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🎙️ Paul McCartney racconta “I’ve Got A Feeling” “Questa canzone è un matrimonio tra la mia ‘I’ve Got A Feeling’ e un pezzo scritto da John, intitolato ‘Everyone Had A Bad Year’. Una delle cose più eccitanti dello scrivere con John è che molto spesso arrivava da un altro...

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🎵 “All Those Years Ago”: il commovente omaggio di George Harrison a John Lennon “All Those Years Ago” è una delle canzoni più toccanti della carriera solista di George Harrison. Pubblicato all’interno dell’album Somewhere in England, il brano nacque come un sincero tributo all’amico e compagno dei Beatles John Lennon, assassinato l’8 dicembre 1980. Curiosamente, la canzone era stata inizialmente scritta con un testo completamente diverso e pensata per Ringo Starr, che arrivò anche a registrarla. Tuttavia, Ringo non si sentiva pienamente a suo agio con la tonalità e con alcune parti del brano. Dopo la tragica scomparsa di Lennon, Harrison decise di riscriverne il testo, trasformandolo in un emozionante omaggio all’amico perduto e interpretandolo personalmente. Per i fan dei Beatles, “All Those Years Ago” ha un valore ancora più speciale. Alla registrazione parteciparono infatti Ringo Starr alla batteria e Paul McCartney ai cori, insieme a Linda McCartney e Denny Laine dei Wings. La produzione fu affidata a George Martin, lo storico produttore spesso definito il “quinto Beatle”, che contribuì in modo decisivo al suono della band di Liverpool. A completare questa sorta di reunion spirituale dei Beatles ci fu anche Geoff Emerick, leggendario tecnico del suono che curò mixaggio e ingegneria audio. Emerick aveva già lasciato il suo segno su capolavori come Revolver, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e Abbey Road. Il singolo ottenne un notevole successo commerciale, raggiungendo il secondo posto della classifica Billboard negli Stati Uniti, e ancora oggi è considerato uno dei momenti più significativi ed emozionanti della carriera solista di George Harrison. #GeorgeHarrison #PaulMcCartney #Beatles #JohnLennon #Yesterdaypills

