenta tanta gente per bene: rappresenta tutti coloro che sono stanchi, esausti, di ascoltare bugie e ricostruzioni semplicemente grottesche, farsesche, ridicole oltre ogni immaginazione. Tocca ridergli in faccia, infatti: questo meritano. Ecco, De Angelis, presumo che il motivo della risata fosse questo. Ma potrei anche sbagliarmi.

Savino Balzano

77,036 görüntüleme • 7 ay önce

MENTONO, MENTONO E MENTONO ANCORA, confidando che la gente è ignorante, non conosce la storia e non cerca la verità! 😡 IMPARA LA STORIA, KAGNA KALLAS 🤏🧠💩! 🇷🇺 LA RUSSIA NON HA MAI AVUTO AMBIZIONI DI CONQUISTA IN EUROPA I russi sono arrivati a Parigi, nel 1814, dopo però che Napoleone era arrivato a Mosca Dopo di allora, negli ultimi 200 anni, noi italiani abbiamo invaso la Russia 3 volte... Quante volte la Russia ha invaso l'Italia negli ultimi 200 anni? NESSUNA! Noi li abbiamo invasi 3 volte. Gli Inglesi 2 volte... Gli americani? Durante la rivoluzione d'Ottobre gli americani mandarono truppe in Russia. Gli americani hanno invaso la Russia una volta nella storia. I tedeschi? Lasciamo perdere quante volte hanno invaso la Russia... Di fronte a questo, la Russia riconosce uno schema! Uno schema storico! E lo schema è: ci hanno sempre invaso, siamo circondati da nemici. Dobbiamo difenderci! - Alessandro Barbero Storico ----------------------- L'inutile 🤡respirante, Kagna Kallas MENTE SAPENDO DI MENTIRE perché non solo non è vero che la Russia ha attaccato 19 paesi negli ultimi 100 anni ma anzi, È VERO IL CONTRARIO! È LA RUSSIA CHE È STATA ATTACCATA DAI PAESI DELL'ATTUALE UE come per altro riportato da tutti i libri di storia e da numerosi storici ⬇️ Kagna Kallas ha dichiarato che la Russia negli ultimi 100 anni ha attaccato 19 paesi Negli ultimi 100 anni la Russia ha attaccato più di 19 paesi, alcuni anche tre o quattro volte. Nessuno di questi paesi ha mai attaccato la Russia. IMPARA LA STORIA, SQUALLIDA SERVA IGNORANTE! Ma arriverà il giorno in cui farete la fine che meritate... 🧐 - LR 👇🏻👇🏻👇🏻

Sabrina F.

