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"PER FERMARCI CI DEVONO SPARARE" 💪🏻 - Fabrizio Corona #iostoconfabriziocorona #falsissimo #FabrizioCorona #Corona #alfonsosignorini #mediaset #GrandeFratello QUANDO LA CENSURA DA CHI SI CREDE INTOCCABILE, VIENE ESERCITATA CON L'ABUSO DEL LORO POTERE, C'È SOLO UN MOTIVO, SONO COLPEVOLI, SONO MARCI FINO ALL'OSSO! QUESTO SI CHIAMA AMMISSIONE DI COLPA! Sono terrorizzati...

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Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio alcune riflessioni. La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque. Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo. Seconda riflessione. Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla. Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non “brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare” (cit. Repubblica). Quello che non si può dire, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato. Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere. Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino. E non succede perché la shitstorm è troppo grossa. Questa è una semplificazione da bar. La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente si sarebbero dovute uccidere, allora. Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile. Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare. Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi. In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso. C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti. A noi. Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post. Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito? Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica. Ad essere ottimisti. Nessuno filtra o cancella. Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio. Si è poi detto che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista. Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare . E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse? Infine. Di questa signora morta non importa nulla a nessuno. Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola. La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”. Ma sinistra a chi? Quale sinistra?). I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora). I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante “non siamo mica noi! È la solita cattivona di Selvaggia!”. Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento. E le tv, ci mancherebbe. Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social. Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità. E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?

Selvaggia Lucarelli

533,002 views • 2 years ago

C’è una differenza elementare, ma evidentemente ormai introvabile, tra colpire un regime e copiare un regime. Le sanzioni alla Russia servono a questo: colpire il regime. Ridurne la forza economica, limitarne la capacità di finanziare la guerra, far pagare un prezzo all’aggressore. Se uno le allenta, non compie un gesto neutrale, né pragmatico: aiuta Putin. Gli mette fiato, soldi, margine. E siccome la Russia non sta organizzando un festival letterario ma invadendo un paese sovrano, la questione sarebbe perfino semplice. Un conto però è sanzionare uno Stato aggressore. Un altro è pretendere di cancellare dalla Biennale di Venezia gli artisti russi in quanto russi. Qui non si colpisce il potere: si colpisce la libertà. E soprattutto si finisce per fare esattamente ciò che fanno i regimi, che infatti censurano gli artisti, li selezionano per appartenenza, li puniscono per identità, li ammettono o li escludono non per ciò che dicono ma per il timbro sul passaporto. La scelta di aprire l’Esposizione agli artisti russi, e insieme a quelli iraniani, palestinesi e israeliani, sta qui: l’arte si può amare, detestare, contestare, deridere. Ma non censurare. Chi censura l’arte è la Russia. Motivo in più per fare il contrario. Si può dunque essere inflessibili contro Putin e favorevoli alla scelta di Pietrangelo Buttafuoco senza avvertire la minima contraddizione, per la semplice ragione che la contraddizione non c’è. Anzi, c’è il contrario: c’è coerenza. Perché se davvero si pensa che il regime russo sia un nemico della libertà, allora lo si combatte dove va combattuto, cioè sul terreno politico, economico e strategico, non imitando i suoi riflessi polizieschi nel campo dell’arte. Le sanzioni servono contro chi fa la guerra. La censura serve a chi ha paura della libertà. E una democrazia dovrebbe saper distinguere almeno questo.

Davide Faraone

34,705 views • 5 months ago

La dottoressa Bruzzone, cinque mesi fa, ha sostenuto che il movente dell'omicidio potesse essere questo: Chiara avrebbe visionato la cartella con il materiale pornografico "estremo" sul computer di Alberto e avrebbe minacciato di raccontarlo ai genitori. Secondo questa ipotesi, per paura di perdere la reputazione, Alberto l'avrebbe uccisa. Ieri, però, a Ore 14, Milo Infante ha ricordato ciò che è pacifico nella storia processuale: esiste una perizia informatica che certifica che Chiara quella cartella non l'ha mai aperta. Quel movente, infatti, era stato escluso molti anni fa. Non è presente in sentenza perché, ricordo sommessamente, che il movente è rimasto sconosciuto. A quel punto la stessa Bruzzone ha ammesso che si trattava di un movente "pensato all'inizio". E allora il punto è semplice ed è questo che voglio sottolineare: Ogni volta che si parla di Alberto Stasi, la narrazione televisiva ripropone ipotesi smentite, superate, processualmente inesistenti, come se fossero ancora attuali. Non per informare, ma per alimentare una storia: una storia che ha bisogno di un colpevole "coerente" con l'immaginario creato in questi anni. Questa operazione, ripescare moventi già esclusi dalla perizia e dalla logica, per poi farli scivolare sullo sfondo quando vengono smentiti è esattamente il modo con cui, da diciotto anni, si manipolano i fatti per piegarli a una narrazione prefabbricata su Stasi. Non è più accettabile. #Garlasco #Stasi