Yesterdaypills 🍏

27,869 просмотров • 3 месяцев назад

Prima di tutto voglio sgombrare il campo da qualsiasi equivoco. Condanno fermamente le parole e l'atteggiamento del fotografo. Quel tipo di linguaggio, quella postura nei confronti di una persona per il lavoro che svolge, non mi appartengono e non trovano alcuna giustificazione. Non importa quale sia quel lavoro. Nessuno dovrebbe essere umiliato, insultato o trattato con disprezzo per il mestiere che ha scelto di fare. E proprio perché questo per me è un punto fermo, posso occuparmi di quello che invece trovo interessante in questa storia. Beatrice Segreti lavora su OnlyFans. E su questo non voglio entrare. Credo che ognuno abbia il diritto di vivere, lavorare e rappresentarsi come crede. Il punto è un altro. Da quando essere molto seguiti sui social basta per avere qualcosa a che fare con il cinema? Quando lei dice "mi guardate attraverso uno schermo, quindi in un certo senso c'entro con il cinema", pronuncia quasi involontariamente la formula perfetta della nostra epoca. Confonde il mezzo con l'opera, l'esposizione con il talento e soprattutto la visibilità con il valore. Per capire quanto siamo lontani dall'idea originaria della Mostra del Cinema di Venezia basta tornare al 1932, quando nasce all’interno della Biennale. E già questo dice moltissimo. Non nasce semplicemente per far vedere dei film. Nasce dall'idea che il cinema sia un'arte da selezionare, presentare, discutere e valorizzare. C'erano naturalmente anche ragioni economiche, politiche e turistiche. Non era certo un monastero consacrato alla purezza dell'arte. Ma la differenza fondamentale secondo me è questa. Un tempo la notorietà gravitava intorno all'opera. Oggi sempre più spesso è l'opera a gravitare intorno alla notorietà. Essere guardati attraverso uno schermo non significa appartenere al cinema. Un regista costruisce un'opera, un'attrice interpreta, uno sceneggiatore costruisce una narrazione, un direttore della fotografia costruisce un'immagine, un montatore costruisce tempo e senso. Essere guardati su uno schermo non è una disciplina artistica. Altrimenti io, che ogni tanto faccio una videochiamata, prima o poi dovrei vincere il Leone d'Oro. Ma è proprio lo smartphone ad aver cambiato tutto. Oggi una sola persona può essere contemporaneamente autrice, protagonista, produttrice, distributrice e ufficio stampa di se stessa. E così si è rovesciato anche il percorso che portava alla notorietà. Prima veniva l'opera, poi la selezione, il pubblico e infine la notorietà. Oggi sempre più spesso viene prima la visibilità. La visibilità produce notorietà e la notorietà produce accesso. E arriviamo al red carpet. Una volta si arrivava lì perché c'era qualcosa da mostrare. Oggi sempre più spesso ci si arriva perché bisogna mostrarsi. È una sillaba, ma dentro quella sillaba c'è un cambio d'epoca. Il red carpet stesso è diventato una fabbrica di contenuti. Fotografie, reel, stories, outfit, polemiche, engagement. E allora si produce un curioso rovesciamento. Non è più soltanto l'influencer ad avere bisogno della Mostra del Cinema. È anche la Mostra del Cinema ad avere bisogno dell'influencer. Perché porta attenzione e oggi l'attenzione è capitale. Soldi, grano, pecunia. Se ne possiedi abbastanza, puoi trasformarla in accesso alla moda, alla televisione, alla musica, al cinema, all’editoria. Ed è così che finiscono per confondersi due cose profondamente diverse, la visibilità e la competenza. È un bene? È un male? È "Non lo so"? (Sembro la parodia di una famosa criminologa...) Boh. Mi interessa osservare quello che sta accadendo. Nel 1932 Venezia inventava un luogo nel quale lo schermo rendeva visibile un'opera. Quasi un secolo dopo rischiamo di essere arrivati al punto in cui basta essere visibili su uno schermo per considerare se stessi l'opera. E credo che nei festival dei prossimi anni ne vedremo sempre di più. Un saluto da Elisabetta. #Venezia83 #BiennaleCinema2026 #LaBiennaleDiVenezia.

l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz

127,966 просмотров • 14 дней назад

L'emozionante discorso con cui Harry ha introdotto Carla’s Song durante il concerto di stanotte. ❤️ #MSGN9 “Voglio solo essere onesto su chi sono e sul momento che sto vivendo nella mia vita e, sapete, non volevo arrivare alla fine del tour come abbiamo fatto in passato e dire semplicemente ‘alla prossima’. Volevo solo essere un po' più onesto con voi su questo. Penso che da quando avevo 16 anni e ho iniziato a lavorare nella musica, tutto nella mia vita mi ha insegnato che tutto in questo mondo riguarda l'ottenere di più e raggiungere sempre di più, più show, cose più grandi e tutto più grande. Penso che negli ultimi anni mi siano successe molte cose nella vita, cose diverse, che hanno cambiato un po' la mia prospettiva e sto imparando ad accontentarmi di ciò che è abbastanza e non voglio mai che questi momenti sembrino meno speciali perché una volta finiti si passa subito alla cosa successiva. Questi show sono stati la gioia della mia vita, sono incredibilmente speciali per me. Penso anche perché so che cose come questa non durano per sempre e voglio solo ringraziarvi per tutto il supporto che mi avete dato in questi anni. Voglio ringraziarvi per avermi permesso di fare tutto questo con voi e penso che parte del motivo per cui questi show mi sembrano così speciali in un modo completamente nuovo sia perché li apprezzo nel momento in cui li vivo. Volevo essere sincero con voi e condividerlo con voi perché penso che forse tutti insieme possiamo riconoscere quanto sia bello essere in questi posti e vivere questi momenti. È stato un privilegio e un onore. Grazie mille. Non sto dicendo niente di drammatico, non sto cercando di essere drammatico, non preoccupatevi, è solo che... vi amo e volevo parlarvene come ne parlerei con i miei amici. Sento che arrivare alla fine e dire ‘alla prossima’ non è abbastanza. Volevo solo essere un po' più aperto con voi. Vi amo immensamente. Questa canzone l'ho scritta per voi, questa è Carla's Song.” © drewhatesthispart

