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𝘽𝙚𝙧𝙡𝙞𝙣 𝙥𝙖𝙧𝙩 𝟮 🇮🇹 Oltre che della sua gola profondissima ho approfittato anche del suo culo, uno spettacolo🤤 🇬🇧 In addition to his very deep throat, I also took advantage of his ass, a masterpiece 🤤 Blowjob Part 1 below in the comments ⬇️👅

32,269 次观看 • 2 年前 •via X (Twitter)

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As a former NFL Scout, I find it VERY interesting that Shedeur Sanders “dirted” his final play of his Pro Day in the 2-Minute Drill instead of making the high pressure throw to the end-zone and risking missing it as his lasting impression. This is also why he took some of his sacks (and yardage losses for his team) instead of throwing the ball away at Colorado the past two seasons. I’ve never seen a quarterback more afraid of making a mistake. The fear of making a mistake is engrained in him (likely from an early age). It’s spray painted all over his game film and poetically, it’s exactly how his Pro Day ended with him bowing out instead of stepping into the moment. The fact he “shied away” from taking the shot in front of the league at the end is VERY telling to me. It’s the take away. Three other impressions of mine from his Pro Day: 1. Average overall looking “arm strength.” There was a “wobble” on a number of his throws and he put too much air under his deep passes. He could not drive the ball much at his indoor Pro Day at 5,430 feet altitude (Boulder Colorado). He “flashed” having “decent” arm strength on a few of his underneath throws but he clearly lacks “arm confidence” and the confidence in himself to drive the ball. 2. Average location placement overall. 3. Pats the ball pre-delivery which telegraphs to defensive backs when and where he’s throwing. There was nothing and I mean nothing special, elite or dominant looking at his Pro Day that was set up in absolute ideal conditions for him. He mostly made short throws and put too much air under his deep throws. I have an undraftable free agent grade on him. He’s a practice squad level talent with a Hall of Fame last name. My dream is to get a second chance in the NFL and on my resume, I am advising teams not to select him in rounds 1-7 in the 2025 NFL Draft. Video credit: NFL

FIRST ROUND MOCK

319,252 次观看 • 1 年前

- Quelli che odiano le donne e i bambini - Da circa 15 anni mi occupo di violenza su bambini e bambine in ambiente ecclesiastico. Ho letto e studiato decine di report, di confessioni rilasciate da violentatori, di studi scientifici, di libri, di inchieste giornalistiche e approfondimenti pubblicati in ogni angolo del globo in cui si trovasse una parrocchia o un oratorio. Ho parlato con medici, avvocati, storici, filosofi, magistrati, sociologi. Ma soprattutto, ho intervistato centinaia di vittime, ho visto l'orrore e la disperazione nei loro occhi a distanza di decine di anni dallo stupro subito. Moltissime erano quelle cresciute senza uno o entrambi i genitori, e di questa carenza affettiva in primis aveva approfittato il pedofilo per avvicinarsi sapendo peraltro che difficilmente un adulto avrebbe protetto quella bambina o quel bambino. Altre vittime, tante altre, erano nate con pesantissime disabilità che le rendevano ancor più vulnerabili tra gli esseri umani più vulnerabili. Tutto questo per provare - da giornalista e attivista dei diritti umani - a dare una risposta a due domande: Cos'è la "pedofilia"? Chi è il violentatore? Ho sempre pensato che consentire all'opinione pubblica di avere le idee chiare su questi due "semplici" punti è condizione necessaria (ma non sufficiente) per prevenire ulteriori crimini. Ricordo il racconto di una ragazza. Era stata stuprata per 4 anni, da bambina, da un sacerdote di oltre 40 anni più grande di lei. Non aveva praticamente mai avuto il padre, la mamma era la collaboratrice domestica del suo stupratore. Le chiesi: Ma quando quell'uomo ti mise le mani addosso non le dissi nulla? “Certo” mi rispose. E come reagì? “Mamma mi dette uno schiaffo”. Ho pensato a questa “mamma”, a sua figlia, alle centinaia di vittime che ho conosciuto e al mio lavoro di giornalista quando ho ascoltato l'imbarazzante presa di posizione di un'altra mamma sulle parole di #Giambruno. «Il concetto – ha detto #Meloni - è rimanere il più possibile presenti a sé stesse e di fare del proprio meglio per non mettersi nella condizione di ---> consentire <--- a questi animali di fare quel che vorrebbero fare». Inutile dire quanto sia stringente il nesso tra le violenze sulle donne e quelle sui bambini (o forse visto quello che si legge in giro non sarebbe del tutto inutile fare chiarezza), ma in questa frase della autorevole “madre e cristiana” c'è secondo me la chiave per comprendere perché i fautori di una certa ideologia ci vogliono convincere dai loro pulpiti e dai loro scranni che “solo comportandosi bene” e ascoltando “semplici consigli di buon senso” si evitano brutte sorprese. Idee come queste stanno a significare che il problema risiede nel comportamento della vittima, stanno a significare che chi le esprime non si è mai chiesto: cos'è uno stupro? Chi è il violentatore? Idee come queste espresse da una presidente del Consiglio stanno a significare, in poche parole, che alla prevenzione non ci deve pensare lo Stato ma la potenziale vittima altrimenti vuol dire che tanto vittima non è poiché sotto sotto è consenziente. Già, CONSENZIENTE. Participio presente del verbo “consentire”.