l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz

23,073 views • 9 months ago

Quello che sta accadendo oggi in Russia – la persecuzione di Diana Loginova e degli altri musicisti di strada per aver osato cantare canzoni pacifiste, e il fatto che ora in Russia si possa incarcerare i minori dai 14 anni fino all’ergastolo – ha una radice comune. Il punto è uno: il regime putiniano odia la gioventù russa. Putin sta facendo la guerra al futuro. Cerca di fermare il tempo. Il regime odia i giovani perché loro lo sopravvivranno. Perché non riesce più a parlare con loro. Perché i giovani sono più liberi. Perché ridono, cantano, sperano e hanno meno paura. Perché non sono stati cresciuti dalla propaganda sovietica. Perché non corrono a morire nella guerra di Putin “per entusiasmo” e gratis. Perché non guardano Solov’ëv, ma leggono le notizie su internet. Perché hanno tempo davanti a loro. E loro vedranno il giorno in cui i cigni balleranno. Vedranno una Russia libera. Immaginatevelo: nella Russia del 2025 un ragazzino di 14 anni può essere condannato all’ergastolo perché in un videogioco ha costruito una bomba di pixel. O per aver attaccato un adesivo “No alla guerra” su un palo. O per essere stato ingannato da un truffatore e aver dato fuoco alla porta di un ufficio militare. Ergastolo. Per un gioco. Per un adesivo. Per una stupidità da ragazzino. È possibile che un adolescente venga condannato a vita per un reato che non è nemmeno in grado di comprendere fino in fondo. In Russia oggi sì. Le accuse suonano terribili: “sabotaggio”, “terrorismo”, “attentato”. Ma questo è così solo per chi guarda da paesi democratici. In Russia sono semplici strumenti di repressione politica. Chi è considerato “terrorista” oggi in Russia? Ad esempio gli scrittori Boris Akunin e Dmitrij Bykov — la loro “colpa” è essere contro la guerra. Che cosa può essere definito “terrorismo”? Per esempio, versare del verde brillante su un’urna elettorale durante le “elezioni” del 2024. Nessun ferito. Solo una macchia su una scatola di plastica. E “incitamento al sabotaggio”? Basta una chat privata su Telegram dove qualcuno insulta Putin. Nel 2022, a Kansk (Siberia), tre ragazzi di 14 anni hanno costruito una finta bomba in Minecraft e hanno “fatto esplodere” un edificio virtuale dell’FSB. Era uno scherzo in un mondo digitale. Lo Stato l’ha definito “preparazione di un attentato”. E “diversione”? Un adesivo “No alla guerra” davanti a un ufficio militare. Un SMS ai coscritti: “non andate a farvi uccidere”. Un commento in chat con un infiltrato dell’FSB. E la “diversione”? Anche i bambini possono facilmente diventare vittime di truffatori, come succede spesso anche agli adulti. Ci sono già diversi casi in cui dei truffatori hanno convinto dei minorenni a dare fuoco a una sede della leva militare o a un bancomat. Sapete cosa hanno risposto alla Duma russa? Che ora, sapendo che rischiano pene detentive fino all’ergastolo, i bambini ci penseranno due volte prima di ascoltare i truffatori. Non sto scherzando. I tribunali russi mandano in prigione gli adolescenti anti-guerra. Secondo gli ultimi dati, almeno 78 bambini sono già stati condannati dal 2022. Prima mesi di detenzione preventiva, poi colonie minorili, poi carceri per adulti. Questo non ha nulla a che vedere con la giustizia. È il meccanismo nudo della repressione politica. Ma il tempo — è dalla parte dei giovani. Loro sopravvivranno. Loro canteranno. Loro vedranno i cigni danzare. E quando questo sistema crollerà, Diana Loginova suonerà di nuovo, in una piazza libera. Akunin presenterà un nuovo libro. Noize MC terrà un concerto al Cremlino. La gioventù russa vedrà il giorno del Lago dei cigni.