Harry News Italia 🇮🇹

48,603 просмотров • 14 дней назад

La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza. La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo. Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano. È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita. La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

16,964 просмотров • 1 год назад

#LilliGruber: “La sicurezza sta a cuore anche ai più giovani, no?” #RaffaeleGiuliani: “Si, ma è a cuore a tutti noi, però è stato introdotto tardi il tema sicurezza. Nel senso noi abbiamo dato spazio e fianco scoperto alla destra che ha usato anni e anni di propaganda, che ha sbagliato in principio, perché secondo la destra con l'inasprimento della pena scende anche il reato, ma questo è scientificamente falso e provato in tutto il mondo che non funzioni. La cosa che funziona e che dovrebbe funzionare e che dovrebbe essere anche base ad una sinistra che esiste e che in questo momento forse non esiste nemmeno, è dare welfare alle persone. L'immigrazione è un fenomeno che non si può fermare perché è un flusso costante e perpetuo che non può avere una fine, quindi bisogna accoglierli e capire come a queste persone dare dell'assistenza di base, che li faccia integrare e che quindi di conseguenza farà scendere il reato. Cioè la criminalità è strettamente connessa, infatti, al rapporto di causalità con il welfare. Questo è il punto. Ma nessuno va arriva con una proposta concreta di come farlo, quando farlo, di cambiare la Bossi-Fini, che sarà scritta oramai 24 anni fa, uno dei due e non c'è nemmeno più, fate qualcosa, dateci un programma, riscrivetela, cambiate le carte in tavola.” NOTA: La #Svezia aveva tutte le carte in regola per far si che la teoria di Giuliani potesse funzionare. L'esperimento è essenzialmente fallito e ora al governo c'è la destra. Investire nell'integrazione non basta. #OttoeMezzo #Gruber #2Giugno #festadellarepubblica

𝚁𝚒𝚌𝚌𝚊𝚛𝚍𝚘 𝙳𝚎𝚒𝚊𝚜

72,375 просмотров • 3 месяцев назад

Un AK-47 spuntato a Montesanto, nel cuore di Napoli. C’erano persone, tante, che si sono riversate nella Cumana per trovare riparo. Una turista ha detto che i custodi della stazione hanno consentito l’accesso immediatamente, quasi fossero preparati a ciò che stava accadendo nella piazza antistante. E infatti è così, a Napoli tutti negano che ci sia un problema, ma poi tutti sono pronti al peggio e reagiscono come se quello che altrove è fantascienza, lì fosse normale. Questo episodio arriva dopo altre stese e allora il dubbio che, per prendere atto della gravità della situazione, si attenda il morto, è quasi certezza. Ma poi anche quando il morto arriva, l’indignazione dura qualche giorno, poi tutto come prima. Quello che è accaduto a Montesanto non è un caso isolato, ma il segnale di un territorio dove i clan continuano a contendersi le piazze di spaccio con risse, stese e azioni dimostrative. Non date retta a chi vi dice che erano “doje sciem” due “piscitiell e cannuccia”, ragazzi di poco conto e di nessun potere, perché è esattamente questo l’identikit di chi gestisce lo spaccio al dettaglio: non sono strateghi, ma persone che non hanno scrupoli a estrarre armi tra la folla, anche mettendo in conto che i proiettili vaganti possano colpire e uccidere. Più turismo significa anche più domanda di cocaina, hashish e marijuana e senza un vero contrasto al potere criminale, la violenza continuerà a ripetersi. Chi gestisce l’ordine pubblico a Napoli ha fallito. La città è nelle mani dei clan che offrono servizi all’unica economia - oltre quella criminale - che in questo momento dà da mangiare al territorio: il turismo.

