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QUESTI CRIMINALI INCAPPUCCIATI DEVONO ESSERE ESPULSI Bandiere straniere issate per sfregio sui nostri monumenti, sventolate nelle nostre piazze, sulle nostre strade, addirittura usate per rivestire i mezzi delle nostre forze di polizia, ostacolando gli agenti e urlando: “L’Italia è nostra. Qui comandiamo noi. La legge siamo noi”. Questi atti...

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Questa gente arriva in Italia con la lista dei diritti e delle pretese nel taschino. Rivendicando pure il privilegio di godere dei mezzi pubblici senza pagare il biglietto. È una impostazione mentale da criminale, è insofferenza alle regole, è disprezzo verso l’Italia e il suo popolo, è parassitismo, è arroganza, è assenza di responsabilità civile. Si dice sempre, per giustificare gli immigrati: “È colpa nostra se delinquono, non li abbiamo integrati”. Io dico: è colpa nostra, è vero, perché li abbiamo accolti trattandoli da innocenti profughi e avvalorando in loro l’idea malsana che tutto sia loro dovuto e che loro non debbano nulla. E attenzione: l’integrazione non è un processo che tocca a noi realizzare. È chi giunge da fuori a dovere manifestare la volontà di integrarsi, in primis rispettando le regole, cosa che manca. Non siamo noi a doverci integrare e adeguare a chi arriva. Rimettiamo le cose in ordine. Chi mostra il comportamento del soggetto in questo video deve essere essere rispedito a casa sua. Fine. Quando questo avverrà, noi potremo considerarci davvero uno Stato sovrano. Finché questo non avviene, siamo di fatto uno Stato molle, preda di masse di clandestini e delinquenti che la fanno da padroni, che stanno a piede libero, Stato che ogni tanto solleva un pochino la testa. Questi soggetti non meritano di stare in Italia nemmeno un’ora di più. Fare rispettare le regole e pretenderne l’osservanza da parte degli immigrati non costituisce razzismo. Non è abuso. È legalità. È ordine. È funzione essenziale dello Stato di diritto. MOVIMENTO DELLE BANDIERE 🇮🇹🇮🇹🇮🇹

Azzurra Barbuto

15,909 Aufrufe • vor 7 Monaten

🔴 Migranti minacciano: “Riprendere le nostre strade nelle nostre città”... 🔴 Ricordiamo a questo strano personaggio che sono le NOSTRE strade e le NOSTRE città. Saremo noi a riprendercele... 🔴 L’Italia è sotto assedio. La frase “Riprendere le nostre strade nelle nostre città” non è solo una provocazione, è una dichiarazione di guerra. Questa chiamata alle armi, pronunciata da gruppi di immigrati in varie città, ha gettato il paese nel caos, suscitando un’ondata di rabbia. “Riprendere le nostre strade nelle nostre città” è un grido di battaglia che minaccia di trasformare le nostre strade in campi di battaglia. Questa non è più una questione di integrazione o di diritti, ma di invasione. Le parole sono chiare: vogliono prendere il controllo, con la forza se necessario. Le persone non sono più sicure nelle loro stesse città. C’è un senso di tradimento e di pericolo imminente. I cittadini si chiedono se il prossimo angolo da girare sarà teatro di scontri violenti. Le famiglie sono in allerta, i negozi chiudono prima, e la fiducia nella sicurezza pubblica è ai minimi storici. Il governo deve agire, e agire duramente. Non è il momento per la diplomazia o per tentativi di mediazione. È ora di mostrare forza, di ristabilire l’ordine con mano ferma. Le forze dell’ordine devono essere pronte a intervenire con tutta la loro potenza per prevenire che queste minacce diventino realtà. Non possiamo permettere che le nostre città vengano strappate via dalle mani di chi le ha costruite. È tempo di unirsi, di proteggere ciò che è nostro. Ogni cittadino deve essere vigile, pronto a difendere la propria comunità. Le autorità devono indagare, arrestare e punire chiunque cerchi di destabilizzare la nazione. Questa non è più solo una questione di immigrazione o di politica. È una battaglia per la sopravvivenza della nostra cultura, della nostra sicurezza, del nostro modo di vivere. “Riprendere le nostre strade nelle nostre città” è un avvertimento che non possiamo ignorare. Dobbiamo reagire con tutta la determinazione possibile per proteggere l’Italia da questa minaccia interna. Questo articolo è un grido di allarme per svegliare la coscienza nazionale, per chiamare ogni italiano a difendere il proprio paese, prima che sia troppo tardi. - Sandro Greco 👇👇👇

Sabrina F.

