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Chiara Francini, una delle voci più intelligenti, taglienti e sincere del panorama italiano, nel suo spettacolo teatrale “Forte e Chiara” ha scritto e interpretato un testo straordinario: “I sinistri e i maldestri”. Con una lucidità chirurgica e un coraggio raro, distingue due Italie parallele: i sinistri (la sinistra di facciata, borghese e ipocrita, innamorata solo dell’apparenza ovvero chi vota il Partito Democratico, Italia Viva, Azione, +Europa) e i maldestri (il popolo dimenticato, umiliato e arrabbiato, tradito dalla politica e dalla rappresentanza, ovvero Fratelli d'Italia, Lega, Vannacci, Casa Pound e altri escrementi). In questo periodo così teso della nostra vita pubblica, segnato da distanze siderali tra élite e realtà del Paese, rabbia diffusa e polarizzazione, questo monologo suona come una diagnosi spietata ma profondamente vera. Che dovrebbe spingerci tutti a rivedere le nostre convinzioni, a smetterla di farci la guerra fra poveri e a smetterla di fidarci di questo branco di cialtroni. Siano essi finto-rossi o finto-neri. Questo monologo non è contro qualcuno. È contro la menzogna. Proprio come a #IlCattivo e #AllertaMedia. Vi lascio qui sotto il testo integrale e il video. Leggetelo e ascoltatelo con attenzione. E condividetelo a manetta. Vale oro. Grazie Chiara! 🙏❤️ ⋆ ---––——––------––——––--- ⋆ Due sono le bolge che imperano sull’Italia: i sinistri e i maldestri. E per entrambi c’entrano poco la destra e la sinistra, c’entra poco la politica. C’entra il punto esatto in cui veniamo scaraventati nel mondo. I sinistri sono l’esatto opposto della sinistra, sono il buco del culo della sinistra. I sinistri sono quasi sempre dei ricchi che si vergognano d’esserlo e vorrebbero essere nati poveri per poter avere i diritti degli operai. Degli scioperi, delle minoranze, del teatro, della cultura come strumento rivoluzionario di rivendicazione, non gliene frega assolutamente niente. Ai sinistri interessa soltanto apparire di sinistra e quindi dalla parte del giusto, perché nulla ti arricchisce più della povertà. «Sinistra» è un termine che hanno profondamente desemantizzato. I sinistri sono come quelli che sputano in aria e ti vogliono spiegare che piove. Sono così ossessionati dall’apparire che, quando sono attaccati al muro, spesso dormono nella dépendance della servitù, sentendosi poeti maledetti con le boiseries anche nel culo. I maldestri sono i penultimi. Deformi, cannibali, appestati. La peste è il marcire di ogni regola, di ogni ordine sociale. I maldestri stanno un gradino sotto gli ultimi. Valgono meno degli ultimi. Vivono in quella zona morta della politica dove nessuno li vuole, né classe né popolo, e così nessuno li difende perché nessuno li vede. Si credono soldati a una parata, ma sono carcasse in processione al camposanto. I maldestri non sono nati storti, sono stati piegati a forza dalla negligenza di chi doveva averne cura. I maldestri, incredibilmente, hanno tutto per essere di sinistra: il lavoro spezzato, la vita bestia, la rabbia compressa… ma sono stati lasciati senza sedie né tavolo, e così sono diventati dei mutanti famelici. I maldestri non sono il nemico, sono il risultato. Sono i deportati della disperazione. Sono il popolo tradito non dalla storia ma dalla rappresentanza. Perciò, ciclope senza occhio, confondono la violenza con l’ordine, la forza con la salvezza. Perché se nessuno ti guarda smetti di cercare giustizia e cerchi la presenza, anche oscena, anche brutale. Meglio umiliati che invisibili. Meglio lo stupro di chi ti comanda che l’abbandono di chi avrebbe dovuto esserti padre. E quando arriva a inginocchiarsi ai piedi di un dittatore, di chi brucia corpi, amputa la stampa, deporta figli, sodomizza la giustizia, invade, stermina, macella, strazia, quando un popolo resuscita Hitler, non sceglie il peggio: smette di essere popolo. I sinistri mi volevano nera. I maldestri mi volevano rossa. Io venni su Chiara. ⋆ ---––——––------––——––--- ⋆ #ChiaraFrancini

