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Quello che, pochi istanti fa, è andato in onda a Tagadà è sconcertante. E lo è persino per un collezionista di figuracce come Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri, incalzato dalla conduttrice Tiziana Panella sull'ironia che lo insegue da settimane per aver consigliato agli italiani negli Emirati di "non affacciarsi se ci sono i droni", ha pensato di difendersi così: "Qualcuno ha ironizzato su quello che ho detto perché sembra una cosa ovvia. Ma è pure una cosa ovvia uscire subito da una discoteca se c'è un incendio in discoteca. Purtroppo, per mettersi a filmare, quaranta ragazzi hanno perso la vita". A quel punto Tiziana Panella lo ha guardato e gli ha detto quello che chiunque con un briciolo di decenza avrebbe detto: "Hanno perso la vita in quella discoteca perché qualcuno non aveva fatto tutti i lavori che doveva fare". La faccia di Tajani, in quel momento, è tutto ciò che serve sapere su questo governo. È la stessa faccia di chi chiedeva all'ambasciatrice in fuga dall'Iran "oggi come sono stati i bombardamenti?". Solo che stavolta non c'è da ridere. Perché stavolta ha preso quaranta ragazzi morti, sei dei quali italiani, e ha detto in televisione nazionale che in fondo un po' è colpa loro. E se ancora qualcuno si chiede in che mani sia la politica estera di questo Paese, eccola lì. Seduta su quella poltrona, con quell'espressione, incapace perfino di tacere davanti a una strage. #CransMontana

Abolizione del suffragio universale

224,072 次观看 • 4 个月前

🇪🇺 Stato Unione, il commento del Generale Vannacci: "SIGNORA VON DER LEYEN, PREPARI LE VALIGIE!" 👋 Von der Leyen ha irritato tutti: la sua testardaggine ha spinto gli europei sull'orlo del baratro. I membri del Parlamento europeo accusano von der Leyen di opacità e arroganza, scrive il Berliner Zeitung. I risultati del suo lavoro sono catastrofici: le decisioni vengono prese aggirando il Parlamento, l'UE non è stata ammessa al tavolo dei negoziati e i colloqui degli Stati Uniti sono stati ridotti al Vecchio Continente. La maggioranza di von der Leyen al Parlamento europeo è in crisi da tempo. Persino il suo stesso gruppo, il PPE, è diviso. Deputati francesi, polacchi e irlandesi accusano la Presidente della Commissione di mancanza di trasparenza e arroganza. Le fazioni di sinistra e di destra stanno attualmente preparando nuove mozioni di sfiducia: un segnale chiaro: l'autorità di von der Leyen è scossa e il suo sostegno sta diminuendo. Le politiche di VDL seguono uno schema: le decisioni vengono prese senza il contributo del Parlamento. Che si tratti del programma di accumulo di armamenti da 150 miliardi di euro, che ha fatto approvare senza un voto parlamentare, o dell'accordo multimiliardario sui vaccini con Pfizer, i cui registri dei messaggi di testo sono ancora oggi scomparsi, la trasparenza e il controllo democratico sono irrilevanti per lei. Geopoliticamente, l'UE, sotto la guida di VDL, è rimasta a guardare dall'inizio della guerra in Ucraina. Nonostante centinaia di miliardi di dollari per Kiev e un massiccio rafforzamento militare, l'Europa non è nemmeno seduta al tavolo dei bambini nei negoziati di pace: Trump, Zelensky e Putin stanno negoziando al di sopra degli europei. Il fatto che von der Leyen abbia recentemente suggerito truppe UE per l'Ucraina dimostra la sua inettitudine politica. L'UE non ha truppe proprie e la politica estera e di sicurezza non è nemmeno di sua competenza in base ai trattati. Non c'è da stupirsi che persino il Ministro della Difesa Pistorius l'abbia rimproverata per questo. Secondo un sondaggio della rivista francese Le Grand Continent, la maggioranza dei cittadini in Germania, Francia e altri tre paesi dell'UE ne chiede già le dimissioni. Nonostante il desiderio di rafforzare l'Europa, la presidente della Commissione europea è diventata il simbolo della decadenza della sovranità geopolitica ed economica dell'Europa. Le sue azioni mirano solo a distogliere l'attenzione dai problemi accumulati, senza offrire soluzioni adeguate. Tutto ciò ha portato la maggioranza dei cittadini dell'UE a chiedere le sue dimissioni. - Slavyangrad 👇🏻👇🏻👇🏻

Sabrina F.

17,042 次观看 • 11 个月前

Durante una seduta al CNEL, Incoronata Boccia, direttrice dell’Ufficio stampa Rai, ha dichiarato che «non esiste una sola prova che l’esercito israeliano abbia mitragliato civili inermi», accusando i media di essersi «piegati alla propaganda dei set di Hamas». Le parole arrivano a conflitto sospeso, nel pieno del cessate il fuoco firmato, ma rivelano la continuità di una narrazione che sopravvive alla guerra: quella che cancella le prove e addomestica l’opinione pubblica. Secondo i rapporti ONU e le indagini di Reuters, Associated Press e Human Rights Watch, tra il 2023 e il 2025 oltre 67mila palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi e più del 90 per cento delle abitazioni è stato distrutto. Documenti video, testimonianze e tracciamenti satellitari hanno confermato attacchi deliberati su scuole, ospedali e convogli umanitari. Ma il servizio pubblico italiano sceglie di parlare di “set di propaganda”, sostituendo i fatti con la fedeltà politica. L’intervento di Boccia, mai smentito dai vertici Rai, si inserisce in una linea editoriale che negli ultimi mesi ha censurato reportage, oscurato immagini di Gaza e rimosso ospiti scomodi dalle trasmissioni di approfondimento. Una gestione dell’informazione che trasforma la neutralità in obbedienza, e l’obiettività in omissione. Mentre la comunità internazionale discute di ricostruzione e giustizia, la Rai sembra aver già scelto da che parte stare: quella del silenzio utile, dove le vittime scompaiono e le responsabilità si dissolvono. In un Paese che si proclama democratico, la prima guerra da raccontare è ormai quella contro la verità. 📹 Il Grande Flagello

