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🚨 Titolo abbastanza clickbait di Sky, ecco come ha risposto veramente Thuram. Credit. skysport

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C’è una cosa molto italiana, e dunque molto pericolosa: cambiare ciò che funziona. La patriota Giorgia Meloni, quella che dovrebbe difendere l’interesse nazionale, starebbe pensando di cacciare Roberto Cingolani dalla guida di Leonardo. Non un dirigente qualsiasi, ma l’amministratore delegato della più grande azienda della difesa italiana. Uno che, nel frattempo, ha fatto solo una cosa: portare risultati. Ricavi a 19,5 miliardi. Utile a 1,3 miliardi. Ordini a 46 miliardi. Migliaia di assunzioni. Titolo in Borsa triplicato. Insomma, un disastro. Perché in Italia funziona così: se vai male, resti. Se vai bene, diventi un problema. E infatti il problema di Cingolani pare essere uno solo: non è abbastanza politico. Tradotto: non è abbastanza obbediente. Ha fatto accordi internazionali, ha spinto sull’innovazione, ha costruito una strategia industriale. Peggio ancora, lo ha fatto senza chiedere il permesso ogni cinque minuti. Un atteggiamento intollerabile in un Paese dove il merito è sempre sospetto e l’autonomia è considerata una provocazione. Del resto, parliamo dello stesso governo che ha difeso fino all’inverosimile Andrea Delmastro e Daniela Santanchè. Lì sì che la fedeltà è diventata un valore assoluto, blindato, intoccabile. Non importano le polemiche, le figuracce, i problemi: avanti tutta, per principio. Qui invece accade il contrario: un manager che funziona, che produce risultati, che fa crescere un’azienda strategica, diventa improvvisamente sostituibile. Fedeltà premiata. Competenza sospetta. Nel frattempo il ministro Adolfo Urso osserva. Da lontano. Come fa con l’industria italiana, del resto. Poi ci sono i mercati, che non votano ma giudicano. E infatti alla sola voce di sostituzione il titolo crolla: meno 8% in un giorno. Gli analisti parlano di “ingerenza politica”, di rischio instabilità. Ma tranquilli: a Palazzo Chigi hanno sicuramente un piano migliore. Magari segreto. Talmente segreto che non esiste.

Davide Faraone

43,409 views • 4 months ago

Giro questa clip all’Ufficio Inchieste FIGC Ufficio Inchieste FIGC, sperando che venga chiamato a spiegare l’arbitro #Guida, tanto timoroso di prendere decisioni che possano impedire ai suoi familiari di girare per shopping o di andare a prendere a scuola i tre figli. Cosa avrebbe visto per dare un rigore così “RIDICOLO” in un millisecondo? Dalla Ref Cam si vede solo una gran voglia di prenderla, questa cazzo di decisione. Decisione che poi, non è che ci aspettassimo che Di Paolo — quello del mani di Pulisic a Genova, del rigore di Pavlovic negato alla Lazio, del rigore Thuram-Pavlovic con sparizione dell’audiovar, del rigore comico su Gimenez in Milan-Fiorentina — revocasse, come è successo diverse volte all’Inter, questo scempio.E ci mancherebbe che Doveri ,quello che non sanzionò un fallo,quello si evidente di Soriano su Perisic,e consegno lo Scempionato 2022 al milan,lo aiutasse a revocarlo. Noi, che siamo abituati a “pensar male”, pensiamo, appunto, che la decisione di aiutare una concorrente dell’Inter ⭐⭐ al titolo sia una decisione gradita nei dintorni di Torre Annunziata. Eh sì, perché il sospetto che le regole d’ingaggio di “Rocchi e i suoi Fratelli” siano semplicemente quelle di METTERE I BASTONI FRA LE RUOTE A UN’UNICA SQUADRA E IMPEDIRLE DI ARRIVARE AL TITOLO è tutt’altro che campato in aria. Il resto è: “vinca chi vinca”. Maurizio Pistocchi Paolo Ziliani

Felix Magath bistellato l'azzittatore

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