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🇪🇸 Spagna: “La flotilla è pacifica, il blocco è illegale. Proteggeremo i nostri cittadini. Libertà di navigazione è diritto internazionale.” 🇮🇹 Italia: Mattarella condanna ma invita a passare da Cipro. Crosetto avvisa: “Non forzate il blocco, noi non vi scortiamo fuori dalle acque internazionali.” 👉 Due visioni d’Europa: •chi...

34,801 views • 11 months ago •via X (Twitter)

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Tenetevi forte, fortissimo. Perché ieri sera, a Porta a Porta, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è riuscito a riscrivere il manuale del diritto e della politica estera. Tra un “credo”, un “secondo me”, un “forse” e frasi senza senso lasciate a metà, prima ha spiegato che l’Italia ha chiesto a Israele di non intercettare la Flotilla “in acque internazionali, ma il più vicino possibile a Gaza”. Poi, incalzato da Antonio Polito, ha ammesso che sì, forse è successo in acque internazionali, che sì, forse il blocco israeliano è illegale. Ma alla fine, ecco la perla: “Comunque quello che dice il diritto è importante, ma fino a un certo punto”. Non ci credete? Vi riportiamo lo scambio integrale: Tajani: “Abbiamo chiesto agli israeliani di non intercettarli in acque internazionali, quindi di farlo il più vicino possibile a Gaza”. Polito: “Ma perché? Non è avvenuto in acque internazionali?” Tajani: “Credo che forse è avvenuto in acque internazionali, ma molto vicino alla zona dove c’è il blocco navale”. Polito: “Cioè il blocco navale comincia in acque internazionali? E secondo il governo italiano, il blocco navale è illegale dal punto di vista del diritto internazionale?” Tajani: “Ma è un dibattito su questo infinito. Secondo me è una violazione del diritto. Perché o si dice che è illegittimo quello che sta facendo Israele oppure davanti a Gaza… comunque quello che dice il diritto è importante ma fino a un certo punto”. Ecco, viene il leggero e vago sospetto che anche Tajani sia un ministro degli Esteri, ma fino a un certo punto. Che livelli, signori. Che livelli. Credit e video Abolizione del suffragio universale

𝕮𝖔𝖓𝖘𝖙𝖆𝖓𝖙𝖎𝖓𝖊 𝕸𝖔𝖗𝖓𝖎𝖓𝖌𝖘𝖙𝖆𝖗 

20,780 views • 11 months ago

Antonio è tornato, e con lui, un pezzo della nostra umanità. Antonio Mazzeo, uno dei due italiani a bordo della Handala, è rientrato in Italia dopo 48 ore da ostaggio nelle mani delle autorità israeliane. Era parte di una missione civile, pacifica, umanitaria, ma è stato trattato come un criminale. Tony La Piccirella, invece, è ancora trattenuto. Aspettiamo il suo ritorno, e non smetteremo di fare pressione finché non sarà di nuovo libero. Israele ha sequestrato 21 persone in acque internazionali, a poche miglia dalle coste egiziane, in un punto dove non ha alcuna giurisdizione. Un atto di forza, un’aggressione, una violazione del diritto internazionale. E anche se avesse avuto quel diritto, che non aveva, il diritto internazionale proibisce in modo chiaro di impedire l’ingresso di aiuti umanitari diretti a una popolazione sotto genocidio. Noi siamo dalla parte della legalità, Israele no. E chi non prende posizione è complice. Ad Ashdod, la polizia israeliana ha mostrato il suo vero volto: violenza, disprezzo, umiliazione. Così vengono accolti uomini e donne che portano aiuti, che portano speranza. Così viene trattata la solidarietà, in un mondo capovolto, dove chi salva viene perseguito e chi bombarda viene applaudito. Nel frattempo, a Gaza, continua il massacro, un genocidio che si consuma nell’impunità, alla luce del sole, nel silenzio vile dei governi occidentali. E l’Italia? Lo sapeva. Sapeva benissimo cosa sarebbe potuto accadere, e ha scelto deliberatamente di non muovere un dito. Nessuna protezione per i propri cittadini, nessuna pressione diplomatica, nessuna condanna, solo complice passività. È questo il vostro “sovranismo”, Giorgia Meloni? Lasciare che uno Stato straniero sequestri cittadini italiani in acque internazionali, calpesti ogni principio del diritto internazionale e violi la nostra sovranità nazionale sotto i vostri occhi? Dov’è finito il patriottismo di comodo di chi pretende di far rispettare le leggi internazionali, agli altri? Antonio e Tony hanno fatto ciò che lo Stato si rifiuta di fare. Hanno sfidato il blocco, hanno scelto di stare dalla parte della vita, con pochi mezzi, con enorme coraggio. Hanno incarnato la dignità in un tempo di codardia. Mentre i potenti di questo Paese piangono in TV e stringono mani insanguinate, Antonio ha scelto di agire, di esserci, di mettere il proprio corpo a servizio della giustizia, non della propaganda. Grazie Antonio, perché mentre chi ci governa parla di “valori” mentre li tradisce, tu hai portato dignità dove regna l’orrore, hai scelto l’umanità quando la maggior parte sceglie l’indifferenza, hai ricordato a tutti che la disobbedienza, quando serve a salvare vite, non è un reato, è un dovere.

𝐒𝐨𝐮𝐦𝐚𝐢𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐚𝐰𝐚𝐫𝐚

35,704 views • 1 year ago