27,357 Aufrufe • vor 1 Jahr

I disordini e gli attacchi alle Forze di polizia che negli ultimi due giorni si sono verificati in varie città italiane ancora una volta dimostrano l’esistenza e la pericolosità di soggetti organizzati che strumentalizzano ogni tema, fatto o episodio, perfino una dolorosa tragedia come quella del giovane Ramy, soltanto per seminare violenza. Queste aggressioni devono essere condannate da tutti, senza indecisioni o speciosi distinguo, anche per sostenere un clima di fiducia nei confronti delle nostre Forze di polizia che sono tra le migliori del mondo, che offrono standard altissimi di professionalità, che si stanno prodigando con passione e impegno e che certamente non possono essere sottoposte a giudizi sommari o aggressioni in piazza. In un Paese maturo e avanzato come il nostro dovrebbe essere parte di una cultura condivisa la consapevolezza che non fermarsi ad un alt delle Forze dell’ordine, o cercare il confronto violento con chi rappresenta lo Stato, non è solo una grave violazione della legge ma è anche un comportamento pericoloso per sé e per gli altri che mina la sicurezza dei cittadini e la convivenza civile. Chi non parte da queste considerazioni rischia irresponsabilmente di alimentare l’idea che tali condotte siano talvolta giustificabili e che possano essere messe sullo stesso piano dell’impegno di poliziotti o carabinieri spesso costretti ad operare in momenti e situazioni difficili e concitate , anche a rischio della loro stessa incolumità. Né il diritto di manifestare può mai essere usato come scusa per atti di violenza, intimidazione o per sfidare l’autorità dello Stato. A fronte di questi comportamenti ignobili e pericolosi, come Ministro dell’Interno esprimo piena solidarietà e totale sostegno alle donne e agli uomini delle Forze di polizia, sottolineando che chi si macchia di queste azioni vergognose, a partire da quelle poste in essere nelle ultime occasioni, sarà perseguito con la massima determinazione.

Matteo Piantedosi

89,197 Aufrufe • vor 1 Jahr

Io non vedo pacifisti. Vedo criminali armati che attaccano lo Stato. Da giorni il nostro Paese si trova in una spirale di violenza inaudita e di vandalismo collettivo. Il tutto in nome della pace, come se la via della pace passasse per l’uso della forza bruta, per il disprezzo della legge, per la paralisi della mobilità, per la negazione alla collettività di diritti inviolabili, per la distruzione di beni pubblici, per le aggressioni alle forze di polizia. Questo si chiama “terrorismo” e non dobbiamo temere di chiamare le cose con il loro nome. Manifestare è un diritto costituzionale. Usare la violenza è un reato. E non esiste nessuna causa che renda la violenza giusta o lieve o tollerabile. Cosa deve fare lo Stato? Lo Stato deve fare semplicemente lo Stato. Quindi garantire ordine, sicurezza, salvaguardia dei diritti di milioni e milioni di cittadini che continuano a soffrire disagi a causa di delinquenti che sventolano la bandiera palestinese e adottano i metodi dei terroristi islamici. Lo Stato non deve farsi picchiare. Né deve temere di reagire. Né deve temere di punire. Non deve sottomettersi. Questo rigurgito di terrore va combattuto. O ci travolgerà. Perché la minaccia più grande alla sicurezza è costituita da quel senso di impunità che ormai è diffuso in modo capillare e che viene avvalorato e consolidato ogni volta in cui chi si macchia di reati viene coccolato e compreso. Qui urge un intervento forte. E lo ripeto: picchiare duro, arrestare, processare, punire. Con le carezze e il giustificazionismo abbiamo già fallito. MOVIMENTO DELLE BANDIERE🇮🇹🇮🇹🇮🇹 📍Sabato 18 ottobre, ore 15 📍piazza Oberdan, Milano

Azzurra Barbuto

16,223 Aufrufe • vor 11 Monaten

LE NOSTRE STRADE NON SONO IL VOSTRO URINATOIO NÉ MOSCHEE Roma. Anno 2025. Musulmani pregano in strada. Accade ovunque in Italia e in tutto l’Occidente, nonostante le moschee siano presenti. A Roma sono decine e decine. Allora perché si prega in strada? Da Parigi a Londra, da Roma a Bruxelles, passando per New York, sempre più spesso vediamo queste scene: preghiere islamiche collettive all’aperto, con centinaia di persone inginocchiate a bloccare interi quartieri. Non è solo un atto di fede. È un atto simbolico, politico, identitario. È un modo per occupare lo spazio pubblico, per mostrare presenza e potere, per affermare che la legge religiosa vale più di quella civile. È una maniera per imporsi, per convertirci, per dichiarare che l’Islam è la religione, come la definiscono loro, “giusta”, che deve trionfare su quella “sbagliata”, la nostra. In casa nostra. E questo è inaccettabile. La libertà religiosa è un diritto. Ma nessun diritto può trasformarsi in prevaricazione. Pregare va bene. Impadronirsi della strada, invece, no. In Francia queste manifestazioni sono già state vietate per ragioni di ordine pubblico e laicità dello Stato. In Italia si continua a tollerare tutto, anche ciò che calpesta il rispetto e la convivenza civile. Sarebbe ora di dire BASTA. Le nostre strade appartengono a tutti, ma non a chi vuole trasformarle in simboli di sottomissione o di potere religioso. MOVIMENTO DELLE BANDIERE 🇮🇹🇮🇹🇮🇹 📍Sabato 29 novembre, ore 15 📍Piazza San Babila, Milano Porta il tricolore e il cuore 🇮🇹♥️

