⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️ COMUNICATO UFFICIALE #SALOTTOGF Se #giulia è la prima... finalista bisogna ringraziare chiunque ci ha aiutato "ANCHE" gli #jonita a differenza di tanti io non ho la presunzione di affermare che è merito di chi sostiene solo Giulia. Io ho una parola e intendo mantenerla. Contribuirò a mandare in finale uno degli #jonita poi non dovrò più niente a nessuno che sia chiaro. Voglio essere ancora più chiaro: Se #Jonas diventerà finalista e successivamente ci sarà un televoto tra #Anita e #Rasha o #Omer io non sarò obbligato a votare nessuno. Sarò libero di votare chi voglio io. La porta del #salottogf è aperta a tutti! Se invece non andrà in finale continuerò a votare gli #jonita fino a quando uno dei due non andrà in finale. Ovvio che se chi sostiene #Omer e #Rasha continua ad attaccarmi non avrà mai sostegno da parte mia. Dimenticavo in questo gf non partecipo ad accordi su tik tok anzi non ho rapporti con nessuno! Sono stato chiaro? VOTATE JONAS! #GrandeFratello #accussìshow more

Giampaolo Barreca
20,425 views • 7 months ago
1) Dondoni, che non ha neppure più il famoso... tesserino da giornalista (anzi, mi dicono sia rientrato come pubblicista, ma non potrebbe fare pubblicità comunque) per fare le televendite di Dyson, chiama “polemista” chi dice che una canzone non gli è piaciuta, non si capisce bene perché. Dovrebbe essere anche il suo mestiere raccontare cosa gli piace e cosa no. Dovrebbe. 2) che la melodia sia bella e non si può discutere l’ha deciso lui, tra una passata di aspirapolvere e una promozione più che sospetta a un cantante in particolare a Sanremo. A molti non è piaciuta, come è normale che sia. 3) si parla di me e non devo essere nominata se non come “giornalista scomoda del dopo festival”. 4) questa difesa di Cristicchi a reti Rai unificate da giorni e dal giornalismo di destra è ormai la prova che non si sta difendendo una canzone ma un cantante che ha portato le foibe a teatro, contrario alla GPA e molto caro a pro vita, Pillon e via dicendo. E pensare che io ho detto che la canzone non mi piaceva senza manco conoscere tutti questi particolari.show more

Selvaggia Lucarelli
56,255 views • 1 year ago
UN ANNO DI ANIME PARALLELE. 🩷 Il dodicesimo disco... di inediti della mia carriera. Ho iniziato a lavorare a questo progetto il 12 settembre 2020. Ho ascoltato tutto quello che arrivava dagli autori che conoscevo, da quelli che mi mandavano canzoni sul web, al mio management, al mio fan club. Autori famosi e non. Non mi sono data limiti. La ricerca é durata 2 anni. Ho scritto tanto anche io, nonostante abbia avuto vari momenti di down.. ho pianto, poi ho urlato e poi ho ballato, goduto, sorriso, ho cercato di farmi coraggio nei momenti in cui non capivo più me stessa. Poi mi sono trovata,ancora una volta,riscoprendo che solo attraverso le storie degli altri e nelle diversità che ci distinguono, provo un senso di curiosità che mi riaccende. Non sono mai stimolata da chi assomiglia troppo a me. Anche se quando ero più fragile ero spaventata da questo ragionamento. Infatti..Ho chiesto aiuto, ho cambiato persone accanto a me, poi le ho richiamate, poi non capivo se andavano bene. Io non ero centrata e quindi non sapevo che disco volevo fare. Poi un giorno, inaspettatamente ho compreso tutto: volevo dedicare il disco a chi si sentiva come me, confuso, ma con tanta voglia di non mollare. La verità non ha mai deluso le mie aspettative e non devo averne mai paura. Così é nato Anime Parallele. Che oggi,dopo un anno, nella versione spagnola ha una nomination ai The Latin Recording Academy / Latin GRAMMYs . Che gioia! 🎤☀️ Quando é uscito un anno fa vi avevo fatto conoscere 16 canzoni... ma da un mese ormai, solo digitalmente, il disco si è arricchito di altre quattro canzoni, quattro nuove storie da raccontare e cantare: Ciao Ti porterai lontano All’amore nostro e Nemica. L’emozione che sento è ancora la stessa di un anno fa, la stessa di quando ero in studio a registrarlo e la stessa nel sapere che, dopo un anno, il vostro amore per Anime Parallele non è mai cambiato. Grazie 🩷 #AnimeParallele #AlmasParalelasshow more

