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Per capire qual è stata per vent'anni, a partire dall'11/9, la linea pigra, ultraborghese, prevalente nei giornaloni sul Medio Oriente guardi come Francesco Verderami interviene, con la solennità di un papa, in virtù unicamente del prestigioso quotidiano per cui scrive, sulla Flotilla, ossia su un tema che palesemente non...

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La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza. La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo. Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano. È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita. La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

16,946 Aufrufe • vor 10 Monaten

Bellissima riflessione e parole meravigliose sulla persona che è Helena scritto da ✨Ele Luna🌙 ❤️ Condivido anche le virgole. #Helena #helevier 🫶 Stavo pensando proprio l'altro giorno a Helena e a quanto sia pazzesco il percorso che ha fatto. Non sono una che non si impressiona facilmente, ma la sua storia mi tocca davvero nel profondo. ​Pensate da dove è partita. Ha vissuto un passato che avrebbe spezzato chiunque: l’abbandono dei genitori, quella sensazione di non essere mai "abbastanza" per chi avrebbe dovuto amarti di più, e poi quegli amori sbagliati che non hanno fatto altro che scavare altre ferite. Eppure, guarda dove è oggi. Invece di chiudersi, ha scelto di fiorire. ​È incredibile come il destino abbia scelto proprio quella Casa per regalarle la svolta. Trovare lì l’amore della sua vita, quel ragazzo che sembra quasi un premio per tutto il dolore che ha patito prima... è come se il cerchio si fosse finalmente chiuso. Lui è la sua ancora, la dimostrazione che dopo tanta tempesta il sole arriva davvero, e spero davvero che questo amore possa ripagarla di ogni lacrima versata. ​Ma la cosa che mi ha lasciato senza parole è stata la sua dignità davanti all'ultima batosta: la perdita del padre. Proprio quando le cose sembravano andare al posto giusto, la vita le ha presentato un altro conto salatissimo. Eppure lei è lì, in piedi. ​Provo un’ammirazione infinita per lei, e per diversi motivi: ​Per come ama: Si vede che ama questo compagno con una dedizione e una purezza rare. ​Per i sacrifici: Non le è stato regalato nulla; ogni obiettivo raggiunto è frutto di una fatica immensa. ​Per la sua resilienza: Ha trasformato la sofferenza in benzina per i suoi sogni. ​È una donna che ha saputo riprendersi la sua vita per i capelli. Guardarla oggi, vedere i traguardi che sta tagliando e la stabilità che si è costruita, mi fa capire che non importa quanto il passato sia stato buio: se hai il cuore di helena, troverai sempre la strada per la luce.

Antonella.Cica★★★ 🦋

18,584 Aufrufe • vor 4 Monaten

💥 Vincenzo De Luca, governatore campano, nel suo ultimo videomessaggio non solo rigetta la richiesta di Pina Picierno di cancellare il concerto del russo Gergiev, ma rilancia duramente, riassumendo quelle che secondo lui sono le vere ragioni dell'invasione. Come si possa conciliare il suo populismo cattolico con Filippo Sensi che promuove i libri della professoressa Sofia Ventura o col cattolico ultra-atlantista Lorenzo Guerini, dio solo lo sa. Il PD è davvero un partito di moltitudini. «Non ci voleva molto per capire che estendendo la NATO lungo tutto il confine della Russia prima o poi qualche reazione ci sarebbe stata... la Russia è colpevole perché ha invaso l'Ucraina, ma l'Occidente non è innocente perché ha creato le condizioni per questa invasione. Oggi non c'è più niente da fare, il territorio occupato dalla Russia resterà occupato... non lo lasceranno mai più... C'è stato uno che l'aveva capito e aveva avuto il coraggio anche di dirlo quando è scoppiata la guerra in Ucraina ed era Papa Francesco, il quale disse subito dopo, ma se voi della NATO andate ad abbaiare davanti alla porta di casa della Russia, cosa vi aspettate? Quella dichiarazione poi non è stata più ripetuta per ragioni di opportunità diplomatica, ma aveva detto semplicemente la verità, questo è il quadro del mondo attuale. E c'è ancora chi parla di riarmo, il riarmo. Non si capisce dov'è il nemico e non si capisce chi ha creato condizioni di non sicurezza per gli altri. la NATO si è estesa lungo tutto il confine occidentale della Russia... Il pericolo lo determiniamo noi come NATO... È tutta una grande manfrina per alimentare l'industria bellica in Occidente, acquistare miliardi di euro di armi prodotte solo dagli Stati Uniti d'America e con un unico risultato drammaticamente preoccupante. L'unico paese d'Europa che ha le risorse per armarsi sul serio è la Germania. Non so se è chiaro, la Germania investe 900 miliardi di euro per armamenti e, come ha dichiarato il nuovo Cancelliere tedesco Merz, la Germania sarà una grande potenza militare. Complimenti ai grandi statisti dell'Occidente».