Federico Tulli

207,974 次观看 • 3 年前

[Part 10] The side of Taehyung hyung's determination to never give up on his goal: Even with foot injury *the person received permissions to post* 👤In military bootcamp, there is something called a physical fitness test that is held every 2 weeks. The physical fitness test consists of 3 rounds, with the third round results being officially logged into the system. I am from a fitness background and so push ups and sit ups were very easy for me. But the running was a problem. The running category is for 3km. I got 2nd grade in the first round and 1st grade in the second round. To get Special Grade, you have to finish within 12 mins and 30 secs. For Elite Trainee eligibility, you must rank Grade 1 or above, which is below 13 mins and 20 secs. So although many people tried, most of them failed due to the running portion. Taehyungie hyung also kept getting Grade 2 in both the first and second rounds. He needed Grade 1, but his stamina but his stamina wasn't keeping up. That time he tols me, "I thought my stamina is great because I've been dancing for more than 10 years, but it hit me pretty hard to find it isn't like that." That's because Taehyungie hyung had a problem on his soles of his feet. There was even one time when his feet hurt so much that he couldn't keep running. However, in the final test even with his feet hurting so much, he managed to finish in Grade 1. So he said, whenever he ran, he could feel a shooting pain from his feet. So seeing him continue to run despite the pain in his feet was extremely impressive. (