Laura Pausini
24,701 views • 1 year ago
Il problema non è che il vincitore di Sanremo... lo decidano la sala stampa e le radio, sebbene in teoria non sia neppure giusto chiedere voti a pagamento se quei voti non possono in alcun modo essere decisivi neppure quando sono così sbilanciati a favore di un cantante (neppure il 60 % del televoto o perfino il 100 % a favore di un cantante ne può decretare la vittoria) . Il problema è che in sala stampa ci siano giornalisti che non conoscono l’abc della musica e vadano serenamente a Sanremo ammettendo di non sapere chi sia Geolier. E cioè l’artista ad aver venduto di più nel 2023 e record su Spotify. “Non conoscevo Geolier” e “chi cazzo é Geolier” mi pare sia una questione su cui riflettere più della vittoria di Angelina. #Sanremo2024show more

Selvaggia Lucarelli
628,868 views • 2 years ago
È venuto fuori il vero #Djokovic: «#Sinner è responsabile.... Se lo paragoniamo a chi è stato squalificato per anni e lui tre mesi, non è giusto». Il punto è che il simpatico #Nole da due anni non riesce a batterlo, nemmeno nelle esibizioni. La spiegazione è tutta lì. La malafede sua e di chi continua a rapprensentare una realtà di fatto e sostanziale artata è semplicemente sintomo di #frustrazione per non riuscire ad eliminare il più forte con mezzi leciti e sportivi. Addio Djokovic. Ho avuto grande simpatia per lui. D’ora in poi non avrò più rispetto per questo uomo che alla fine, a quarant’anni, s’è rivelato un bamboccione capriccioso che, dopo aver vinto slam e master a gogò, si esalta per aver vinto un torneo ad Atene che è di proprietà della sua famiglia e diretto da suo fratello.show more

Leonardo Gallo
190,110 views • 8 months ago
Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio... alcune riflessioni. La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque. Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo. Seconda riflessione. Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla. Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non “brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare” (cit. Repubblica). Quello che non si può dire, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato. Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere. Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino. E non succede perché la shitstorm è troppo grossa. Questa è una semplificazione da bar. La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente si sarebbero dovute uccidere, allora. Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile. Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare. Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi. In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso. C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti. A noi. Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post. Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito? Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica. Ad essere ottimisti. Nessuno filtra o cancella. Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio. Si è poi detto che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista. Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare . E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse? Infine. Di questa signora morta non importa nulla a nessuno. Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola. La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”. Ma sinistra a chi? Quale sinistra?). I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora). I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante “non siamo mica noi! È la solita cattivona di Selvaggia!”. Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento. E le tv, ci mancherebbe. Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social. Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità. E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?show more

Selvaggia Lucarelli
532,937 views • 2 years ago
Non ho capito se è uno scherzo. C’è una... serata a Verona con Lucia Annibali e Alessandra Moretti in ricordo di Chiara Ugolini condotta da DANIELE DAL MORO. Per chi non lo sapesse Daniele Dal Moro è stato espulso dal Gf dopo aver preso per il collo una ragazza, ma è noto anche per atteggiamenti collerici fuori dalla casa, ha rivolto insulti omofobi, in una storia di questa estate mostrava una pistola dopo che si era mollato con la fidanzata (diceva di non aver più niente da perdere, poi disse che era un accendino) e via dicendo. Ora, la domanda è: chi ha pensato che fosse il conduttore adatto?show more