Azzurra Barbuto

33,433 Aufrufe • vor 9 Monaten

Questo individuo pretende di spiegare agli italiani che “presto si potrà camminare sicuri per strada”. Perché? Perché ci penseranno gli albanesi a riportare ordine nelle nostre città. E infatti eccolo qui lo stesso soggetto, in piazza Duomo a Milano, circondato dai suoi scagnozzi, in assetto da guerra, a minacciare i “maranza”, provocare, urlare, agitare la bandiera albanese come un’arma simbolica. Bandiere che poi sono state appese ai nostri lampioni e ai nostri monumenti, violati da questa gente primitiva, come se fossimo in terra di nessuno. Tutto questo come se in Italia non esistessero le forze dell’ordine, come se i nostri agenti fossero un’optional, come se noi cittadini fossimo disperati in attesa dei loro “paladini” venuti a salvarci… portando altra violenza per combattere la violenza. Una follia. Stiamo scivolando in una guerra tra bande di immigrati, diversi per provenienza ma identici nel disprezzo totale per la legge italiana, per la nostra cultura, per la nostra Nazione. E sia chiaro: mi riferisco a questi individui. Non agli albanesi integrati, che conosco e rispetto, persone che lavorano, contribuiscono, vivono qui con dignità. Ma le logiche da clan mafioso, gli atteggiamenti paramilitari, la messinscena da gang vanno estirpate subito. Chi si autoproclama giustiziere, chi incita allo scontro, chi sporca le nostre piazze e i nostri simboli nazionali con atteggiamenti tribali, dovrebbe essere fermato immediatamente e rispedito in Albania insieme alla sua bandiera. Perché qui siamo in Italia. E deve essere chiaro a tutti. Le vostre bandiere nei nostri monumenti non le vogliamo. I nostalgici tornino al Paese d’origine. Non abbiamo bisogno di voi per camminare sicuri, anzi camminiamo PIÙ sicuri senza di voi. Lo Stato intervenga. Adesso. MOVIMENTO DELLE BANDIERE 🇮🇹🇮🇹🇮🇹

Azzurra Barbuto

41,098 Aufrufe • vor 8 Monaten

#Springsteen suona a #Minneapolis contro l'Ice: sulla chitarra la scritta #Arrestthepresident. La nuova America che non piace a nessuno, cantata magnificamente dal Boss, mette a nudo i “crimini”, perché tali sono, di #Trump. Un pezzo che è un capolavoro. Ascoltate (o leggete👇🏼) Strade di Minneapolis Attraverso il ghiaccio e il freddo dell’inverno Lungo Nicollet Avenue Una città in fiamme ha combattuto fuoco e ghiaccio Sotto gli stivali di un occupante L’esercito privato di Re Trump del DHS Con le armi allacciate ai cappotti È venuto a Minneapolis per far rispettare la legge O almeno così raccontano la storia Contro fumo e proiettili di gomma Alle prime luci dell’alba I cittadini si sono schierati per la giustizia Le loro voci risuonavano nella notte E c’erano impronte di sangue Dove avrebbe dovuto esserci pietà E due morti lasciati a morire su strade innevate Alex Pretti e Renee Good Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce Cantare attraverso la nebbia insanguinata Prenderemo posizione per questa terra E per lo straniero in mezzo a noi Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato Nell’inverno del ’26 Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis I criminali federali di Trump lo hanno picchiato In faccia e sul petto Poi abbiamo sentito gli spari E Alex Pretti giaceva sulla neve, morto La loro accusa era di legittima difesa, signore Semplicemente non credete ai vostri occhi Sono il nostro sangue e le nostre ossa E questi fischietti e telefoni Contro le sporche bugie di Miller e Noem Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce Che piange attraverso la nebbia insanguinata Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis Ora dicono di essere qui per far rispettare la legge Ma calpestano i nostri diritti Se la tua pelle è nera o marrone, amico mio Puoi essere interrogato o deportato a vista Nei cori dell’ICE ora in circolazione Il cuore e l’anima della nostra città persistono Attraverso vetri rotti e lacrime di sangue Per le strade di Minneapolis Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce Cantare attraverso la nebbia insanguinata Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato Nell’inverno del ’26 Prenderemo posizione per questa terra E per lo straniero in mezzo a noi Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti Per le strade di Minneapolis