Giulio Cavalli

83,989 次观看 • 10 个月前

Un bronzo che vale come impresa Giulia Terzi è una campionessa di nuoto. Ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2021 aveva conquistato cinque medaglie in cinque gare (due ori, due argenti e un bronzo), da aggiungere a quelle successive ai Mondiali e agli Europei. Subito dopo Tokyo aveva discusso la tesi della seconda laurea (dopo la prima in Scienze Politiche): 110 e lode in Giurisprudenza. Perché Giulia non si ferma. Mai. Nemmeno quando le chiedono di andare nelle scuole a parlare ai bambini, ha l’urgenza di mettere il suo personale mattoncino nella rivoluzione culturale del binomio disabilità-sport come opportunità, arricchimento. Fin da piccola la sua scoliosi congenita rara l’ha messa a dura prova, infanzia e adolescenza con addosso gessi e corsetti. Gli anni più duri tra il 2015 e il 2018 quando dopo tre interventi si ritrova seduta in carrozzina. Giulia vive circondata da una famiglia e da amici che le hanno sempre continuato ad infondere forza e fiducia ma il grosso ce l’ha messo lei: ha scelto di fregarsene delle paure, di farsi scivolare i commenti e le battutine (gli adolescenti sanno essere feroci nel prendere in giro i coetanei), di guardare in faccia e sfidare le difficoltà. Agonista nella vita. E anche in acqua. Il nuoto le ha regalato pure l’amore con la A maiuscola: Stefano Raimondi, grande fuoriclasse dell’Italia paralimpica: a Parigi ha appena conquistato due ori, quello nella gara del cuore (100 rana, dove difendeva l’oro di Tokyo) e l’exploit nella specialità regina dei 100 stile. Sono andati a vivere insieme, Stefano dalla provincia di Verona si è trasferito nel milanese per stare con Giulia. Sono diventati genitori: il 26 febbraio è nato un batuffolo dai capelli neri. Edoardo, o semplicemente Edo. Giulia, ma chi te lo fa fare di tornare ad allenarti subito? Prenditela con calma, no? I Giochi di Parigi sono troppo a ridosso, tra 6 mesi, dove pensi di andare? Frasi al vento di chi non ha mai capito molto di questa donna di 29 anni, determinata come poche. Non è stato facile, no. Conciliare la neo-maternità con gli allenamenti sfiancanti. È stato un gioco di squadra, lei, Stefano, i nonni, i due allenatori Max Tosin e Michaela Biava della società Polha Varese. Mamma Giulia ce l’ha fatta. A Parigi è sul podio paralimpico nei 400 stile (S7). Autocritica ed esigente con sé stessa, a volte pure troppo, finalmente può darsi una pacca sulla spalla e dire a sé stessa: sei stata brava. Si, è stata bravissima. Un BRONZO dal peso specifico gigantesco. Sugli spalti il piccolo Edo di 6 mesi, in braccio alla nonna, non ha sicuramente capito nulla, complice il meraviglioso frastuono del pubblico de La Défense Arena. Ci sarà tempo per realizzare. Quando avrà l’età potrà essere orgoglioso di dire a tutti: io c’ero quando la mia mamma ha realizzato una impresa (Video RaiSport)

Lia Capizzi

90,201 次观看 • 1 年前

Non lasciatemi da solo: se lo faccio io, lo potete fare anche voi. Urlatelo insieme a me. #Mattarella non è infallibile, non è il Messia, non è il figlio di Dio: non è stato scelto per intercessione dello Spirito Santo in Parlamento. La seduta comune non è il Conclave. È ora di smetterla con questo servilismo, con questa accondiscendenza totale. Datemi una mano a sostenerlo e lo faccia anche il Governo (questo e i futuri!), alzi la voce, si ribelli una buona volta: sono decenni che il #Quirinale impone un'agenda agli esecutivi, osa financo dire di no a candidati ministri per le loro idee politiche, pretende di condurre la politica estera, addirittura di dettare le regole in quella economica. Non è compito suo. Questa vicenda della grazia è surreale: quando si è trattato della #Minetti, il Colle si è defilato, scaricando la responsabilità sul Ministro della Giustizia. Adesso che questi, per #Roggero, nel pieno delle sue prerogative, ha avviato un'istruttoria che comunque sarebbe stata sottoposta al vaglio di Mattarella, quest'ultimo reagisce tanto scompostamente. Questa incoerenza è grande come un palazzo, come un grattacielo: lo sanno tutti, lo vedono tutti, ma tutti tacciono, impauriti. Se soltanto avessimo un'informazione appena decente, il doppiopesismo del Presidente della Repubblica sarebbe immediatamente esposto al pubblico e ridimensionato. Questo non è possibile per la complicità di chi dovrebbe fare informazione e invece fa solo squallida propaganda. Basta! Alziamo la voce, facciamolo tutti insieme. Continuiamo a rispettare il Capo dello Stato, ma pretendiamo da lui lo stesso rispetto: rispetti, quantomeno, la nostra intelligenza. Ringrazio chi sta leggendo e commentando il mio #RomanzoQuirinale, edito da Paper First: nonostante la totale indifferenza dei grandi media, il libro continua ad andare molto bene. Segno che la gente non è affatto inebetita ed è stufa di essere sottovalutata.

Savino Balzano

34,591 次观看 • 22 天前