Paolo Mossetti

53,394 Aufrufe • vor 1 Jahr

Il video è di ieri: mentre la Knesset approva in prima lettura il disegno di legge che introduce la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati di “terrorismo”, Itamar Ben Gvir entra in Aula con un vassoio e distribuisce dolci ai deputati della coalizione. Applausi, pacche, clima da festeggiamenti: la politica che celebra l’eliminazione come programma di governo. La votazione si è chiusa 39 a 16: è il primo passaggio di tre, ma il segnale è già chiarissimo. Il testo — bandiera del partito kahanista di Ben Gvir, Otzma Yehudit — punta a rendere eseguibile la condanna capitale per chi uccide israeliani con movente “nazionale”. Una formula elastica che, in un sistema che pratica detenzione amministrativa e processi militari per palestinesi, spalanca la porta all’arbitrio. Il governo ha spinto sull’acceleratore: nelle settimane scorse il premier ha dato copertura politica, e la Commissione Sicurezza nazionale ha mandato il provvedimento in Aula. Oggi il primo sì. Ben Gvir non è un passante. È il ministro condannato in passato per incitamento all’odio, l’uomo che ha costruito consenso su punizioni esemplari e umiliazioni carcerarie. Nel giorno in cui un Parlamento occidentale riapre la strada alla pena di morte etnica, lui porta i pasticcini. Il punto non è il gesto folkloristico: è la pedagogia del potere. Si normalizza l’idea che la sovranità si affermi con il boia, che la giustizia sia vendetta, che la vita palestinese valga meno di un applauso. Questo non è “ordine pubblico”. È l’ennesimo tassello di uno Stato che si autoassolve mentre moltiplica eccezioni, tribunali speciali, diritti differenziali. Oggi la festa è per un primo voto; domani potrebbe essere per la prima esecuzione. In mezzo ci sono le famiglie che attendono notizie dai penitenziari, i corpi senza processo, Gaza e Cisgiordania ridotte a un esperimento di dominio. Tenetevi l’immagine: un ministro con il vassoio in mano, i seggi della Knesset sullo sfondo e la platea che ride. È la cartolina di uno Stato che ha smesso di vergognarsi. E che trasforma la morte in dolcezza parlamentare.

Giulio Cavalli

102,776 Aufrufe • vor 9 Monaten

Per leggermi ci metterete più di ventuno secondi, ma ne varrà la pena (spero). Almeno non vi sporcherà la coscienza. Li riconosco anche quando non dicono una parola. Li vedo camminare per strada, con quell’aria tranquilla, come se niente potesse toccarli. Sorridono, chiacchierano, fingono di essere ciò che vorrebbero, ma basta osservarli con la giusta attenzione per capire che quella calma è finta, tenuta insieme da un filo sottile, pronto a spezzarsi da un momento all’altro. Quel filo è il male. C’è sempre, in ognuno di loro. Non sempre fa rumore, non sempre si mostra. A volte è solo una scelta non fatta, una verità taciuta, una bugia detta per convenienza. Chi ci ha avuto a che fare, in qualunque modo, non se n’è più liberato. Il male resta, si deposita come polvere, e a poco a poco diventa parte di te. Ti tiene fermo, ti congela in un presente che non passa mai. Così provano a scappare. C’è chi si nasconde dietro una toga, chi dietro un abito talare, chi dietro un sorriso pulito. Tutti cercano di cancellare l’odore del sangue, di coprire la colpa con un filtro emotivo. Ma il tempo non pulisce niente, e quel giorno - quello in cui tutto è cominciato - non è mai davvero finito. Continua a tornare, come un rumore di passi alle tue spalle che non smette di seguirti. Oggi quei ragazzi hanno quarant’anni, ma sembrano ancora ragazzini spaventati, rannicchiati dietro le madri. Forse perché anche le madri sanno. Forse perché anche loro hanno scelto di tacere. #Garlasco non è solo un paese. È un ritratto del male, un quadro dipinto col sangue e la vanità umana. C’è l’artista che confonde la bellezza femminile con la depravazione, e il carabiniere che ha venduto l’anima e l'onore in una stanza d’albergo. E in fondo non importa come andrà a finire: la condanna è già scritta. Si sono giudicati da soli, molto prima che qualcuno potesse farlo per loro. E allora capisci che la libertà è un’illusione. Perché non servono sbarre per essere prigionieri. Le celle più strette sono quelle costruite nella propria coscienza. E l’ergastolo più lungo è vivere sapendo di aver guardato il male - e di non aver fatto nulla per fermarlo. Ci sono persone che hanno un talento naturale per il male. Non lo imparano, non lo cercano: lo hanno nel sangue. Per loro il male non è un errore, ma una forma di coerenza. Non sempre si divertono a far soffrire, non è quello il punto. È più come un impulso, qualcosa che scatta quando la luce diventa troppo forte, e loro devono spegnerla. È allora che mostrano chi sono davvero. E non c’è pentimento che tenga, perché il male, per loro, è un linguaggio. Lo parlano con disinvoltura, come se fosse l’unico modo che conoscono per comunicare col mondo. Possono nasconderlo dietro una facciata rispettabile, una famiglia, una carriera. Ma alla fine riaffiora sempre. E non serve nemmeno agire per farlo. A volte basta stare fermi. Lasciare che un’ingiustizia accada, che un innocente paghi, che una verità resti sepolta. È una forma di male più silenziosa, più accettabile - ma non meno letale. Il male di cui parlo non grida. Sussurra. Si infila nei gesti quotidiani, nelle omissioni, nelle mezze verità. È quel male che ti fa credere di aver scelto bene, quando in realtà hai scelto solo te stesso.