Daria Kryukova

11,674 views • 9 months ago

UN ANNO DI ANIME PARALLELE. 🩷 Il dodicesimo disco di inediti della mia carriera. Ho iniziato a lavorare a questo progetto il 12 settembre 2020. Ho ascoltato tutto quello che arrivava dagli autori che conoscevo, da quelli che mi mandavano canzoni sul web, al mio management, al mio fan club. Autori famosi e non. Non mi sono data limiti. La ricerca é durata 2 anni. Ho scritto tanto anche io, nonostante abbia avuto vari momenti di down.. ho pianto, poi ho urlato e poi ho ballato, goduto, sorriso, ho cercato di farmi coraggio nei momenti in cui non capivo più me stessa. Poi mi sono trovata,ancora una volta,riscoprendo che solo attraverso le storie degli altri e nelle diversità che ci distinguono, provo un senso di curiosità che mi riaccende. Non sono mai stimolata da chi assomiglia troppo a me. Anche se quando ero più fragile ero spaventata da questo ragionamento. Infatti..Ho chiesto aiuto, ho cambiato persone accanto a me, poi le ho richiamate, poi non capivo se andavano bene. Io non ero centrata e quindi non sapevo che disco volevo fare. Poi un giorno, inaspettatamente ho compreso tutto: volevo dedicare il disco a chi si sentiva come me, confuso, ma con tanta voglia di non mollare. La verità non ha mai deluso le mie aspettative e non devo averne mai paura. Così é nato Anime Parallele. Che oggi,dopo un anno, nella versione spagnola ha una nomination ai The Latin Recording Academy / Latin GRAMMYs . Che gioia! 🎤☀️ Quando é uscito un anno fa vi avevo fatto conoscere 16 canzoni... ma da un mese ormai, solo digitalmente, il disco si è arricchito di altre quattro canzoni, quattro nuove storie da raccontare e cantare: Ciao Ti porterai lontano All’amore nostro e Nemica. L’emozione che sento è ancora la stessa di un anno fa, la stessa di quando ero in studio a registrarlo e la stessa nel sapere che, dopo un anno, il vostro amore per Anime Parallele non è mai cambiato. Grazie 🩷 #AnimeParallele #AlmasParalelas

Laura Pausini

24,727 views • 1 year ago

Sta crollando tutto e credono di tenere insieme il muro che viene giù rafforzandolo con la melassa. Senza manco capire che oramai la melassa genera disgusto, vomito. A quel giullare del potere che è Benigni bisogna ricordare che la UE, quella reale e non quella dei suoi deliri, ha significato: 1) compressione salariale (ammesso dallo stesso Draghi) 2) smantellamento dello stato sociale, dei diritti alla salute, del lavoro. 3) soppressione della sovranità popolare, dato che la UE è servita a spostare le decisioni importanti verso centri sottratti al controllo democratico 4) svuotamento della democrazia, dato che tutte le decisioni erano prese altrove, e qualsiasi governo eletto si doveva muovere entro quelle coordinate (vi ricordate quei vermi cge giustificavano tutto con "ce lo chiede l'Europa"?) 5) crimini contro l'umanità in Grecia, perché tre lire non si potevano tirare fuori, mentre ora scopriamo che fare un baratro di debiti per favorire l'industria delle armi e salvare l'industria tedesca di può fare Ora ve ne venite fuori con quel guitto, o con discussioni su Ventotene. Ma lo avete letto? Un insieme di chiacchiere che mai nessuno ha preso sul serio, dato che la UE, nei suoi trattati fondativi, delinea una direzione opposta. Idee confuse, buone per fare propaganda, ma che si disfano non appena devi fare i conti con la realtà, con le differenze di cultura, di interessi, di tradizioni. Un manifesto che ignora del tutto la discussione sull'Europa che già all'epoca era ricca, sul rapporto tra culture nazionali e identità europea, sugli strati che compongono la storia dell'Europa. Si potrebbe parlare di quel manifesto, non con coloro che ne fanno un feticcio, quelli gne gne, oddio contessa, critica Spinelli. E chi è Spinelli? Mose? Perché lo hanno imbalsamato e trasformato in Mose', solo che le acque non si aprono e manna dal cielo non ne è venuta. Si potrebbe discutere, lo si faccia senza le regole celebrative, salottiere, da perditempo e da signora la contessa. Ma in fondo sarebbe del tutto inutile, è tempo perso, perché mai nessuno ha preso sul serio Spinelli. Spinelli e' sempre stato e sempre sarà un'arma di distrazione di massa. Serve a parlare del sesso degli angeli per non parlare della realtà. Qualcuno crede che Ursula bomber leyen lo abbia letto? Forse neanche sentito mai nominare. Il manifesto di Ventotene è un nulla che serve solo come foglia di fico per non parlare delle politiche antidemocratiche e antipopolari che hanno caratterizzato trent'anni di UE. Destra e sinistra ci costringono a parlare del nulla per non parlare della realtà, di un'Europa al servizio delle banche, vi ricordate Draghi? Spinelli serve alla Meloni come serve a Fornaro: un'evasione nel mondo delle ideologie, per coprire quello che sta accadendo. Parliamo di un manifesto di cent'anni fa per non parlare delle sfide attuali. Il guitto Benigni serve a questo: a nascondere la realtà sotto una massa di retorica. Il potere sta perdendo la testa, capisce che sta crollando tutto, e allora ha scatenato una guerra di propaganda che manco le SS. Tutto inutile, perché, signori, siamo al capolinea e tra poco si scende. Il castello sta crollando perché i costruttori erano pessimi, perché l'edificio è senza fondamenta. Perché la UE nasce come tentativo di cancellare l'Europa, i suoi strati, le sue radici, le sue differenze, la sua ricchezze, per annullare la tradizione Europea. E noi, eredi dell'Europa e della sua cultura, difendiamo l'Europa contro quella macchina per fare il vuoto che è la UE. - Vincenzo Costa

Sabrina F.