Selvaggia Lucarelli
644,753 views • 2 years ago
🔥CRANS MONTANA🔥 “Una porta chiusa. Poi l’inferno. Sono disteso... su un letto d’ospedale a Sion, con i polmoni ancora pieni di fumo e la voce che si spezza ogni volta che provo a raccontare. Ho 55 anni, vivo a #CransMontana con la mia compagna e mia figlia di 17 anni. Fino a quella notte la mia era una vita normale, tranquilla. Poi, alle 1.20 di #Capodanno, tutto si è fermato. Ero in casa quando ho visto dalle finestre del #Constellation uscire fiamme incandescenti. Subito dopo è arrivata la telefonata di mia figlia. Una di quelle che ti ghiacciano il sangue: fuoco, feriti, una strage. Sono sceso in strada di corsa con un estintore, ma ho capito subito che non sarebbe servito a nulla. Il fumo era nero, denso, irrespirabile. La combustione era stata rapidissima e violenta. In pochi minuti aveva consumato tutto l’ossigeno. Dentro non si respirava più. Ho trovato mia figlia fuori, immobile, in stato di #choc. Aspettava il suo fidanzato, rimasto dietro una porta. È riuscito a uscire davanti ai suoi occhi, per pochi secondi. Ora è ricoverato a Basilea in condizioni gravissime, con ustioni pesanti. Lei è viva per una concatenazione di eventi che ancora faccio fatica a spiegare: un attimo prima o un attimo dopo, e oggi starei raccontando un’altra storia. Ho chiamato i soccorsi, cercando di non perdere la testa. Poi ho capito che dovevo fare qualcosa. Ho cercato una via d’uscita alternativa. Sul retro ho visto una porta chiusa, bloccata dall’interno. Dietro il vetro vedevo #piedi, #mani, #corpi a terra. La struttura non era crollata, ma dentro era diventata una #trappola. Con l’aiuto di uno sconosciuto, arrivato dopo aver sentito il boato, abbiamo sfondato quella porta tirando con tutta la forza che avevamo. Non avevamo strumenti, non avevamo tempo. I pompieri stavano arrivando, ma lì ogni secondo era vita o morte. Quando la porta si è aperta, i corpi ci sono caduti addosso. Ragazzi vivi, ustionati, intossicati. Alcuni coscienti, altri no. Mi imploravano di aiutarli, in più lingue. Anche in italiano. Erano giovanissimi. Quel locale era frequentato soprattutto da minorenni. Ho visto ragazze con minigonne e top eleganti, il fuoco ancora sulla pelle. Li ho tirati fuori uno a uno, a mani nude. Senza pensare al dolore, al fumo, al rischio. Li trascinavamo fuori e li lasciavamo a terra nel punto di raccolta. Urlavano. E nella mia testa c’era un solo pensiero: potrebbero essere i miei figli. Non c’erano altre uscite. Nessuna via di #fuga. Chi era rimasto dentro non aveva scampo. Eppure, in mezzo a quell’orrore, ho visto anche l’umanità. I locali vicini si sono trasformati in punti di soccorso improvvisati. Hanno accolto i feriti, li hanno fatti sedere, li hanno aiutati a #respirare, a non svenire. Quella solidarietà non la dimenticherò mai. Quello che mi resta addosso sono gli sguardi. La lucidità disperata di chi sa che sta morendo. Persone ustionate che ti guardano e ti chiedono di non lasciarle lì. È qualcosa che non si cancella. Io oggi sono ricoverato per intossicazione. Mia figlia è salva. Il suo fidanzato lotta tra la vita e la morte. A Crans-Montana il Capodanno non è finito con un brindisi. È finito alle 1.20, davanti a una porta che non si apriva, mentre dall’altra parte qualcuno gridava #aiuto.” Paolo Campoloshow more