12,459 görüntüleme • 7 ay önce

🚨🚨🚨🪖🇮🇷🇺🇸🇮🇱 Buonanotte o buongiorno a tutti. Già lo sapete: quando il tipo di saluto è incerto, significa che la notte non ha portato consigli, ma nuovi pensieri. Ieri sera, nell’imminenza di un attacco annunciato - quello anticipato dal presidente Donald Trump - ci eravamo lasciati con tre domande. Vi avevo detto: le risposte che riceveremo chiariranno la futura traiettoria del Medio Oriente. Poche ore e una notte dopo: è successo. La notizia è che i protagonisti hanno scelto chiaramente la strada dell’escalation. Il primo quesito era il seguente: che tipo di attacco lanceranno gli americani? Dimostrativo o su larga scala? Prima risposta: si può dire abbiamo scelto una via di mezzo, mettendo nel mirino 20 obiettivi, perlopiù composti da batterie di difesa aerea e sistemi radar intorno allo Stretto di Hormuz. Proprio là dove è stato abbattuto dagli iraniani un elicottero d’attacco Apache. Cos’abbiamo qui? Una risposta professionale, attentamente calibrata, volta a ripristinare deterrenza senza causare un’intensificazione della guerra. Questo è ciò che dice il manuale. Ma il manuale contro i terroristi, contro i regimi animati da una forte ideologia, può essere smentito facilmente. Perché? Per capire bisogna arrivare alla seconda domanda: gli iraniani accetteranno di subire l’attacco statunitense, interpretandolo come un “pari e patta” o incendieranno la regione prendendo di mira gli Alleati e gli interessi americani nella regione? Quanto sta accadendo in questi minuti è molto chiaro: Kuwait, Bahrein, Giordania sono sotto attacco da parte della Repubblica Islamica. Fra i bersagli ci sono le basi aeree e navali americane in Medio Oriente incluso il quartier generale della Quinta Flotta della Marina in Bahrein e la Muwaffaq Salti Air Base in Giordania. Attenzione: i Guardiani della Rivoluzione sostengono di aver colpito 21 obiettivi. Perché è importante? Perché chiarisce il punto di vista di Teheran sotto il “nuovo” corso a guida pasdraran. In passato la Repubblica Islamica si sarebbe riservato il diritto di esercitare una rappresaglia “nei tempi e nei modi di nostra scelta”. Quante volte avete trovato una formula del genere? Quante volte poi non è successo niente? Oggi l’Iran non dimostra soltanto idee chiare e massima prontezza militare, ma anche spregiudicatezza. E lo fa scegliendo di assestare, simbolicamente, un colpo in più di quelli ricevuti. Per spiegarvi il significato di una mossa del genere utilizzo una metafora ciclistica. Siamo in salita: due corridori in fuga davanti a tutti. Uno prende l’iniziativa e attacca a ripetizione, deciso a fare il vuoto alle sue spalle. Ma l’altro, per quanto allo stremo, non si limita a stare a ruota. No, affianca chi lo precede, si fa vedere nello “specchietto“ retrovisore, per scoraggiare il rivale, per comunicare al compagno d’avventura che può alzarsi sulla sella quanto vuole, ma non si libererà di lui fino al traguardo. Ecco, l’Iran sta facendo esattamente questo: per quanto possa essere in difficoltà, per quanto i colpi americani e israeliani stiano facendo male, ha deciso di mostrarsi impermeabile a ogni offensiva. Piccolo spoiler: in questi casi difficilmente si taglia la striscia d’arrivo insieme. Uno dei due cede: quello che ha portato l’attacco può scoppiare, demoralizzato dalla reazione di chi segue. Ma a saltare pera aria può essere anche chi ha bluffato nella speranza di convincere l’avversario ad abbassare l’andatura, ché tanto nessun attacco sarebbe stato sufficiente. Avanza una terza domanda: Israele resterà a guardare o si unirà all’offensiva americana? Per il momento, gli israeliani sembrano essere rimasti in disparte. Non perché non abbiano il desiderio di rituffarsi nella mischia, ma perché ufficialmente quella in corso era una questione fra Iran e Stati Uniti. L’ordine di scuderia proveniente dalla Casa Bianca era probabilmente quello di non aggiungere altra carne al fuoco, nella speranza di ristabilire in fretta la tregua. Ma sono stati gli iraniani a pensare bene di mettere in crisi la strategia trumpiana. E allora? E allora ne deriva un quarto quesito, prima di lasciarvi al vostro primo caffè: Donald Trump e l’America, dinanzi ad attacchi che prendono di mira tutti gli Alleati del Golfo, possono dire “abbiamo scherzato”? Voi direte: possono farlo, è già successo. Ma il fatto che alle 5:00 di mattina io sia qui a premere il tasto “invio” per questo punto nave suggerisce che non sia stata una buona idea. Traduzione: non solo la guerra non è finita, ma la Repubblica Islamica sembra anche aver compreso che nello Studio Ovale c’è un presidente titubante all’idea di fare “tutto ciò che è necessario” per vincerla. E questo, di solito, è un bel problema. Ps: dietro questo punto nave ci sono una notte insonne e tanto impegno. A chi apprezza il mio lavoro chiedo di sostenerlo iscrivendosi al Blog: o regalando un abbonamento a una persona cara se si è già a bordo: È davvero importante per preservare questo spazio di informazione indipendente. Grazie a tutti. A più tardi.

