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Rosy Bindi, dirigente del comitato per il No al referendum, è convinta che il No vincerà perché “riusciremo a far capire agli italiani che avere un magistrato libero dal potere politico è garanzia dei nostri diritti”. Tradotto: vogliono vincere il referendum convincendo gli italiani di una balla, cioè che...

77,604 views • 8 months ago •via X (Twitter)

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Ieri un momento sublime, letteralmente sublime. Una vera e propria liberazione. De Angelis: «al documento di #Trump l’#Europa dovrebbe rispondere col Piano Draghi». Segue una risata straordinaria di Marco Travaglio. Quella risata ha rappresentato, davvero ne sono sicuro, tantissima gente per bene che è stufa di sentire sciocchezze. Penso però che il momento più esilarante sia arrivato con la risposta del ferito #DeAngelis: «non capisco cosa ci sia da ridere». Non lo capisci? Dici sul serio? Solo in Italia uno come #Draghi potrebbe essere assunto a modello. Solo da noi uno come lui può ancora essere indicato come punto di riferimento. È davvero emblematico della decadenza politica e culturale del nostro Paese, ma soprattutto di quella del nostro “giornalismo” (le virgolette immaginatele così marcate da bucare il foglio). Al di là del giudizio morale che si può nutrire del figuro — dal Britannia alla macelleria sociale imposta alla Grecia, fino alla lettera della BCE del 2011 con cui condannava il suo stesso Paese al declino — il problema è un altro: riguarda l’affidabilità tecnica del personaggio. Sì, perché a te potrebbe anche stare antipatico sul piano etico, morale o politico, ma se fosse un genio te lo potresti pure far andare bene. Insomma, se le azzeccasse tutte, per quanto ideatore del “pilota automatico” (evoluzione del vincolo esterno: quanto di più lontano possa esserci dalla democrazia), uno potrebbe persino dire: "oh, non mi piace per nulla, ma nelle sue mani siamo al sicuro". Il problema è che non ne azzecca una. Stiamo parlando di quello che diceva che chi non si vaccinava faceva fuori se stesso e gli altri. Di quello che sosteneva che il green pass ci metteva tutti al sicuro. È quello che ci chiedeva di scegliere tra i climatizzatori e la pace in #Ucraina. È lo stesso che, all’Onu, raccontava che i nostri pacchetti di sanzioni stessero mettendo in ginocchio l’economia russa. È uno che, in un Paese serio, non lo starebbe a sentire più nessuno: lo triterebbero. Invece qui gli facciamo gli applausi. Ed è pure un pentito di professione: dalla sua tesi di laurea, in cui spiegava come l’euro (riporto liberamente) fosse una cacchiata; alle posizioni sull’auto elettrica in Europa, prima sostenuta e poi definita insostenibile. È quello che in audizione al Senato ha spiegato che l’avvizzimento dei salari fosse dovuto alle strategie europee di compressione della domanda interna (da lui sempre suggerite). Ultimamente propone politiche espansive, sì, ma gli investimenti mica nello stato sociale: negli armamenti. Ripeto: Draghi non viene presentato come un politico, ma come il migliore degli italiani, come un tecnico straordinario e visionario. Se gli togli l’affidabilità — e io non gli affiderei nemmeno un condominio — che cosa gli resta, di preciso? Continuano a presentarcelo come il Messia, uno che viene automaticamente candidato a qualsiasi ruolo: Presidente della Commissione Europea, Segretario Generale della NATO, Quirinale. Ecco, forse quest’ultimo incarico gli calzerebbe a pennello, visti i tempi. Ma ne parliamo solo noi, soprattutto alcuni di noi. Magari qualche giornale finanziato anche con i soldi dell'UE. All’estero — eccezion fatta per il circoletto tecnocratico eurounitario — non se lo fila nessuno. Ed ecco perché quella risata di #Travaglio rappresenta tanta gente per bene: rappresenta tutti coloro che sono stanchi, esausti, di ascoltare bugie e ricostruzioni semplicemente grottesche, farsesche, ridicole oltre ogni immaginazione. Tocca ridergli in faccia, infatti: questo meritano. Ecco, De Angelis, presumo che il motivo della risata fosse questo. Ma potrei anche sbagliarmi.

Savino Balzano

77,036 views • 8 months ago

Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio alcune riflessioni. La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque. Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo. Seconda riflessione. Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla. Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non “brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare” (cit. Repubblica). Quello che non si può dire, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato. Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere. Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino. E non succede perché la shitstorm è troppo grossa. Questa è una semplificazione da bar. La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente si sarebbero dovute uccidere, allora. Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile. Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare. Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi. In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso. C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti. A noi. Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post. Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito? Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica. Ad essere ottimisti. Nessuno filtra o cancella. Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio. Si è poi detto che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista. Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare . E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse? Infine. Di questa signora morta non importa nulla a nessuno. Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola. La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”. Ma sinistra a chi? Quale sinistra?). I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora). I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante “non siamo mica noi! È la solita cattivona di Selvaggia!”. Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento. E le tv, ci mancherebbe. Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social. Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità. E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?

Selvaggia Lucarelli

533,024 views • 2 years ago