Antonella Napoli

24,880 Aufrufe • vor 7 Monaten

🇮🇹 #FuturoNazionale non ha ancora un programma, ma ha già delle linee rosse. ⚔️🔥 Che se mantenute… c’è tutto. 🔴 LE LINEE ROSSE DI FUTURO NAZIONALE Roberto Vannacci ⚔️ Prima l'Italia e gli italiani. Buoni rapporti con tutti, ma i nostri interessi hanno la prevalenza su quelli degli altri. La nostra partecipazione a organizzazioni internazionali e sovranazionali ha senso solo se vantaggiosa e non può portare alla nostra sottomissione a tali organizzazioni, con particolare riferimento a UE e NATO. La sovranità dello Stato rimane indiscussa. L’assistenza statale sotto ogni sua forma è rivolta prioritariamente ai cittadini italiani. ⚔️ Difesa, protezione e promozione dell'identità italiana: no cittadinanza italiana a chi non si sia assimilato alla nostra civiltà e cultura; riduzione drastica del decreto flussi; remigrazione coatta per gli immigrati illegali e per chi commette reati; lotta all'islamizzazione della società. Un contratto di lavoro non fa di un immigrato un aspirante italiano. La cittadinanza italiana è il coronamento di un percorso lungo con criteri stringenti frutto della dimostrazione di amore per la nostra Patria. Uno o più studenti musulmani non possono far chiudere una scuola per il ramadan. Nelle nostre mense mangiamo carne di maiale, ci dispiace per quelli che non la gradiscono. Chi non apprezza la nostra Patria e le nostre tradizioni potrà sempre, in ogni momento, tornare al proprio paese di origine. ⚔️ Dura lex sed lex: la legge è uguale per tutti: i reati non possono essere più o meno gravi a seconda del sesso, del colore della pelle o dell'orientamento sessuale di chi li commette o di chi li subisce. Le opinioni e le idee non possono essere materia di giustizia o di censura. No ad una cultura funzionale alla creazione di un nuovo senso comune attraverso la norma penale che deve essere proiettata esclusivamente alla difesa della Patria e dei suoi cittadini. ⚔️ La famiglia è la cellula indivisibile della società, è la colonna fondamentale della nostra civiltà ed è composta da uomo, donna e prole. I sessi sono due. Ognuno può amare chi vuole e si può percepire come vuole, ma questa scelta deliberata e individuale non dà luogo né a diritti specifici né a modifiche dell'identità che si stabilisce tramite il sesso biologico. La famiglia prevale nell’educazione dei figli e il massimo sostegno va garantito ai genitori italiani al fine di consentire loro la libertà di occuparsi della prole e il diritto/dovere di educarla, di lavorare, o di svolgere entrambe le attività. La società difende i più fragili e deve garantire al bambino il diritto naturale di avere un padre e una madre. La natalità degli italiani deve essere promossa e incoraggiata. L’identità e la natura della donna vanno protette. Uccidere un essere umano non può essere considerato un diritto. ⚔️ Legalità prima di tutto. Tutto ciò che non è vietato è anche consentito. Protesta, manifestazioni e dissenso non possono impedire, ostacolare, fermare ciò che è legalmente consentito. L'illegalità va perseguita con severità e senza indugio. La violazione della proprietà è delitto grave e non può essere accettato o giustificato in alcuna forma. ⚔️ I Giovani. Sono il nostro futuro. Hanno il diritto/dovere di essere educati, istruiti e formati secondo le capacità e le attitudini che esprimono e secondo principi di merito e capacità. La società esalta, promuove e incoraggia le capacità individuali, il merito e i talenti dei giovani. Istruzione e formazione non sono fini a sé stessi ma sono funzionali all’avvio dei giovani al lavoro.

Sabrina®️🇮🇹

15,749 Aufrufe • vor 5 Monaten

🚨🇺🇸 A distanza di 24 anni, il Blog pubblica la traduzione integrale del discorso pronunciato dal Presidente Bush l’11 settembre 2001. Sono parole che anche molto tempo dopo suscitano emozione. “Buonasera. Oggi, i nostri concittadini, il nostro stile di vita, la nostra stessa libertà sono stati attaccati in una serie di atti terroristici deliberati e letali. Le vittime erano sugli aerei, o nei loro uffici; segretarie, uomini e donne d’affari, militari e dipendenti federali; mamme e papà, amici e vicini. Migliaia di vite sono state improvvisamente spezzate da atti malvagi e spregevoli di terrore. Le immagini di aerei che si schiantano contro edifici, incendi che divampano, imponenti strutture che crollano, ci hanno riempiti di incredulità, di immensa tristezza e di una silenziosa, incrollabile rabbia. Questi atti di omicidio di massa erano destinati a spaventare la nostra nazione fino al caos e alla ritirata. Ma hanno fallito; il nostro Paese è forte. Un grande popolo si è mosso per difendere una grande nazione. Gli attacchi terroristici possono scuotere le fondamenta dei nostri edifici più alti, ma non possono toccare le fondamenta dell’America. Questi atti hanno frantumato l’acciaio, ma non possono scalfire l’acciaio della determinazione americana. L’America è stata presa di mira perché siamo il faro più luminoso di libertà e opportunità al mondo. E nessuno potrà spegnere quella luce. Oggi, la nostra nazione ha visto il male, il peggio della natura umana. E abbiamo risposto con il meglio dell’America - con il coraggio dei nostri soccorritori, con la generosità di sconosciuti e vicini che sono accorsi a donare sangue e ad aiutare in ogni modo possibile. Subito dopo il primo attacco, ho messo in atto i piani di risposta d’emergenza del nostro governo. Le nostre forze armate sono potenti e pronte. Le nostre squadre di emergenza stanno lavorando a New York e a Washington, D.C. per sostenere gli sforzi di soccorso locali. La nostra priorità assoluta è prestare aiuto ai feriti e prendere ogni precauzione per proteggere i nostri cittadini, in patria e nel mondo, da ulteriori attacchi. Le funzioni del nostro governo continuano senza interruzioni. Le agenzie federali di Washington che oggi sono state evacuate stanno riaprendo stasera per il personale essenziale, e domani saranno operative. Le nostre istituzioni finanziarie restano solide, e anche l’economia americana sarà aperta agli affari. È in corso la ricerca di coloro che stanno dietro a questi atti malvagi. Ho ordinato di impiegare tutte le risorse della nostra comunità di intelligence e delle nostre forze dell’ordine per trovare i responsabili e portarli davanti alla giustizia. Non faremo distinzione tra i terroristi che hanno commesso questi atti e coloro che li proteggono. Apprezzo profondamente i membri del Congresso che si sono uniti a me nel condannare con forza questi attacchi. E, a nome del popolo americano, ringrazio i numerosi leader mondiali che hanno telefonato per offrire condoglianze e assistenza. L’America e i nostri amici e alleati si uniscono a tutti coloro che desiderano pace e sicurezza nel mondo, e restiamo uniti per vincere la guerra al terrorismo. Stasera, vi chiedo di pregare per tutti coloro che piangono, per i bambini il cui mondo è stato distrutto, per tutti coloro il cui senso di sicurezza è stato minacciato. E prego che possano essere confortati da una forza più grande di ciascuno di noi, espressa nei secoli nel Salmo 23: «Anche se camminassi nella valle dell’ombra della morte, non temerei alcun male, perché Tu sei con me». Questo è un giorno in cui tutti gli americani, da ogni cammino di vita, si uniscono nella nostra determinazione per la giustizia e la pace. L’America ha già sconfitto nemici in passato, e lo farà anche questa volta. Nessuno di noi dimenticherà mai questo giorno. Eppure, andremo avanti per difendere la libertà e tutto ciò che è buono e giusto nel nostro mondo. Grazie. Buonanotte. E che Dio benedica l’America”.