Taehyung Naver

249,613 次观看 • 2 个月前

ho preparato qui un pensierino per l'avvocato #Tizzoni che ebbe la brillantissima idea dello scambio dei pedali da parte di #Stasi...anche quella operazione, ovviamente, fatta da Stasi nei 23 minuti non coperti dall'alibi. quindi riassumiamo: 1. arriva a casa Poggi e parcheggia la bici (che gusto c'era, se no, a non rischiare di farsi vedere?) che era andato a prelevare dal deposito dell'attività del padre, che però era sotto antifurto la cui combinazione non era di sua conoscenza. 2. suona il citofono e #ChiaraPoggi apre. 3. entra in casa e va in garage a prendere il martello. 3. in due distinte fasi, tutto da solo, prima la colpisce, poi si mette qualche minuto a riposare e poi la finisce. 4. la getta giù per le scale. 5. va in bagno, si lava perfettamente in modo che nemmeno una molecola di sangue possa finire successivamente sul suo PC. 6. smonta il sifone del lavandino e toglie ogni traccia di emoglobina con un lavaggio accuratissimo. 7. rimonta il tutto, si specchia e decide che può finalmente lasciare la casa. 8. prende il martello e i due teli da mare (perché se no come fa ad allenarsi per il Giro d'Italia senza appesantire una bici che già di suo fa 20 kg circa contro i 7 di una bici da corsa?). 9. parte a razzo e percorre i quasi 2 km fino a casa sua a una velocità da fare invidia a Wout Van Aert; apre il cancello, sale le scale e fa partire un notebook con Windows Xp che impiega circa 3 minuti ad avviarsi. ma non è finita qui l'ottimo #Tizzoni è riuscito a fargli compiere anche questa operazione: andare a riportare la bici utilizzata al deposito, prelevarne i pedali e rimontarli sull'altra e viceversa. ecco qui un video esplicativo di come si smontano e rimontano i pedali di una qualsiasi bicicletta... ovviamente per fare l'operazione con questa relativa comodità occorrono: 1. gli attrezzi (chiave a brugola da 8 o 10 mm) o chiave esagonale da 15 2. un martello di gomma dato che quasi sempre l'ossidazione nelle zone umide fa si che la filettatura si blocchi 3. ma SOPRATTUTTO un buon supporto da bici su cui montarla per evitare di spaccare tutto, comprese le ossa delle mani...o, in alternativa, una persona che ti regga la bici ferma e perpendicolare al pavimento. per la cronaca io faccio da sempre manutenzione completa alle mie bici...e possiedo tutti gli attrezzi immaginabili e 3 diversi supporti, ognuno per una diversa tipologia di bici (io ne ho 5). inutile dire che saprei sostituire i pedali di una qualsiasi mia bici anche bendato, ma giorni fa ho provato a cronometrarmi e mi ci sono voluti tra gli 8 minuti per la bici da corsa ai 12 per la e-mtb che pesa più o meno come quella di Stasi. questi sono i tempi che ho impiegato per smontare e rimontare i pedali dalla stessa bicicletta. ovviamente i tempi si dilatano nel caso di DUE diverse biciclette, come ipotizzato dal geniale Tizzoni all'epoca. ma non è tutto: io so anche che la filettatura del pedale sinistro gira nel verso ESATTAMENTE OPPOSTO a quello destro, proprio perché, diversamente, uno dei due pedali si sviterebbe pedalando anziché restare ancorato alla pedivella. credetemi, la maggior parte delle persone che provasse a fare l'operazione senza conoscere questa particolarità provocherebbe, forzandola, la rottura della filettatura di uno dei pedali...perché invece di svitare (senso antiorario) insisterebbe ad avvitarla pensano di ottenere l'effetto opposto. io non so quali esperti abbiano consultato all'epoca...ma possibile che non ce ne sia stato uno che abbia detto, in udienza: "Signori, scusatemi, ma voi l'avete mai smontata e rimontata una KaZzO di coppia di pedali?" bisognerebbe farci un film: "i #23minuti di #Tizzoni e la sua gang" #Garlasco