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🔴 "NON SI PUÒ DIRE IN PUBBLICO": Il clamoroso fuorionda della Lega che fa esplodere la "truffa" del Referendum Se avevate ancora qualche dubbio sul reale obiettivo dell'imminente Referendum Costituzionale sulla Giustizia voluto dalla destra, oggi è arrivata la prova definitiva. Direttamente dall'interno della Lega, ecco un clamoroso autogol che smaschera l'intera propaganda governativa e fornisce ai comitati per il NO la vittoria su un piatto di argento. Nel video allegato, che sta facendo il giro del web, si sente la deputata leghista Simonetta Matone strigliare il Ministro della Giustizia Carlo Nordio per aver parlato troppo. Le sue parole sono una pietra tombale sulla campagna per il SÌ: "Lui confonde ciò che si può dire in un salotto da quello che si può dire pubblicamente. Tutti noi pensiamo le cose che lui ha detto, ma non si possono dire pubblicamente perché diamo il là al fronte del NO". Il tutto prima di essere gelata da un collega che le fa notare la presenza della stampa in sala. 😂 Cosa significa questo per noi cittadini? È la confessione palese di un segreto di Pulcinella! Anche chi sta spingendo questa riforma sa perfettamente che non risolverà i veri problemi dei tribunali italiani (come la lentezza dei processi o le carenze di organico). La verità (che loro vorrebbero si dicesse solo nei salotti privati), è che questo referendum è un'operazione di potere. Vogliono venderci la favola della giustizia efficiente, ma l'obiettivo reale è mettere il guinzaglio alla magistratura per garantirsi privilegi, immunità di fatto e magari qualche comodo sconto di pena per i colletti bianchi. Perché sennò sarebbe stata una riforma fortemente voluta anche dalla P2 e da Berlusconi? Nordio, semplicemente, ha fatto l'errore di dire ad alta voce ciò che la maggioranza pensa in segreto, terrorizzando la Lega che ora teme (giustamente) la reazione degli elettori. Non è un caso che i sondaggi più recenti mostrino un elettorato sempre più freddo e diffidente verso questa "riforma". E non è un caso che addirittura il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia dovuto intervenire a più riprese, con la sua consueta fermezza, per ricordare l'importanza dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura, pilastri democratici che non possono essere smantellati per convenienze di palazzo. La destra lo sa: la loro narrazione sta crollando. Hanno gettato la maschera e ora hanno paura. Non solo di perdere il referendum, ma di perdere il potere in generale. Dunque quando sarà il momento di votare, ricordiamoci di questo video. La loro giustizia non è la nostra giustizia. #ReferendumGiustizia #IoVotoNO #AllertaMedia

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Premesso che Il Fatto Quotidiano va supportato e quindi comprato (oppure dovete abbonarvi online), oggi non posso fare a meno di ripubblicare l'articolo del grande Daniele Luttazzi (con annessi link alle fonti citate), perché la situazione sul #CasoEpstein si fa davvero sempre più incandescente... I COMPLOTTISTI SI STANNO SCATENANDO SU EPSTEIN: MA C'È MOLTO DI OSCURO I complottisti stanno ruminando i 3 milioni di documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia Usa, rigurgitando il bolo delle ipotesi più spericolate perché nelle email sono oscurati non solo i nomi delle vittime, ma pure i nomi dei colpevoli. Quei criminali sono ancora a piede libero, nonostante le denunce delle sopravvissute. In una email del 2020 l’avvocato di una di esse denuncia alle autorità che nella mansion di Epstein a New York un genitore affidatario, “Mike”, stuprava con complici, fra cui Epstein, la bambina che gli era stata affidata. Una foto oscurata immortala uno stupro di gruppo su quella povera bambina in età prepuberale: l’avvocato descrive la scena, un rituale sadico e violento. Il testo è raccapricciante ( I complottisti non sono da biasimare anche perché continuano a emergere stranezze e incongruenze nel materiale diffuso dal DoJ. Per esempio, lo scorso luglio, volendo mettere a tacere le voci scettiche sul suicidio di Epstein (omicidio? finta morte con fuga?), il DoJ diede ai media un video di 11 ore ripreso da una telecamera di sorveglianza che inquadra un’area comune del Metropolitan Correctional Center di New York, la struttura dove era detenuto Epstein. Il filmato va dalle 19.30 del 9 agosto 2019 alle 6.30 del 10. “Chiunque fosse entrato nell’area in cui si trovava la cella di Epstein in quell’arco di tempo sarebbe stato ripreso dalla telecamera”, disse l’Fbi. Nel