Dario D'Angelo

62,131 Aufrufe • vor 11 Monaten

🚨🇮🇹 Centinaia di antagonisti incappucciati hanno assaltato su più fronti i cantieri della Torino-Lione a Chiomonte, San Didero e Salbertrand, in Val di Susa, al termine della marcia No Tav partita da Venaus. I manifestanti hanno lanciato pietre, bottiglie, bombe carta, razzi e ordigni sparati con mortai artigianali, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Secondo il sindacato di polizia Coisp, il bilancio provvisorio è di circa 60 operatori feriti e quattro mezzi delle forze dell’ordine incendiati, due dei carabinieri e due della Guardia di finanza. L’autostrada A32 è stata chiusa in diversi tratti e la circolazione ferroviaria ha subito sospensioni, cancellazioni e ritardi. Gli organizzatori hanno riferito la presenza di circa 20mila persone alla manifestazione. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: "Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo". Matteo Salvini: "Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell'ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti". Antonio Tajani: "È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell'ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all'economia e ai territori. Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell'assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa". Carlo Calenda: "Assistiamo ad un’escalation quotidiana di violenza da parte dell’estrema sinistra antagonista. La nostra solidarietà va alle forze dell’ordine. Gli autori di questi attacchi vanno identificati e puniti con la massima severità. Nessuna contiguità di amministratori e parlamentari con questi delinquenti che agiscono a viso coperto può essere tollerata, a Bologna come in Val di Susa". Matteo Renzi: "I No Tav che hanno assalito i cantieri e bruciato due camionette dei carabinieri sono dei criminali che devono pagare. Solidarietà alle forze dell'ordine, ai viaggiatori costretti a disagi vergognosi e ai cittadini della Val di Susa". Angelo Bonelli: "Condanno senza se e senza ma le violenze che si stanno verificando in queste ore in Val di Susa. Si tratta di azioni assolutamente inaccettabili, che non hanno alcuna giustificazione e che contribuiscono soltanto ad alimentare un clima di tensione che va respinto con fermezza. La difesa del territorio, dell'ambiente e dei diritti delle comunità si afferma con la mobilitazione democratica e con la non violenza. Chi usa la violenza danneggia tutti noi".

Dario D'Angelo

25,439 Aufrufe • vor 1 Monat

A CAPODANNO SARÒ IN PIAZZA DUOMO CON IL TRICOLORE Parigi annulla il concerto di Capodanno per “problemi di sicurezza”. E sappiamo tutti bene quale sia la natura di questi problemi. La capitale francese ha cancellato l’evento sugli Champs-Élysées che avrebbe portato in strada un milione di persone. Il ministro dell’Interno Nunez ha ordinato di trattare tutti gli assembramenti festivi come “obiettivi ad alto rischio”, mobilitando intelligence e forze speciali. Ora, diciamolo senza ipocrisie: è l’incubo del terrorismo islamico a condizionare sempre di più le nostre vite, la nostra libertà, perfino il nostro modo di celebrare le feste. I giorni che dovrebbero essere di letizia sono diventati giorni di allerta. E mentre Parigi chiude, io penso alla nostra Milano. Penso a Piazza Duomo, troppo spesso trasformata nel teatro di crimini, violenze, aggressioni. Penso alle bandiere di Paesi islamici piantate l’anno scorso nel cuore della città, in una notte che dovrebbe appartenere solo agli italiani, alle famiglie, ai giovani che festeggiano. Quest’anno non deve accadere. Quest’anno gli italiani e i milanesi devono riappropriarsi della loro piazza. Dobbiamo vigilare, esserci, mostrare che lo Stato e i cittadini non cedono spazi a chi semina paura, caos, intimidazione, illegalità, violenza. Io stessa sarò lì, in Piazza Duomo, la notte di Capodanno. Ho già comunicato la mia presenza alla Questura. E ci sarò per un motivo semplice: perché quella piazza è casa nostra. E la casa non si abbandona. 🇮🇹 MOVIMENTO DELLE BANDIERE 🇮🇹