ALESSANDRA FONTANA
431,355 views • 6 months ago
Mi avete altamente rotto i coglioni,continuate ad attaccare Helena... quando, 1, fa il suo lavoro sia come modella che come influencer e 2 è importante battere il ferro finché è caldo! 🫠 Non vorrei fare esempi veramente da manicomio e vergognosi per smerdarvi, quindi mi taccio,non perché ho paura, ma perché vi dimostrate da soli per quello che siete,il cosiddetto bue che dà del cornuto all’asino! Lei lavora con la sua immagine e non costringe nessuno ad abbonarsi! La cosa più divertente è che è stata la prima ad aprire la pagina con l’abbonamento a 3 euro, e tutti/e le sono andati dietro con prezzi molto più alti ed esorbitanti! Quindi fate silenzio, perché state facendo solo FIGURE DI MERDA! Io non la mollerò mai e vi farò la guerra se continuate così e farò anche PEGGIO! 🤫 #zelenashow more

PANDA THE VILLAIN 🦹🏾♀️ 🐼
12,401 views • 8 months ago
Di ©Sabrina F. #albertostasi, #Garlasco dopo due assoluzioni e... una condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio di #ChiaraPoggi, ha rilasciato un’intervista a Le Iene, riassumendo spietatamente la sua battaglia: “Non temo nulla, gli innocenti non scappano.” Ed è proprio sul filo di questa frase che voglio convergere la lama del commento. ⚖️ Il paradosso processuale Stasi denuncia un meccanismo investigativo malato: test incerti, alibi cancellati, orari modificati — un continuo errare che in tre gradi diversi non ha portato chiarezza. “La pubblica accusa dice assolviamolo, eppure alla fine lo condannano.” Il sistema giustizia sembra una giostra impazzita. È il grido urente di chi vive la dissonanza: innocente fino a quando poi non lo è più. 🤔 “Non temo nulla” È una frase da leader, non da imputato: l’innocenza irrobustita a forza di subire ingiustizie. “La mia coscienza è leggera” dice: dorme serenamente, nonostante la cella. Parole da spartano interiore, è come se dichiarasse: “Non sono loro a capire me, sono io a dominare la paura.” 🕵️ Indagini al rallentatore Stasi punta dritto al cuore del sistema: i RIS di Parma, i tecnici, la fretta di piazzare un colpevole. Un’autopsia incompetente diventa alibi per un arresto affrettato, amplificato dalla pressione mediatica Qui si tocca con mano la degenerazione investigativa: il martirio dell’apparenza che diventa verità per convenienza. 🇮🇹 Il nodo nazionale E poi il colpo al sistema: “Se in Italia funziona così, allora occorre cambiare qualcosa.” È un’accusa esplicita: un paese che condanna nonostante assolva deve cambiare strutturalmente. Non un segno di debolezza, ma una mina politica. Sa che la fiducia nel sistema è il vero terreno di scontro. 🎯 Il verdetto: Non è un santo innocente, né un tranquillo ragazzo di provincia: è un soldato in trincea che svela i finti alibi, le falsità calibrate e l’arroganza di un apparato che preferisce non tornare indietro. Chiaro è: questa non è una confessione di umiltà, ma un’autodifesa strategica. E sa bene che nel teatro delle patrie glorie, chi grida “Innocente!” con questa veemenza raramente passeggia tranquillo. E allora, caro Stasi: puoi dormire sereno, ma il sonno della notizia italiana è più agitato. Perché se un innocente con quattro gradi di giudizio alle spalle dice di non temere nulla, significa che qualcosa in Italia scricchiola. Conclusione: o riformiamo o continueremo a vivere in un limbo dove la giustizia si inerpica, incespica, e poi sbaglia ancora. Chi è innocente non scappa: resta e rompe. E Stasi ha spaccato, forte e chiaro. 👇👇👇show more