Dario D'Angelo

19,044 görüntüleme • 1 ay önce

C’è un posto in Italia dove, se devi prendere un aereo, non devi fare il segno della croce prima di cliccare “acquista”. Non è un miracolo, è la Sardegna. Lì funziona così: vivi su un’isola, devi andare a Roma o a Milano, e sai già quanto spenderai. Non “più o meno”, non “dipende”, non “vediamo che succede martedì alle 3 di notte”. Sai. Punto. Cinquanta, sessanta, settanta euro. Anche ad agosto, a Natale, a Pasqua, quando il resto del Paese entra nella stagione delle rapine con carta di credito. E no, non è teoria. È pratica. Un residente sardo che volerà da Linate ad Alghero a Ferragosto prossimo pagherà una base tariffaria di 114 euro andata e ritorno. Tradotto: 57 euro a tratta, più tasse aeroportuali. Prezzo fisso. Sempre. Ferragosto compreso, cioè il momento in cui nel resto d’Italia i prezzi fanno yoga e si allungano fino all’inverosimile. Non è il socialismo, è semplicemente una politica pubblica fatta con un’idea chiara: la mobilità è un diritto, non una lotteria. E mentre in Sardegna il prezzo è scritto prima, altrove si scrive dopo. A matita. E la matita ce l’hanno le compagnie. Prendiamo invece un palermitano che torna a casa per Ferragosto. Gli è andata pure bene: volo non ancora pieno. Base tariffaria: 419 euro. A questa cifra vanno sottratti i 37 euro massimo andata e ritorno del ridicolo sconto siculo. Se invece aspetti che il volo si riempia, perché magari lavori, hai una vita, non puoi prenotare a febbraio per agosto, scatta la magia: da Linate a Palermo la base arriva a 323 euro, senza bagaglio. Se vuoi portarti una valigia, sali a 360, 385. Andata e ritorno? Superi tranquillamente i 770 euro più tasse. Più di New York in bassa stagione. Solo che invece di Manhattan atterri a Punta Raisi. La chiamano continuità territoriale. Nome un po’ burocratico, ma sostanza molto concreta: lo Stato, anzi, la Regione Sardegna, fa una cosa banalissima che in Italia sembra rivoluzionaria: scrive le regole prima. Stabilisce le rotte, gli orari, il numero minimo di voli e soprattutto il prezzo massimo per i residenti. Poi mette tutto a gara. Una gara vera. Le compagnie accettano quelle condizioni o stanno fuori. Fine. Tradotto: il pubblico decide, il privato esegue. E funziona così bene che adesso quella tariffa è stata estesa perfino ai parenti di primo grado dei residenti. Cioè: non solo ti garantisco il diritto a muoverti, ma riconosco che anche i legami familiari fanno parte della mobilità. Una cosa quasi commovente, in un Paese dove di solito ci si ricorda delle famiglie solo nei comizi. Poi c’è l’altra isola. La Sicilia. Dove la politica è più creativa. Nel senso artistico del termine: inventa cose che non esistono. Qui niente regole, niente tetti ai prezzi. Qui si va di bonus, sconti, trovate. Il Sicilia Express, che sembra un treno d’epoca e invece è una metafora perfetta, e gli sconti sui voli. Bellissimi. Sulla carta. Peccato che funzionino così: tu dai un contributo al cittadino, il prezzo del biglietto sale, e alla fine chi incassa è la compagnia. Il cittadino paga comunque tanto, ma con la consolazione psicologica dello “sconto”. Una specie di Black Friday pubblico: prima alzi il prezzo, poi fai lo sconto, e tutti felici. Tranne chi paga. In Sardegna hanno risolto il problema alla radice: il prezzo si decide prima. In Sicilia si è deciso di inseguirlo dopo. E il prezzo, si sa, corre più veloce della politica. Il risultato è molto semplice, quasi brutale: in Sardegna sai quanto paghi prima di partire. In Sicilia lo scopri alla fine, come quando arriva il conto al ristorante e fai finta di cercare qualcosa in tasca. È la differenza tra governare e arrangiarsi. Tra mettere regole e raccontare soluzioni. La continuità territoriale sarda non è perfetta, certo. Non protegge i non residenti, lascia il turismo in balia del mercato. Ma almeno ha un’idea di fondo: chi vive su un’isola non deve essere punito. In Sicilia, invece, si è partiti dall’annuncio. E quando parti dall’annuncio, di solito arrivi al conto.