Dave Pollak ᓚᘏᗢ 🇧🇹

24,340 次观看 • 1 年前

Se qualcuno poteva illudersi che l’ultima “fatica” di Marco Travaglio sulla guerra in Ucraina potesse in qualche modo deragliare dai binari della becera propaganda filorussa sulla quale l’intero team del Il Fatto Quotidiano si è mosso finora, dalla sguaiata apparizione di ieri sera su La7 del Direttore, ospite di Massimo Gramellini, avrà capito che aprendo il volumetto in uscita domani, non troverà altro che la consueta infinita sequela di menzogne, oltre ai soliti ribaltamenti della realtà. Commentare mezz’ora di veleno e idiozie è in realtà inutile e poco salutare per chi lo fa. Ma per dare un’idea del livello di deriva intellettiva, di delirio allucinogeno raggiunto dal nostro, ho voluto riportare i primi 5 minuti di intervista, i quali ben riassumono quanto lontano Travaglio sia dai principi di etica, deontologia ed onestà intellettuale. La prima chicca la apprendiamo già dopo un minuto, nel momento in cui spiega che la guerra dura in realtà dal 2014, periodo durante il quale “gli aggressori e gli aggrediti si sono invertiti”. Ebbene no: gli aggressori del 2014 sono gli stessi del 2022 e la vittima è in entrambi i casi quell’Ucraina i cui territori sono stati invasi. Quella del 2014 fu una vera e propria prima invasione russa, avvenuta (subito dopo la presa della Crimea) in una prima fase con 50.000 miliziani che hanno trasformato proteste pacifiche in una guerra e poi con l’ingresso in ucraina delle truppe regolari russe senza insegne. Gli stessi occupanti dell’epoca lo hanno confermato, rilasciando interviste e scrivendo libri. D’altra parte anche i vertici delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk erano praticamente tutti russi e non ucraini, ed avevano contatti diretti con il Cremlino, dal quale prendevano ordini, come confermato dalla sentenza sull’abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17. Inoltre lo stesso Putin ha ammesso nel 2016 l’intervento dei militari di Mosca nel Donbass. L’idea che quella delle regioni dell’est fosse una guerra civile e che fossero gli ucraini a bombardare (comunque senza mai aggredire la Russia) è una tesi che nemmeno gli alleati di Putin sostengono. Tranne il più fedele tra loro, Marco Travaglio, appunto. Altra squallida mistificazione è quella relativa agli accordi di pace che Russia e Ucraina sarebbero stati sul punto di firmare in Turchia, ma che sarebbero stati sabotati dall’Occidente. A smentirlo c’è, carte alla mano, il New York Times, che le bozze di accordo delle quali Travaglio parla le ha pubblicate, rivelando un non proprio trascurabile dettaglio che il direttore omette. A far saltare l’accordo non furono i leader europei, Boris Johnson in testa. Ma la clausola inserita all’ultimo dalla delegazione russa con la quale, incredibilmente, si attribuiva proprio alla Russia il diritto di veto su un possibile intervento internazionale a sostegno dell’Ucraina in caso di invasione. Ma magari per Travaglio è normale che l’aggressore possa anche decidere se l’aggredito abbia il diritto di difendersi o no. Fa ridere anche l’affermazione secondo cui le “provocazioni” stiano non già in 10 anni di occupazione russa, ma nei tentativi dell’Ucraina di riprendersi i suoi territori. Anche da parte di quei nazionalisti ucraini che, secondo Travaglio, hanno avuto anche un ruolo determinante nel far naufragare gli accordi di Minsk. Giusto per rinfrescare la memoria di Travaglio, l’Ucraina cercò subito di dare seguito a Minsk 1 (2014), adottando già pochi giorni dopo la sottoscrizione una legge che di fatto ottemperava a diversi punti tra quelli previsti, soprattutto su autonomia, amnistia e includendo anche la tutela della lingua russa, ottenendo in risposta delle elezioni farsa convocate dalle regioni separatiste (controllate da Mosca), che contribuirono a far saltare il cessate il fuoco. Dopo Minsk II (2015) l’Ucraina approva la legge sui distretti delle regioni orientali alle quali applicare la riforma sulla decentralizzazione e approva con un primo passaggio parlamentare la riforma costituzionale sull’autonomia. Gli accordi però si arenano nuovamente, quando i separatisti rinviano le elezioni al 2018. Elezioni che poi si svolgeranno nuovamente in violazione delle regole OSCE. La Russia inoltre non ha mai tenuto fede alla sua parte degli accordi, ripristinando il controllo ucraino sui confini del Donbass. Chi abbia fato saltare Minsk mi pare piuttosto chiaro e non sono stati gli ucraini. E poi via a parlare delle milizie filonaziste di Kyiv “con le svastiche”, dimenticando che quelle milizie, al di là del simbolismo che adotta qualche suo membro (una nettissima minoranza) nei fatti difendono il loro paese, mentre quelle di Mosca, che alle svastiche, alternano una Z, si comportano anche da veri nazisti. Cosa della quale Travaglio stranamente non parla mai. Da notare la battuta nella quale il direttore, parlando del futuro di Zelensky, dice che a decidere sarà il popolo. “Ci hanno detto che l’Ucraina è una democrazia”, ironizza viscidamente. Che poi forse è proprio quella la ragione di tanto disprezzo.

Marco Setaccioli

48,196 次观看 • 1 年前