Sabrina F.
18,943 views • 1 year ago
Per quanto riguarda l'incursione dei ragazzi di PaP alla... manifestazione del campo santo a Napoli, vi ho già detto come la penso: che il campo largo, ovvero il PD, non sia neanche lontanamente un'opzione, non ci piove. Ma che un gruppetto di ragazzi che da 10 anni non ha prodotto un cazzo in politica, si permetta di andare ad interrompere le iniziative altrui, a strappare le bandiere degli altri, a fare gli inutili provocatori funzionali al Sistema, mi pare roba da lasciare a quella massa informe e nauseabonda che fa il tifo per Vannacci. Io non prendo "lezioni di sinistra" da un gruppo di ragazzini o da qualche eremita che predica rinchiuso in una riserva indiana con la maglietta del Che, ma con gli stessi paletti mentali di un ex-generale che parla di "decima mas". Ergo, prenderò in prestito le parole di Andrea Scanzi per chiudere la questione una volta per tutte, nel modo più chiaro e trasparente possibile:show more

IL CATTIVO®
11,889 views • 6 days ago
C’è qualcosa di profondamente stonato in questa storia. Non... tanto l’avidità, quella è antica quanto il mondo, ma la sua eleganza. La sua precisione. La sua puntualità quasi scientifica. I mercati si muovono prima delle decisioni. Qualcuno compra, qualcuno vende, qualcuno scommette miliardi con un tempismo che non è intuito, è conoscenza. Poi, qualche minuto dopo, arriva l’annuncio. E tutto diventa logico, spiegabile, inevitabile. Ma solo dopo. Prima no. Prima è un privilegio. Come funziona? In modo semplice, quasi banale. Se io so, davvero lo so, non lo immagino, che tra dieci minuti verrà annunciata una pausa in un attacco militare, posso scommettere sul fatto che i mercati saliranno. Compro futures sugli indici, cioè contratti che guadagnano se la Borsa sale. Oppure vendo petrolio prima che il prezzo scenda. Quando la notizia diventa pubblica, i mercati si muovono davvero. E io incasso. Non perché sono stato bravo, ma perché sono arrivato prima. È qui che nasce il sospetto: perché questi movimenti avvengono sistematicamente pochi minuti prima degli annunci di Donald Trump. Non ore prima, non giorni prima. Minuti. Un anticipo così preciso non è fiuto. È informazione. Si dirà: non ci sono prove. Ed è vero. Ma ci sono coincidenze che, sommate, smettono di essere casuali e diventano quantomeno imbarazzanti. E soprattutto c’è un contesto: controlli ridotti, uffici che indagavano su frodi finanziarie ridimensionati, meno occhi a guardare dove passano i soldi. Quando si spegne la luce, non è mai per caso. Fin qui, l’America. Poi c’è l’Italia, che non gioca ma paga. Perché quando qualcuno scommette sul petrolio e il prezzo si muove, quel movimento arriva fino al distributore sotto casa. Quando la finanza anticipa una crisi o una tregua, i prezzi dell’energia oscillano subito. E l’energia entra in tutto: trasporti, cibo, bollette. Così una scommessa fatta a New York diventa uno scontrino più caro a Palermo o a Milano. E mentre qualcuno guadagna sull’anticipo delle notizie, milioni di famiglie italiane vivono sull’anticipo dello stipendio che non basta. Loro giocano sui futures. Noi sui centesimi. In questo quadro, colpisce la disinvoltura con cui Giorgia Meloni continua a considerare Trump un alleato solido, quasi un modello di riferimento. È legittimo, naturalmente. Ma resta una domanda sospesa: alleato di chi? Perché se il modello è un sistema in cui pochi sembrano sapere tutto prima, e molti scoprono tutto dopo, al distributore, alla cassa, nella rata del mutuo, allora il problema non è solo politico. È morale. E alla fine la distanza è tutta qui: tra chi compra il futuro e chi prova semplicemente ad arrivarci.show more

Davide Faraone
10,286 views • 3 months ago
"Ci sono istanze di parità vere. Uomini e donne... sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il femminicidio. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c'è la violenza sulle donne c'è quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c'è bisogno di una fattispecie specifica". Così il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci nel punto stampa a margine dell'Assemblea costituente del partito in corso a Roma. #LaStampashow more