Davide Faraone

12,213 görüntüleme • 3 ay önce

«La Banca Centrale Europea non potrebbe né andare in bancarotta né rimanere senza soldi anche se dovesse subire perdite per quanto riguarda la montagna di obbligazioni da molti miliardi di euro che ha acquistato nell'ambito dei suoi programmi di stimolo. In qualità di unico emittente dell'euro, l'Eurosistema sarà sempre in grado di generare liquidità aggiuntiva se necessario. Quindi, per definizione, la BCE non può fallire né rimanere senza soldi». A dirlo è stata la presidente della BCE, Christine Lagarde. I milioni di poveri, di disoccupati, di inattivi, la carenza di posti letto negli ospedali, di medici, di infermieri, il crollo dei ponti per la mancata manutenzione da parte dei privati ai quali è stato svenduto un monopolio naturale, i tetti delle scuole che cadono a pezzi, i mancati interventi davanti all'esplosione dei costi energetici non sono colpa del destino cinico e baro. Sono frutto di deliberate scelte politiche. Quando ci dicono che mancano i soldi, semplicemente mentono. Una Banca Centrale sotto il controllo del Tesoro può fare tecnicamente qualsiasi cosa: può essere un prestatore di ultima istanza per tenere sotto controllo i tassi di interesse sui Titoli di Stato di un Paese. Può accettare una perpetuità, cioè un titolo di Stato irredimibile e a tasso zero. Può cancellare i titoli di Stato che ha in pancia. Può accreditare la valuta emessa direttamente sul conto della tesoreria di Stato senza richiedere a fronte di tale accredito l’emissione di altro debito. Si tratta esclusivamente di volontà politica. L’Italia, a differenza di altri Paesi come la Germania, non ha mai fatto default sul proprio debito. L’Italia ha pagato dal divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro quasi 3.000 miliardi di interessi passivi sul debito. L’Italia ha fatto 26 anni di avanzi primari dal 1992 (circa 1.000 miliardi di euro). L’Italia è da sempre contribuente netta della UE (cica 120 miliardi di euro negli ultimi 20 anni) e continua a esserlo anche col Recovery Fund (un MES non riformato che ce l'ha fatta). Il problema non è la mancanza di soldi, ma la cessione della sovranità, non solo monetaria, ma anche politica e fiscale, attraverso il vincolo esterno. A farlo è stata la peggior classe politica della storia d'Italia. Quella degli ultimi 40 anni. Per questo è necessario lavorare passo dopo passo affinché l’Italia riacquisti la propria sovranità rompendo le catene del vincolo esterno.

Gilberto Trombetta

72,009 görüntüleme • 1 yıl önce

Dedico il reel di oggi alla dottoressa del PS dell'ospedale #Gemelli che lo scorso anno, mentre ero ancora ricoverata al Pronto soccorso in cui fui costretta a restare per TRE LUNGHISSIMI GIORNI su una lettiga, senza una coperta, senza un cuscino (si, eravamo tutti trattati così, in una situazione di promiscuità assurda e con poche e disattente cure), con una gamba distrutta da una frattura grave (decretato dal primario di ortopedia che mi ha poi operata per sei ore e mezza per ricostruire il danno e che poi intervistai per il settimanale Visto) ed ero in attesa di essere trasportata in reparto per subire un intervento che appunto, duró 6,5 ore, mi disse: "Sa, lei resterà SICURAMENTE con un difetto fisico, di deambulazione"... Con quella frase commise parecchi errori gravissimi: - mise in dubbio la mia capacità mentale e fisica di ripresa (la poveretta non mi conosce...) - mise in dubbio, più che altro, le GRANDI capacità tecniche e chirurgiche del primario di ortopedia, dottor Giulio Maccauro, (che tempo dopo intervistai per il settimanale Visto) che fece un lavoro evidentemente incredibile sul mio femore distrutto da una frattura spiroide periprotesica disassata - tentó di spaventare una persona che aveva appena subito un gravissimo incidente e che si trovava ancora in uno dei peggiori PS d'Italia (lo diciamo tutti noi che ci siamo finiti ricoverati) Lo fece con uno scopo, ci stavamo lamentando TUTTI, MA CON EDUCAZIONE, delle terribili condizioni del Pronto Soccorso, tra sporcizia, mancanza di umanità e cure (lasciare i pazienti pure senza mangiare, ma è solo una delle "cosette" che si vivono in quel PS...) e tutto il resto... Io le stavo parlando pacatamente della Carta dei Diritti del malato, lei con un sorrisetto mi disse: "Si...si...lei è una di quelle che SVENTOLANO LA CARTA DEI DIRITTI DEL MALATO"... Le feci osservare che non doveva sorridere in maniera sfottente, come fece, ma evidentemente è una di quelle persone avvezze a ridere con e dei pazienti ricoverati Io quindisventolo, secondo la gentile dottoressa... La poveretta, però, non sapeva a chi stesse dicendo questa cattiveria: se l'avesse detta a una persona fragile l'avrebbe uccisa, avrebbe creato un problema psicologico, avrebbe spaventato a morte una persona Invece...eccomi qua. Con alcuni amici delle FF.OO. e delle associazioni militari di cui faccio parte, abbiamo deciso tempo fa di andare a trovarla per farle vedere che si sbagliava e che certe frasi NON DEVE A DIRLE, A NESSUNO. Non si fa, semplicemente. Non si devono dire certe cattiverie alle persone che sono ricoverate in PS, con fratture gravi, in attesa di poter finalmente salire in reparto e subire, come nel mio caso, un delicatissimo intervento del primario, durato SEI ORE E MEZZO. Provate a pensare se avesse detto una cosa simile a una persona FRAGILE: non si sarebbe più alzata da una sedia a roelle...

Emilia Urso Anfuso - Giornalista investigativa

40,380 görüntüleme • 1 yıl önce