Video yükleniyor...

Video Yüklenemedi

Ana Sayfaya Dön

Secondo immagini satellitari diffuse dalla CNN,l'esercito israeliano ha distrutto e danneggiato oltre 1800 edifici in città e nei dintorni.Interi quartieri residenziali,scuole e rifugi per sfollati sono stati rasi al suolo con bulldozer ed escavatori,avanzando strada dopo strada.

13,526 görüntüleme • 11 ay önce •via X (Twitter)

0 Yorum

Yorum bulunmuyor

Orijinal gönderinin yorumları burada görünecek

Benzer Videolar

Proseguono senza sosta gli interventi ordinari e straordinari per il decoro della Capitale. Qui siamo in viale Bardanzellu, a Colli Aniene, dove è in corso un intervento integrato di pulizia, spazzamento, lavaggio con autobotte e diserbo. Questo intervento rientra in un piano ampio e strutturato di riqualificazione urbana, pensato per garantire pulizia e decoro in tutti i quartieri della Capitale. È un impegno quotidiano che vede le operatrici e gli operatori di AMA e del Servizio Decoro presenti in tutti i quartieri, dalle periferie fino al centro città. Nel solo 2024 @amaspaofficial ha effettuato oltre 260 mila interventi di pulizia ordinaria e stiamo lavorando per superare questa cifra nel 2025, anche grazie al potenziamento della flotta e delle risorse umane. Nel primo semestre del 2025 la disponibilità dei mezzi è cresciuta superando i 2.000 veicoli operativi, contro i 1.650 dello scorso anno. In due anni abbiamo inoltre assunto 1.400 nuovi operatori, tutti in strada. Abbiamo completato l’installazione in città di 18.000 nuovi #Cestò e il rinnovo totale del parco cassonetti, con 16.500 nuovi contenitori installati solo nell’ultimo anno. Abbiamo aggiunto 2.000 cestini smart autocompattanti nelle aree più frequentate e potenziato la raccolta con le nuove campane bilaterali (+30% di capienza) posizionate in diversi quartieri. Non siamo ancora pienamente soddisfatti, ma stiamo dando davvero il massimo per restituire il decoro e la #pulizia che #Roma merita.

Roberto Gualtieri

17,801 görüntüleme • 9 ay önce

Abbiamo completamente riorganizzato il sistema di raccolta degli abiti usati e dei tessili. Come ricorderete, i vecchi cassonetti venivano spesso danneggiati, con spreco di risorse e ricadute negative sul decoro della città. Per superare queste criticità abbiamo avviato una riorganizzazione complessiva che prevede il posizionamento dei nuovi contenitori in aree sicure e controllate, come scuole, mercati rionali, centri commerciali, centri anziani e sedi istituzionali. Ne sono già stati collocati oltre 400 in tutti i 15 Municipi, secondo un cronoprogramma che prevede un’installazione progressiva sul territorio. Gli abiti inutilizzati possono essere conferiti anche presso le sedi di zona e nei Centri di Raccolta fissi AMA, oltre che durante gli appuntamenti del fine settimana con la campagna “Ama il tuo Quartiere – Giornate del Riciclo”. Dopo la raccolta, i materiali vengono igienizzati e trattati in impianti specializzati. I tessili sono poi avviati al recupero di materia, trasformati in pezzami, imbottiture o altri materiali, oppure, se in buone condizioni, destinati al riuso. Ciò che non è più recuperabile viene smaltito in impianti dedicati. Con questa nuova modalità garantiamo più decoro e un servizio più efficiente e puntuale, assicurando una gestione corretta e il massimo recupero possibile di questi materiali. Per sapere dove si trova il cassonetto amaranto più vicino, è possibile consultare il sito di AMA, dove l’elenco è organizzato per Municipio. Un abito che non usi più può ancora essere utile a qualcuno o diventare una nuova risorsa: riciclarlo nel modo giusto fa la differenza.