La Stampa
16,393 views • 1 month ago
Svegliatevi. Calciopoli non è stata la favola morale che... qualcuno continua a raccontarsi: tutte le società coinvolte hanno agito per i propri interessi — Juventus, Milan, Fiorentina, Roma, Lazio e via dicendo. Tutte. Tranne una, che non solo è uscita immacolata, ma è stata addirittura premiata con uno scudetto a tavolino mentre manovrava il sistema da dietro le quinte. La Juventus ha sbagliato, e infatti ha pagato. Il punto non è negare gli errori: il punto è la disparità di trattamento. Se chi commetteva le stesse identiche pratiche viene premiato invece che punito, allora non si parla più di giustizia sportiva, ma di una farsa. Ed è esattamente questo che gli juventini reclamano: non il ruolo di vittime, ma la fine di una narrazione ipocrita. Calciopoli è stata l’occasione perfetta per eliminare dal campo la squadra più forte — insieme al Milan — e spianare la strada a chi, nonostante miliardi di lire spesi ogni anno, collezionava figuracce contro le neopromosse. L’Inter dell’epoca non perdeva per colpa della Juventus: perdeva perché non era all’altezza. Punto. Ora basta favole. È tempo di guardare in faccia ciò che è realmente accaduto. #MilanParma #AtalantaNapoli #JuveComo #InterJuventusshow more

L’Epicureo
13,249 views • 4 months ago
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇮🇷🇮🇱🇧🇭🇰🇼🇶🇦🇯🇴 Buongiorno o buonanotte a tutti, a seconda di... quando leggerete questo punto nave. Quante bandiere. Che succede? Succede che stiamo avendo un piccolo assaggio di cosa voglia dire “fine del cessate il fuoco” in Medio Oriente. Donald Trump ha mantenuto la sua promessa: le Forze Armate americane hanno attaccato l’Iran. Lo hanno fatto con forza, non per scherzo, attraverso una serie di raid ad alta intensità e su larga scala. A sud - da Bandar Abbas all’isola di Lavan - sono stati colpiti porti, radar collocati sulla costa, sistemi di difesa aerea e altri obiettivi di carattere navale. A nord - per la prima volta dalla pausa di primavera - gli Stati Uniti hanno invece colpito due ponti ferroviari, distrutti attraverso l’utilizzo di missili da crociera. Cos’abbiamo qui? Una rappresaglia alle azioni di bullismo marittimo andate in scena da parte dell’Iran nei giorni scorsi, un braccio di ferro pensato per chiarire ai Guardiani della Rivoluzione che nello Stretto di Hormuz deve essere ripristinata la “libertà di navigazione”, non la libertà dei pasdaran di fare il bello e il cattivo tempo. Di più: il tentativo della Casa Bianca di convincere Teheran che gli Stati Uniti non temono di tornare a una fase di guerra ad alta intensità. La brutta notizia è che la Repubblica Islamica sembra avere altre idee. Poco fa, a bordo dell’Air Force One, Donald Trump ha alternato i suoi consueti due registri. La frase che li riassume e li tiene insieme perfettamente è la seguente: “L'Iran ha chiamato poco fa. Vogliono fare un accordo così disperatamente. Non so proprio se ne sono degni. Non so se manterranno l'accordo. Quello è il problema”. Bene. Ma allora cosa sono queste allerte che raggiungono i residenti nei Paesi del Golfo sui telefoni proprio adesso? Bahrein, Qatar, Giordania, Kuwait. In questi frangenti arrivano reports di lanci missilistici diffusi da parte degli iraniani. Ci sono anche impatti certificati nei pressi di obiettivi statunitensi in Medio Oriente (è il caso del quartier generale della Quinta Flotta della Marina a Manama, in Bahrein). E allora, come sopra: cos’abbiamo qui? Risposta: una contro-rappresaglia che ha un unico obiettivo, dimostrare che Teheran non si si piega. Piccolo spoiler: l’Iran riuscirà nel suo intento, a meno che gli Stati Uniti non decidano di (ri)gettarsi a capofitto nella contesa. Domanda: quando sapremo che è successo? C’è un indicatore chiaro e molto semplice da monitorare: il ritorno nell’agone da parte di Israele. Fino a quando lo Stato ebraico resterà ai margini, sapremo che gli Stati Uniti sperano ancora di risolvere la pratica in qualche modo con le buone. Se vedremo decollare i caccia israeliani, se assisteremo a un ritorno dello Stato ebraico nell’equazione di guerra, capiremo invece che Donald Trump ha messo da parte ogni ingenuità rispetto alla possibilità di fidarsi delle promesse di Teheran. Cosa accadrebbe poi è tema interessante, da sviluppare con calma, non di certo in un punto nave delle 3:00 o 4:00 di notte. Ma intanto eccoci, con missili che squarciano i cieli di un’altra notte infuocata in Medio Oriente. C’è chi aveva davvero creduto alla tregua, c’è chi ci aveva parlato addirittura di “pace“. Il guaio è che non erano solo commentatori e giornalisti, il problema è che il primo a farlo era stato il presidente degli Stati Uniti. La (buona) notizia è che questo regime è così arrogante e integralista da aver iniziato a fargli cambiare idea. Come sempre, vi terrò aggiornati. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere questo aggiornamento. Ancora di più a chi sta salendo a bordo, a chi premia il mio impegno: PS: vi ricordo sempre che chi legge da iPhone ha anche la possibilità di scaricare l’app del Blog: Grazie ancora. A più tardi.show more