Roberto Saviano

41,439 просмотров • 2 месяцев назад

John Lennon, Ronald Reagan e il rock’n’roll La storia dell’album “Rock’ n’ Roll” di John Lennon, pubblicato il 17 febbraio 1975, inizia sei anni prima, nel 1969, quando Ronald Reagan annunciò di volersi ricandidare come Governatore della California. Il leader del movimento psichedelico Timothy Leary presentò la propria candidatura in contrapposizione a quella dell’ex attore e chiese a John di scrivere una canzone a supporto della sua campagna elettorale. Leary però venne di lì a poco arrestato per possesso di materiale stupefacente ed allora John Lennon consegnò i nastri con “Come Together”, la canzone scritta per Leary, a Paul McCartney affinché il brano venisse registrato per apparire nel nuovo album dei Beatles. McCartney notò subito la somiglianza tra “Come Together” ed un vecchio hit di Chuck Berry “You Can’t Catch Me” e propose di non pubblicarla ma, viste le reiterate insistenza di Lennon, lavorò un po’ sul brano, ne rallentò la base musicale e si inventò il famoso giro iniziale di basso sperando di mascherare almeno in parte le similitudini. I Fab Four pubblicarono “Abbey Road” nel settembre 1969 e Morris Levy, titolare della Big Seven Music che deteneva i diritti del brano di Chuck Berry, notò subito la somiglianza tra le due canzoni (tra l’altro Come Together inizia con le parole “Here Come Old Flat Top” prese integralmente proprio da “You Can’t Catch Me”) e intentò una causa legale contro John Lennon. Il procedimento si trascinò per alcuni anni sino a quando i due interessati raggiunsero un accordo che impegnava Lennon a incidere almeno 3 canzoni i cui diritti fossero di proprietà di Levy. John, che in quel periodo si era separato da Yoko Ono, decise nell’ottobre 1973 di incidere un disco di cover di brani rock and roll che aveva amato da giovane. A produrre il lavoro aveva chiamato Phil Spector, che tenne però per tutto il tempo un comportamento ancora più strano del solito, presentandosi negli studi armato ed arrivando una sera a versare una intera bottiglia di whiskey sul mixer prima di eclissarsi definitivamente portando con sé i nastri delle registrazioni. John Lennon allora se ne ritornò a New York e abbandonò il progetto dedicandosi invece ad incidere un album di brani inediti, “Walls and Bridges” che sarebbe stato pubblicato nel settembre 1974. Questo fatto però infranse l’accordo con Levy che si rivolse di nuovo alla magistratura. I nastri registrati a Los Angeles vennero ritrovati per caso nel mese di ottobre (in molti pensarono fosse stato pagato a Spector un riscatto per riaverli) per cui Lennon ritornò immediatamente in studio con gli stessi musicisti con cui aveva inciso “Walls and Bridges” e terminò in soli 5 giorni il disco a cui diede il titolo provvisorio di “Oldies but Mouldies.” Per la copertina del disco venne utilizzata una vecchia foto scattata nel 1960 da Jurgen Vollmer al numero 22 di Wohlwill Strasse di Amburgo in cui appaiono sfuocati anche Paul McCartney, George Harrison e Stu Sutcliffe. L’album venne pubblicato nel febbraio 1975 con il titolo di Rock’n’ Roll e contiene 4 canzoni registrate nelle session del 1973 a Los Angeles e 9 in quelle del 1974 di New York. Anche in questo caso però ci furono strascichi legali perché Lennon aveva incluso nella track list definitiva solo due brani di proprietà di Levy, tra cui “You Can’t Catch Me”. Dopo una serie di cause e contro cause i procedimenti finirono con una multa per Levy che a sua volta aveva messo in commercio senza permesso un disco che conteneva delle versioni ancora non definitive delle canzoni incise da Lennon. E c’è anche una curiosa coincidenza finale: il successivo album di Lennon, Double Fantasy, sarebbe stato pubblicato il 17 novembre 1980, pochi giorni dopo l’elezione di Ronald Reagan alla Presidenza degli Stati Uniti. Una coincidenza che chiude idealmente il cerchio iniziato undici anni prima. #JohnLennon #Beatles #TheBeatles