John Doe

37,587 Aufrufe • vor 10 Monaten

GROSSO IMBARAZZO PER IL NO. Il presidente del Comitato del No dell’Anm, Enrico Grosso, è stato beccato in un fuorionda di un incontro sul referendum mentre discute con il presidente del Tribunale di Aosta, Giuseppe Marra, di una causa ancora da decidere e in cui è coinvolto. Si tratta di un caso molto delicato che tra poco più di un mese, il 22 aprile, arriverà sulla scrivania del Tribunale e che potrebbe portare addirittura alla decadenza dell’attuale presidente della regione, Renzo Testolin, e di tutta la sua giunta. Peccato che Grosso abbia scritto un parere pro-vertiate proprio sulla candidabilità del governatore (e del suo vice). Marra accenna alla vicenda giudiziaria: c’è “un contenzioso”, dice, spiegando di aver letto l’atto introduttivo del ricorso. Poi aggiunge una frase che scatena immediatamente la polemica: “Si è rivolto a te quindi, sono contento, cioè sono fiducioso perché obiettivamente è una causa molto…”. Grosso replica: “Secondo me ci sono dubbi sulla giurisdizione”. Il presidente del tribunale prosegue raccontando che la questione è stata già esaminata con la giudice relatrice, facendo riferimento alla differenza tra decadenza e diritto soggettivo. Il costituzionalista torinese osserva che proprio la decadenza è il cuore della domanda giudiziaria e aggiunge che la Regione sarà difesa da un collega “abbastanza noto, bravo”, che avrebbe intenzione di sollevare proprio quella questione. “Ce la studiamo, certo”, conclude Marra. Il dialogo dura pochi minuti, ma basta per accendere la miccia. Il video, inizialmente disponibile sul canale YouTube dell’università, già in serata non è più visibile. A sollevare pubblicamente il caso è Chiara Minelli, capogruppo di Avs nel Consiglio regionale valdostano e tra i promotori del ricorso contro l’elezione di Testolin. “Sono rimasta letteralmente basita nel sentire il dialogo che c’è stato al tavolo della conferenza”, attacca. “Si parlava di una materia che non c’entrava nulla con il referendum sulla magistratura. È inaccettabile e molto grave che ci sia stato un confronto su una questione così delicata in cui il presidente del tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità”. E poi la stoccata sulla sparizione del filmato: “Oggi sul sito dell’università il video della conferenza – casualmente? – non è più disponibile”. Sia per Marra che per Grosso si pone un evidente problema di opportunità.

Ermes Antonucci

232,146 Aufrufe • vor 5 Monaten

Non lasciatemi da solo: se lo faccio io, lo potete fare anche voi. Urlatelo insieme a me. #Mattarella non è infallibile, non è il Messia, non è il figlio di Dio: non è stato scelto per intercessione dello Spirito Santo in Parlamento. La seduta comune non è il Conclave. È ora di smetterla con questo servilismo, con questa accondiscendenza totale. Datemi una mano a sostenerlo e lo faccia anche il Governo (questo e i futuri!), alzi la voce, si ribelli una buona volta: sono decenni che il #Quirinale impone un'agenda agli esecutivi, osa financo dire di no a candidati ministri per le loro idee politiche, pretende di condurre la politica estera, addirittura di dettare le regole in quella economica. Non è compito suo. Questa vicenda della grazia è surreale: quando si è trattato della #Minetti, il Colle si è defilato, scaricando la responsabilità sul Ministro della Giustizia. Adesso che questi, per #Roggero, nel pieno delle sue prerogative, ha avviato un'istruttoria che comunque sarebbe stata sottoposta al vaglio di Mattarella, quest'ultimo reagisce tanto scompostamente. Questa incoerenza è grande come un palazzo, come un grattacielo: lo sanno tutti, lo vedono tutti, ma tutti tacciono, impauriti. Se soltanto avessimo un'informazione appena decente, il doppiopesismo del Presidente della Repubblica sarebbe immediatamente esposto al pubblico e ridimensionato. Questo non è possibile per la complicità di chi dovrebbe fare informazione e invece fa solo squallida propaganda. Basta! Alziamo la voce, facciamolo tutti insieme. Continuiamo a rispettare il Capo dello Stato, ma pretendiamo da lui lo stesso rispetto: rispetti, quantomeno, la nostra intelligenza. Ringrazio chi sta leggendo e commentando il mio #RomanzoQuirinale, edito da Paper First: nonostante la totale indifferenza dei grandi media, il libro continua ad andare molto bene. Segno che la gente non è affatto inebetita ed è stufa di essere sottovalutata.

Savino Balzano

34,635 Aufrufe • vor 26 Tagen