Azzurra Barbuto

13,050 Aufrufe • vor 8 Monaten

Anche oggi lo ripeto: più manganellate. E lo ripeto con sempre maggiore convinzione, a dispetto di chi mi critica, di chi mi sta inviando messaggi di odio e di minaccia e di chi chiede all’Ordine dei giornalisti di cancellarmi, come se me ne fregasse qualcosa…Come se questo potesse silenziarmi o togliermi il pane dai denti, poveri coglioni. Non è l’iscrizione ad un albo o un tesserino sciupato nella tasca che fa di me una giornalista ma la mia onestà intellettuale, il mio rispetto dell’articolo 21 della Costituzione, posto a fondamento non del mio mestiere ma del mio vivere, il mio sacrifico per la libertà di pensiero, la mia capacità di scrittura, il mio rifiuto di fare da barboncino da salotto agli editori. Non mi serve il bollino sulle chiappe per essere una giornalista. Idioti! La verità non ha bisogno di corporazioni. La verità è libera. E lo ripeto: PIÙ MANGANELLATE. Occorre picchiare duro, proprio così, picchiare duro, picchiare duro, contro questi delinquenti incappucciati, che si fanno chiamare “pacifisti” ma che non sono altro che terroristi rossi i quali hanno stretto un sodalizio ideologico e criminale con i terroristi islamici. Lo Stato deve farsi valere e la legalità deve essere riaffermata o sarà sempre peggio a causa del crescente senso di impunità che si traduce in efferatezza, arroganza, disordine, anarchia e disprezzo della legge. LO STATO FACCIA LO STATO. NON SI FACCIA BASTONARE. 🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹 MOVIMENTO DELLE BANDIERE🇮🇹🇮🇹🇮🇹 📍Sabato 18 ottobre, ore 15 📍Piazza Oberdan, Milano Unisciti a noi. ♥️🇮🇹

Azzurra Barbuto

48,432 Aufrufe • vor 11 Monaten

CHIARIMENTO UFFICIALE – MOVIMENTO DELLE BANDIERE Sia chiaro a tutti. La mia piazza è stata una piazza pacifica, civile, moderata, che ha lanciato un messaggio di amore per la nostra bandiera, per la legalità e per le forze dell’ordine. Il mio discorso è stato chiaro e inequivocabile, così come lo sono sempre stati i miei post, le mie prese di posizione pubbliche e il mio lavoro quotidiano: 👉 rigetto ogni forma di estremismo, sia esso di destra o di sinistra. 👉 prendo le distanze in modo netto e siderale da quei quattro individui, infiltrati nella MIA piazza, che hanno portato petardi e passamontagna: oggetti e atteggiamenti che non ammetto, perché non rispecchiano in alcun modo lo spirito del Movimento delle Bandiere, né l’animo collettivo delle centinaia di persone perbene presenti oggi in Piazza Oberdan. Il mio gesto è stato chiaro: sono stata io a fermare gli infiltrati, a tirare via il passamontagna, a bloccarli. Perché per me è incivile, inaccettabile e vergognoso presentarsi a una manifestazione con il kit del delinquente nello zaino. NON LO AMMETTO. Ma sia chiaro: la condotta di pochi infiltrati NON macchia né me, né il mio movimento, né le centinaia di italiani arrivati da tutta Italia per difendere un ideale. Gente pulita. Gente libera. Gente vera. A loro va tutta la mia gratitudine. ➡️ Chiunque provi ad associare il mio nome, il mio volto, o il mio Movimento alla parola “fascismo” o “estrema destra” sarà querelato per diffamazione. Lo farò senza esitazione. Non lo accetto. Non lo permetto.

Azzurra Barbuto

27,593 Aufrufe • vor 10 Monaten

Io ho una posizione chiara, che non so se è diversa o meno da quella di Benedetto Della Vedova, ma sicuramente è chiara ai miei occhi, e penso sia condivisa con Luigi Marattin. Noi facciamo politica per portare avanti quelle che sentiamo come responsabilità urgenti, di fronte alle quali non abbiamo intenzione di abdicare. La difesa dell’Ucraina, che è la difesa dell’Europa, per noi non è un tema ‘microidentitario’ e non è un valore astratto: è il discrimine su come si fa o non si fa politica. Lo dico chiaramente: qui, a Linkiesta, si è parlato tanto di coraggio. E siccome penso di essere una donna che ha dimostrato il coraggio di dire “non con me” a cose in cui non credo, e l’ho fatto da donna libera, continuo a farlo da donna libera. Voi dovreste chiedere a noi politici, di fronte ai temi che stiamo dibattendo in questo palco, di far prevalere quelli che sono i vostri interessi, i nostri interessi collettivi, sull’autopreservazione della nostra poltrona. È chiaro che oggi andare contro il bipopulismo, che è il bipolarismo di oggi, è un rischio per la classe politica, ma è l’unica via di sopravvivenza del Paese. Io sono all’opposizione del governo Meloni e lavoro ogni giorno per creare un’alternativa al governo Meloni. Ma sono altrettanto chiara: con i filo-putiniani che ci sono anche nel campo largo, con un Giuseppe Conte ministro degli Esteri o un Fratoianni che detta la linea sull’Occidente nel campo largo, io non ci sto. Perché, paradossalmente, preferisco una Meloni che almeno ha zittito Salvini, il filo-putiniano di destra, e gli ha detto “tu te ne stai al tuo posto”, mantenendo almeno la linea sull’Ucraina, almeno quello. Dall’altra parte sarebbe stato peggio. Allora, vogliamo noi ‘volenterosi’ metterci insieme? Sì, ma il patto di base è chiaro: con i filo-russi da una parte a destra nemmeno la mettiamo sul tavolo, perché con loro non ci alleiamo. Ma con i filo-russi a sinistra noi non ci stiamo. Se su questo vogliamo costruire insieme, noi siamo i primi a dire: certo, mettiamoci a farlo.

