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Ana Sayfaya Dön

MATTARELLA SERGIO: ORA BASTA.😡 Prof. Avv. Augusto Sinagra (Augusto Sinagra)👏🏼👏🏼 Non è più questione dell'età avanzata e conseguente affaticamento mentale di Mattarella. Le sue esternazioni non sono più tollerabili e giustificabili. Accade che, di recente, in occasione del conferimento del solito premio quirinalizio rapportato ai parametri che hanno visto...

15,085 görüntüleme • 11 ay önce •via X (Twitter)

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Benzer Videolar

MELONI GIORGIA: NON C'E' LIMITE AL TRADIMENTO DEL POPOLO ITALIANO. Prof. AVV. Augusto Sinagra (Augusto Sinagra) La #Meloni Giorgia, che nulla ha di donna, di madre e di cristiana, ha ricevuto ieri ancora una volta il verme tossico di #Kiev (#Ucraina), producendosi in smancerie da compagni di liceo. In queto caso si è trattato di smancerie di partecipi in un unico e inconfessabile progetto. Il depauperamento dell'economia e delle finanze italiane continua ancora a beneficio del regime nazista di Kiev. Ora si aggiunge una specie di laida partnership con i nazisti ucraini per la produzione in comune di droni che i nazisti ucraini useranno contro la Russia e così sarà un altro coinvolgimento diretto dell'Italia in una guerra che non ci appartiene. Con buona pace dell'art. 11 della Costituzione e con buona pace del figlio di Bernardo Mattarella che continua ad ispirarsi alla saggezza popolare: "Non è vergogna tacer quando bisogna". I droni in questione, invece, l'Italia li userà per le festività di capodanno in "napolitan style". Ma quello che fa più schifo è che la Meloni Giorgia, anch'essa senza vergogna, ha annunciato la fornitura all'Ucraina - ovviamente gratuita e a spese degli italiani - di presidi e macchinari sanitari mentre la sanità pubblica italiana soffre da tempo proprio di tali carenze: la Signora della Garbatella se ne fotte altamente della salute degli italiani, delle liste di attesa interminabili, dei decessi per mancanza di cure e quant'altro. E ora basta con il solito ritornello giustificatorio "la sinistra farebbe peggio". A parte che non è questo che può giustificare la Meloni Giorgia, la verità è che questa pulzella riesce a fare peggio di quanto potrebbe fare il peggiore governo di sinistra o di centro-sinistra. Questa situazione cesserà non quando gli italiani "si sveglieranno", ma quando gli italiani usciranno dal loro bieco individualismo e convenienze opportunistiche come è nella nostra deplorevole tradizione storica.

Sabrina F.

12,762 görüntüleme • 4 ay önce

DI DIRITTI SI MUORE - LA LEZIONE DI MARCHIONNE CHE L’ITALIA RIFIUTA DI IMPARARE. Di ©Sabrina F. “Se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo.” Marchionne, l’uomo che ha salvato la Fiat (e mandato in crisi di identità una generazione intera di sindacalisti da salotto), non ha mai avuto bisogno di cappucci ideologici o passerelle mediatiche. Diceva le cose, come andavano dette: col tono ruvido di chi sa che la verità non ha bisogno di abbellimenti, solo di coraggio. In questo passaggio — che andrebbe inciso a fuoco sulle pareti del Parlamento e dei licei italiani — affonda il bisturi dove fa più male: nell’ipocrisia generazionale dell’attesa. Aspettiamo tutto: lo Stato che ci trovi un lavoro, i bonus, il reddito, la “transizione”, il click facile, il destino che bussi alla porta con un contratto in mano e la pausa caffè già timbrata. Marchionne non ci sta. Marchionne ci prende a schiaffi (quelli buoni, quelli da padre che ti ama ma non ti sopporta) e ci dice: Il futuro non si eredita. Si conquista. E invece noi viviamo in una Disneyland sindacale, dove tutti hanno il diritto a tutto, nessuno ha più il dovere di niente. Il Sessantotto ha urlato “libertà!”, ma ha silenziato la parola “responsabilità”. Il nuovo idolo si chiama “diritto”: a lavorare meno, a guadagnare di più, a lamentarsi sempre, a non faticare mai. Ma i diritti senza doveri sono come assegni in bianco firmati da uno Stato che non sa più cosa valga la sua firma. Il dovere è impopolare perché costa. Ma è l’unica valuta che ancora vale qualcosa. Marchionne ci ricordava che essere cittadini non è un abbonamento a Netflix: è un contratto. E devi dare, per avere. Torniamo alla dignità, all’impegno. Basta piagnistei. Basta “io ho diritto”. Inizia a chiederti: io che cazzo sto facendo per meritarmelo? “Le grandi conquiste senza il dovere sono solo privilegi non meritati.” — Sergio Marchionne 👇👇👇

Sabrina F.

11,067 görüntüleme • 1 yıl önce

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema.

Marco Setaccioli

16,973 görüntüleme • 2 ay önce