video si vede l’androne che porta alla cella, e alle 19.49 e 20″ Epstein accompagnato in cella dalle guardie ( a 9’20″); alle 6.30 del 10 luglio, il momento in cui Epstein viene trovato morto in cella, una guardia corre a telefonare. Fra i due momenti non si vede nessun altro, a parte la guardia in servizio. Ma non si vede neppure la scala che a destra sale alla cella, né la porta che, sempre a destra, porta altrove: una guardia corrotta avrebbe potuto far entrare e uscire chiunque da quella porta. Qui la mappa in 3D dell’area comune e delle celle: (i pallini gialli nel secondo rendering indicano il percorso non visibile dalla telecamera). Allora un curiosone (io) si è chiesto: “Esistono video di sorveglianza di quella mattina fatidica? Dopo le 6.30, cos’è successo?”- Purtroppo, nei 3 milioni di files rilasciati dal DoJ non c’è traccia dei video di sorveglianza del carcere di Epstein. O almeno così credevo. Invece ci sono eccome! Ma nascosti, insieme ad altri 3789 video mai visti, da link che terminano con .pdf. Per esempio questo: Se lo cercate sul sito ufficiale del DoJ e ci cliccate sopra, compare una schermata con scritto “No Images Produced”. Ma se mettete sul browser lo stesso link cambiando .pdf con .mp4: apriti Sesamo! Il video diventa visibile! Va dalle 14 alle 15 del 9 luglio 2019. A questo punto, per vedere il video successivo, ho riscritto il link con 221 invece di 220. Sorpresa! Questo video parte dalle 17 del giorno dopo! Ovvero, il DoJ non ha diffuso proprio la parte interessante: il filmato della rimozione del cadavere di Epstein. Per giunta, sul pianerottolo c’è un paravento messo apposta per impedire la vista della scena che cercavo. Ci sono i video di ogni giorno, tranne quelli. Epstein era stato tradotto in carcere un mese prima, il 6 luglio. Il DoJ indica che entrò in cella alle 19.49. Nel filmato di quel giorno, a quell’ora, c’è movimento, arriva anche una donna in camice bianco che poi va verso l’ingresso a destra, ma Epstein non si vede: tutto accade nella parte cieca che dicevo ( Delusi? Avete sempre i 3789 video mai visti. Cercandoli con la frase magica “No images produced”, arrivate qui: Basta metterli uno per uno nel browser cambiando .pdf con .mp4 e potrete vederli tutti e 3789. Ma attenti: è la tana del Bianconiglio! Daniele Luttazzi #Luttazzi #Epstein #AllertaMedia #IlFattoQuotidiano

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UN LUNGO, PERICOLOSO, MA NECESSARIO VIAGGIO: DESTINAZIONE DEMOCRAZIA. Gli ultimi 15 anni sono passati a una velocità astronomica. In questo viaggio, oltre alla mia famiglia, tante sono state le persone che mi hanno aiutato, supportato e sopportato. E tanti sono quelli che lo fanno anche oggi. È grazie a loro e a voi se oggi sono ancora qui a combattere. Il mondo della tecnologia, di internet, dei social e quindi dell'informazione, sta cambiando. Molto più velocemente che in passato. Faranno di tutto per dividerci, per metterci contro e scatenare guerre fra poveri; per cancellare i nostri diritti, la libertà di stampa ed espressione e quindi la democrazia. E sarà sempre più difficile distinguere il vero dal falso, l'umano dall'artificiale. In questa tempesta di caos digitale e informativo in arrivo, ci salveremo solo restando vicino e aiutando materialmente coloro in cui crediamo, quelli a cui diamo fiducia e che sappiamo per certo essere veri, affidabili, onesti e sinceri. Dobbiamo supportarci a vicenda. Dobbiamo supportare coloro che dal basso provano a rompere il muro di omertà e menzogne che i media mainstream hanno creato e reso sempre più robusto e convincente. "COME POSSO AIUTARE"? Iscriviti al canale Youtube. Segui #ALLERTAMEDIA. Fai una piccola donazione alla campagna di crowdfunding in corso. Gianni da solo non è nessuno: insieme invece, possiamo davvero diventare "cattivi", cioè sinceri. E accendere le luci dove questo sistema politico e mediatico marcio fino al midollo, vorrebbe il buio per continuare a fare i propri comodi a spese dei cittadini. È tempo di essere coraggiosi. Insieme. 🔹 Raccolta Fondi: 🔹 YouTube: 🔹 Facebook: 🔹 Facebook AllertaMedia: 🔹 X (Twitter): 🔹 Telegram: #GianniMagini #AllertaMedia #Siena #Siena2026 #GiornalismoIndipendente #IlCattivo #Attivismo #controinformazione

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