Elena Bonetti

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🚨🇺🇸 Quello di stanotte è stato solo il terzo discorso alla nazione dallo Studio Ovale pronunciato da Joe #Biden durante il suo mandato, per dire dell'importanza del momento. Prima di oggi, il Presidente aveva fatto ricorso alla solennità del luogo solo il 2 giugno 2023, quando il Congresso era riuscito ad accordarsi in extremis sull'innalzamento del tetto del debito, giusto in tempo per scongiurare l'esaurimento dei fondi per pagare gli obblighi federali; e all'indomani degli attacchi del 7 ottobre da parte di Hamas contro Israele. In una frase: in circostanze straordinarie. L'attentato a Donald #Trump è una circostanza grave e straordinaria. Il Presidente Biden ha parlato per 6 minuti. È stato un intervento da "vecchio" leader americano. Non nel senso di anziano, ma da presidente di una volta, da statista che crede con tutto sé stesso nell'unità dell'America. Dopo aver riportato alcuni flash in diretta, l'ho tradotto per voi. Merita. Buona visione, buona lettura. ----------------------------------------------- Cari concittadini americani, questa sera voglio parlarvi della necessità di abbassare la temperatura della nostra politica e di ricordare che, anche se possiamo essere in disaccordo, non siamo nemici. Siamo vicini di casa. Siamo amici, colleghi, cittadini. E, soprattutto, siamo concittadini americani. E dobbiamo restare uniti. La sparatoria di ieri al comizio di Donald Trump in Pennsylvania impone a tutti noi di fare un passo indietro, di fare il punto su dove siamo e su come andare avanti. Fortunatamente, l'ex Presidente Trump non è gravemente ferito. Ho parlato con lui ieri sera. Sono grato che stia bene. Io e Jill lo teniamo nelle nostre preghiere insieme alla sua famiglia. Esprimiamo anche le nostre più sentite condoglianze alla famiglia della vittima uccisa. Corey era un marito, un padre, un vigile del fuoco volontario, un eroe che ha protetto la sua famiglia da quei proiettili. Dovremmo tutti tenere la sua famiglia e tutti i feriti nelle nostre preghiere. Stamattina ho parlato di un'indagine in corso. Non conosciamo ancora il movente di chi ha sparato. Non conosciamo le sue opinioni o affiliazioni. Non sappiamo se abbia avuto aiuto o sostegno o se abbia comunicato con qualcun altro. I professionisti delle forze dell'ordine, mentre parlo, stanno indagando su queste domande. Stasera voglio parlare di ciò che sappiamo: un ex presidente è stato sparato. Un cittadino americano è stato ucciso mentre esercitava semplicemente la sua libertà di sostenere il candidato che aveva scelto. Non possiamo, non dobbiamo percorrere questa strada in America. L'abbiamo già attraversata nel corso della nostra storia. La violenza non è mai stata la risposta, sia che si tratti di membri del Congresso di entrambi i partiti presi di mira, sia che si tratti di una folla violenta che attacca il Campidoglio il 6 gennaio, o di un attacco brutale al coniuge dell'ex Presidente della Camera Nancy Pelosi, o di informazioni e intimidazioni ai funzionari elettorali, o di un complotto per il rapimento di un governatore in carica, o di un tentativo di assassinio di Donald Trump. In America non c'è posto per questo tipo di violenza o per qualsiasi altra violenza. Punto. Senza eccezioni. Non possiamo permettere che questa violenza venga normalizzata. La retorica politica in questo Paese si è fatta molto incandescente. È ora di raffreddarla. E tutti noi abbiamo la responsabilità di farlo. Sì, abbiamo forti e profondi disaccordi. La posta in gioco in queste elezioni è enormemente alta. L'ho detto molte volte: la scelta che faremo in queste elezioni plasmerà il futuro dell'America e del mondo per i decenni a venire. Ci credo con tutta l'anima. So che anche milioni di miei concittadini lo credono. E alcuni hanno una visione diversa della direzione che il nostro Paese dovrebbe prendere. Il disaccordo è inevitabile nella democrazia americana. Fa parte della natura umana. Ma la politica non deve mai essere un campo di battaglia letterale e, Dio non voglia, un campo di morte. Credo che la politica debba essere un'arena per un dibattito pacifico, per perseguire la giustizia, per prendere decisioni guidate dalla Dichiarazione di Indipendenza e dalla nostra Costituzione. Noi vogliamo un'America non di estremismo e di furore, ma di decenza e grazia. Con l'avvicinarsi delle elezioni, tutti noi ci troviamo di fronte a un momento di prova. E quanto più alta è la posta in gioco, tanto più fervono le passioni. Questo pone un ulteriore onere su ciascuno di noi, per garantire che, per quanto forti siano le nostre convinzioni, non dobbiamo mai scendere nella violenza. La convention repubblicana inizierà domani. Non ho dubbi che criticheranno il mio operato e proporranno la loro visione del Paese. Questa settimana viaggerò per difendere i nostri risultati e la mia visione del Paese, la nostra visione. Continuerò a parlare con forza della nostra democrazia, a difendere la nostra Costituzione e lo Stato di diritto, a chiedere che si agisca nelle urne e che non ci sia violenza nelle strade. È così che dovrebbe funzionare la democrazia. Discutiamo e dissentiamo. Ci confrontiamo e discutiamo sul carattere dei candidati, sui risultati, sui temi, sull'agenda, sulla visione dell'America. Ma in America, risolviamo le nostre differenze alle urne. È così che lo facciamo, alle urne, non con i proiettili. Il potere di cambiare l'America dovrebbe sempre essere nelle mani del popolo, non nelle mani di un aspirante assassino. La strada da percorrere attraverso le visioni concorrenti della campagna dovrebbe sempre essere risolta pacificamente, non attraverso atti di violenza. Siamo fortunati a vivere nel più grande Paese del mondo. E io ci credo con ogni energia, con tutte le mie forze. Quindi, stasera, chiedo a tutti gli americani di impegnarsi per rendere l'America così - rendere l'America ciò che è - pensateci. Cosa ha reso l'America così speciale? Qui in America, tutti vogliono essere trattati con dignità e rispetto, e l'odio non deve avere un porto sicuro. Qui in America, dobbiamo uscire dalle nostre bolle, dove ascoltiamo solo coloro con cui siamo d'accordo, dove la disinformazione è dilagante, dove attori stranieri alimentano le fiamme della nostra divisione per plasmare i risultati coerenti con i loro interessi, non con i nostri. Ricordiamoci: qui in America, mentre l'unità è il più sfuggente degli obiettivi in questo momento, niente è più importante per noi che restare uniti. Possiamo farlo. I nostri fondatori hanno capito fin dall'inizio il potere della passione e hanno creato una democrazia che dava alla ragione e all'equilibrio la possibilità di prevalere sulla forza bruta. Questa è l'America che dobbiamo essere, una democrazia americana in cui le argomentazioni sono fatte in buona fede, una democrazia americana in cui lo stato di diritto è rispettato, una democrazia americana in cui la decenza, la dignità, il fair play non sono solo nozioni pittoresche, ma realtà vive, che respirano. Lo dobbiamo a coloro che ci hanno preceduto, a coloro che hanno dato la vita per questo Paese. Lo dobbiamo a noi stessi. Lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti. Non perdiamo mai di vista chi siamo. Ricordiamoci che siamo gli Stati Uniti d'America. Non c'è nulla, nulla, nulla che vada oltre le nostre capacità quando lo facciamo insieme. Perciò, Dio vi benedica tutti. E che Dio protegga le nostre truppe. ----------------------------------------------- Se hai apprezzato questo contenuto, se ritieni che difficilmente avresti potuto trovarlo altrove, premia il mio lavoro con l'iscrizione al Blog. Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