Roberto Gualtieri

13,614 görüntüleme • 6 ay önce

Molti giornali, festanti e sconnessi dalla realtà perché offuscati dalla propaganda di pace – che poi è solo propaganda di guerra vestita di bianco – raccontano che gli abitanti di Gaza starebbero “tornando a casa”. Le foto che accompagnano quei titoli mostrano volti smarriti. Ma no, non ci sono case: Gaza in macerie, appunto. Dopo quasi due anni di assedio e bombardamenti, oltre 191.000 edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati, più del 92 % degli alloggi; il 92 % delle strade primarie è in rovina. Sessantasettemila palestinesi, per lo più civili – compresi migliaia di bambini – hanno perso la vita e circa 170.000 sono rimasti feriti. Oltre l’80 % delle terre agricole è stato distrutto o reso inaccessibile; scuole, ospedali e siti culturali giacciono a terra. Solo 14 ospedali su 36 restano parzialmente operativi. Questa sarebbe la legittima difesa di chi oggi reclama di costruire la pace. Mentre l’Europa applaude al cessate il fuoco come se fosse la fine di una guerra, le bombe cadono sul Libano. Ieri i raid israeliani hanno colpito Tiro e Baalbek, con vittime civili e infrastrutture ridotte in cenere. È la stessa musica, cambiato solo il fronte: il suono della “pace” è quello delle esplosioni. Da Israele arriva intanto la notizia che due medici palestinesi non saranno rilasciati: il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, arrestato insieme a 240 tra medici, infermieri e pazienti, e il dottor Marwan al-Hams, responsabile degli ospedali da campo. Nelle stesse ore in cui la propaganda celebra la “ricostruzione”, i testimoni italiani rientrati da Israele raccontano violenze e abusi subiti nei centri di detenzione: pestaggi, privazione del sonno, sequestri di telefoni e documenti. A Gaza, la protezione civile continua a scavare sotto le macerie: trentacinque corpi recuperati nelle ultime ore, diciannove solo a Gaza City. Le immagini mostrano famiglie che camminano sulle rovine delle proprie case, con lo sguardo fisso sull’orizzonte: nessuno di loro sa dove dormirà stanotte. La ciurma di terra ha un solo imperativo: tenere la rotta e gli occhi dritti su Gaza. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

11,008 görüntüleme • 10 ay önce

Durante una seduta al CNEL, Incoronata Boccia, direttrice dell’Ufficio stampa Rai, ha dichiarato che «non esiste una sola prova che l’esercito israeliano abbia mitragliato civili inermi», accusando i media di essersi «piegati alla propaganda dei set di Hamas». Le parole arrivano a conflitto sospeso, nel pieno del cessate il fuoco firmato, ma rivelano la continuità di una narrazione che sopravvive alla guerra: quella che cancella le prove e addomestica l’opinione pubblica. Secondo i rapporti ONU e le indagini di Reuters, Associated Press e Human Rights Watch, tra il 2023 e il 2025 oltre 67mila palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi e più del 90 per cento delle abitazioni è stato distrutto. Documenti video, testimonianze e tracciamenti satellitari hanno confermato attacchi deliberati su scuole, ospedali e convogli umanitari. Ma il servizio pubblico italiano sceglie di parlare di “set di propaganda”, sostituendo i fatti con la fedeltà politica. L’intervento di Boccia, mai smentito dai vertici Rai, si inserisce in una linea editoriale che negli ultimi mesi ha censurato reportage, oscurato immagini di Gaza e rimosso ospiti scomodi dalle trasmissioni di approfondimento. Una gestione dell’informazione che trasforma la neutralità in obbedienza, e l’obiettività in omissione. Mentre la comunità internazionale discute di ricostruzione e giustizia, la Rai sembra aver già scelto da che parte stare: quella del silenzio utile, dove le vittime scompaiono e le responsabilità si dissolvono. In un Paese che si proclama democratico, la prima guerra da raccontare è ormai quella contro la verità. 📹 Il Grande Flagello

Giulio Cavalli

83,989 görüntüleme • 10 ay önce