Yesterdaypills 🍏

19,834 просмотров • 10 дней назад

MATTARELLA SERGIO STUPOR MUNDI Prof. Avv. Augusto Sinagra (Augusto Sinagra) Il nostro benamato Capo dello Stato continua a prodursi in esternazioni, in ambito internazionale, stupefacenti Si può a giusto titolo affermare che egli è ormai uno stupor mundi e cioè uno stupore del mondo Certamente non come Federico II Hohenstaufen unico vero Re d’Italia e stupore del mondo che aveva stabile sede anche lui a Palermo.E questo è l’unico punto di contatto tra lui e Mattarella,che pure stupisce il mondo per quello che dice Per il resto c’è che l’Imperatore Federico II era uomo di scienza, conosceva le lingue, conosceva l’arte del governo,si occupava del benessere delle sue genti,fu un grande legislatore(basta ricordare le famose “Costituzioni di Melfi”) e molto altro Mattarella Sergio,invece, esterna dichiarazioni che si stenta a pensare che siano state effettuate da persona pur solo consapevole della realtà e delle esigenze imposte da un criterio minimo di equità sociale Il Mattarella Sergio, luminoso discendente di antica e meritoria dinastia castellamarese (del Golfo) in un recente incontro alla Banca Centrale Europea e alla presenza della famigerata Cristina Lagarde,ha dichiarato, stupendo il mondo (e forse anche la stessa Cristina LaGarde e i responsabili della baracca chiamata BCE) che l’euro è stata una manna del cielo,che senza di esso saremmo stati perduti,che costituisce il collante ineludibile dell’unità europea,che ha promosso lo sviluppo sociale dei popoli e degli Stati della UE e tante altre cose di uguale portata stupefacente Il nostro canuto Capo dello Stato parlando di identità europea forse si ispira alle scienze esoteriche,rimanendo ignoto in cosa consista la supposta identità e in cosa risieda quella sovranità europea che evidentemente allieta i sogni e le visioni di Mattarella Sergio figlio di Bernardo Egli non solo dimentica che molti Stati della UE vedono la loro salvezza economica e sociale solo nella uscita dal cappio dell’euro,non solo ignora che l’euro non è una moneta unica ma un rapporto fisso di cambio rispetto alle preesistenti monete nazionali dato che il valore della moneta,il suo potere di acquisto come si usa dire,è la risultanza della capacità e del modo di essere dell’economia produttiva dello Stato e delle garanzie economiche che lo Stato appronta per determinare il valore della propria moneta nazionale,ma dimentica che una moneta unica presuppone l’unità politica,economica, fiscale e daziaria esterna degli Stati membri della UE. Tutte cose che esistono nella eccitata fantasia del Mattarella. Il nostro amatissimo Capo dello Stato esultante per le mirabilie portate dall’euro,ignora che in l’Italia(della quale lui è il Presidente e della quale lui dovrebbe primariamente occuparsi) prima dell’euro era la quinta potenza economica a livello mondiale Egli dimentica che prima dell’euro non vi era un problema occupazionale come esiste oggi in Italia Dimentica che con l’euro siamo ai limiti di un Paese da terzo mondo e sempre con l’euro e a causa dell’euro in Italia vi sono, secondo i dati ISTAT,più di sei milioni di famiglie in stato di povertà.Egli dimentica molte cose e dimentica anche che a causa dell’euro l’Italia ha irresponsabilmente rinunciato al diritto(che nessuno le negava, neanche la UE)di avere una sua autonoma politica economica interna ed estera,fino a giungere a modificare la Costituzione introducendo la regola folle e demenziale del pareggio di bilancio Mattarella Sergio dimentica molte cose e tale dimenticanza non può essere ascritta alla sua veneranda età o ad una sua incompetenza che sarebbe insupponibile fino a livelli tali da non comprendere che lo Stato comatoso in cui si trova la sanità pubblica(una volta tra le migliori del mondo)è proprio causata dal maledetto pareggio di bilancio determinato proprio dall’introduzione dell’euro. Mattarella scambia una tragedia per un trionfo Esalta realtà inesistenti e se è giunto a tal punto non gli si può negare la qualifica di “stupor mundi”.

Sabrina F.

34,073 просмотров • 10 месяцев назад