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🇷🇺Messaggio di Capodanno del Presidente Vladimir Vladimirovich Putin. Cari cittadini della Russia, cari amici. In questi minuti, alla vigilia del Nuovo Anno, tutti noi sentiamo il fluire del tempo. Davanti a noi c’è il futuro, e come sarà dipende in gran parte da noi. Contiamo sulle nostre forze, su chi ci è vicino e a noi caro, e siamo sempre pronti a tendere una spalla. Questo sostegno reciproco ci dà la certezza che tutto ciò che abbiamo pianificato — le nostre speranze e i nostri progetti — si realizzerà. Ciascuno di noi ha sogni personali, unici e speciali, ma essi sono inseparabili dal destino della nostra Patria e dal sincero desiderio di esserne utili. Perché insieme formiamo il popolo della Russia. Il lavoro, i successi e i risultati di ciascuno di noi scrivono nuovi capitoli della sua storia millenaria. La solidità della nostra unità determina la sovranità e la sicurezza della Patria, il suo sviluppo e il suo futuro. Il Nuovo Anno è prima di tutto fede nel meglio, nel bene e nella fortuna, una festa unica e magica, quando i cuori si aprono all’amore, all’amicizia, alla misericordia, alla sensibilità e alla generosità. Ci sforziamo di rallegrare e riscaldare con attenzione chi ha bisogno di cura e sostegno. E, naturalmente, sosteniamo con parole e azioni i nostri eroi — i partecipanti all’operazione militare speciale. Avete assunto la responsabilità di combattere per la nostra terra, per la verità e la giustizia. Milioni di persone in tutta la Russia — ve lo assicuro. — sono con voi in questa notte di Capodanno. Pensano a voi, condividono le vostre emozioni e confidano in voi. Siamo uniti in un sincero, totale e devoto amore per la Russia. Auguro a tutti i nostri soldati e comandanti un felice Nuovo Anno. Crediamo in voi e nella nostra Vittoria. Cari amici! Tra pochi secondi sentiremo il suono delle campane e il nuovo anno prenderà il suo corso. Lo accogliamo insieme ai nostri più cari — bambini, genitori, amici, compagni d’armi. Anche chi è lontano ora — è comunque accanto a noi. Auguro a tutti salute e felicità, comprensione reciproca e benessere. E certamente amore, che ci ispira. Che le nostre tradizioni, la fede e la memoria uniscano tutte le generazioni e ci sostengano sempre e in tutto. Noi siamo insieme — una grande famiglia, forte e unita. E perciò continueremo a lavorare e creare, a perseguire gli obiettivi prefissati e ad andare avanti solo per i nostri figli e nipoti, per la nostra grande Russia. Buon anno, cari amici. Felice 2026!🎉🥂 👇👇👇

Sabrina F.

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