19,523 views • 1 year ago

Quel nullafacente ornamentale, buono a nulla del Monkfish ancora una volta si dimostra un uomo sessista e denigratorio verso la donna che dice di amare. Ha chiamato Helena ANCORA “CAVALLA”, mentre le sue fan la chiamano “TIGRE” per la forza, l’energia e la grinta che mette in tutto quello che fa, lui si permette pure di correggerla e denigrarla dicendo " PERCHÉ TIGRES TU SEI UNA CAVALLA" 🤢🤮🤮 Questo maschilista non perde occasione di ridicolizzarla! Un uomo così vergognoso e patetico non l’ho mai visto. Mai un complimento, sempre a sminuirla. 🤢🤬 La soffre così tanto, non sopporta che Helena sia una luce e la protagonista che lavora e cresce ogni giorno, mentre lui è ridotto a dipendere dalle pensionate giurassiche, dalla generosità di Helena, che le ha fatto pure da ufficio di collocamento per tutti i lavori che ha fatto di moda, e a giocare in serie A3 a pallavolo, più scarso di un bambino di 10 anni, assunto non per meriti ma solo per far incassare la squadra con la ship e vendere i biglietti alle babbione nonne del Pleistocene che riempiono i palazzetti. 🤦‍♀️ Che disagio, ma ciò che infastidisce di più è che Helena sembra non accorgersene o fa finta di niente! Essere chiamata cavalla è denigrante e schifoso è un termine sessista e dispregiativo! Quando si sveglierà la nostra TIGRE CHEETAH BRASILIANA DEL CUORE?! 🤍🐆 Stiamo pregando tutti i santi per questo miracolo! 🤦‍♀️ #zelena #heleners #helenersbr

PANDA THE VILLAIN 🦹🏾‍♀️ 🐼

24,144 views • 10 months ago

🧵E tu cosa faresti se fossi Said? Masafer Yatta, Palestina occupata. Said Al-Amour vive sotto le continue aggressioni dei coloni che vogliono impadronirsi del suo terreno. Tre mesi fa gli hanno sparato a bruciapelo, amputandogli una gamba. Poi sono tornati. Ancora e ancora. Lo hanno picchiato, hanno aggredito il suo bestiame, gli hanno spezzato il bastone, lo hanno spinto a terra. Said non ha diritti, non ha un'autorità a cui rivolgersi. Said ha meno diritti di uno schiavo e ha solo due scelte da fare: sottomettersi e lasciare che i delinquenti si approprino dei suoi beni oppure cacciarli con la stessa violenza usata dai coloni. Quando, la violenza può essere giustificata o ritenuta necessaria? Nel saggio "La loro morale e la nostra" Trotsky scrive: "Un proprietario di schiavi che con astuzia e violenza incatena uno schiavo, e uno schiavo che con astuzia e violenza spezza le catene: non lasciare che ci dicano che sono uguali davanti a un tribunale della moralità!" Trotsky si riferisce ai capitalisti ma il punto cruciale del suo pensiero è quello di non guardare alla violenza in sé ma al motivo per il quale se ne fa uso. Per capire se sia moralmente giusta o sbagliata, basta porsi una semplice domanda: per cosa stai lottando? Stai lottando per lo schiavista o per la libertà dello schiavo? Stai lottando per il colonialista o per la libertà dei colonizzati? Il palestinese più stronzo, più cattivo, lotta per liberarsi dall'occupazione militare di un esercito straniero, il soldato israeliano più buono e gentile contribuisce all'occupazione illegale e a lasciare che Said resti uno schiavo senza diritti. La storia di Said è la storia della Palestina: aggressioni, violenze, impunità, furto di terre, assenza complice delle autorità internazionali, resistenza. Nel video a dx appare il figlio di Said che non reagisce davanti all'aggressione dei coloni al padre umiliato. Immagina di essere il figlio di Said. Cosa faresti?

Gianluca Martino

11,839 views • 10 months ago

Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile. Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato. A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata. Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni. Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile.

Giorgia Meloni

493,632 views • 6 months ago