Dario D'Angelo
11,351 views • 8 days ago
Ci sono cose che non si acquistano con i... soldi, caro Elon. Sono la Storia. E la memoria della sofferenza di tante persone, donne e uomini, che sono state umiliate, vessate, picchiate, uccise da chi faceva quel saluto in Italia e in Europa nella prima metà del Novecento. Quella Storia, quella memoria non si cancella a colpi di bonifico. Per il rispetto dovuto a chi soffri’ la dittatura, chiedi scusa Elon. E la prossima volta pensaci due volte, prima di rinverdire e sdoganare simboli che in Italia, in Germania e in Europa rievocano gli anni più bui della nostra Storia. Perché se sai a cosa corrisponde quel saluto, e’ un problema serio. E se non lo sai e lo fai, e’ sempre un problema serio.show more

Enrico Borghi
55,892 views • 1 year ago
A chi strilla che il Governo italiano non ha... mosso un dito per la Palestina, ricordo che: • l'Italia e' stato il primo paese per aiuti umanitari nella striscia di Gaza • abbiamo curato piu' di 200 bambini e accolto oltre 1.200 persone • spedito 300 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari • inviato una nave militare-ospedale per curare i feriti in loco e inviato altre navi per scortare gli Italiani imbarcati nella flotilla. Chiedo quale altra nazione abbia fatto altrettanto. A chi ci dice che non abbiamo preso una posizione politica chiara e che saremmo "complici del genocidio" e che avremmo "le mani sporche di sangue", aizzando così in maniera irresponsabile matti e delinquenti, ricordo che la proposta del governo italiano di risoluzione del conflitto tra Israele ed Hamas (alla base della proposta di pace di Trump) consiste in: • liberazione della striscia di Gaza dalla presenza di Hamas • riconsegna delle armi • un piano per la ricostruzione della Palestina • l'impegno di Israele a ritirarsi da Gaza • rilascio immediato degli ostaggi • amnistia per i membri di Hamas che desisteranno e collaboreranno in questo percorso • governo tecnico palestinese, con una riforma dell'Autorita' nazionale palestinese che permetta davvero di riprendere il governo della striscia e costruire un percorso di autodeterminazione di quel popolo • l'impegno di Israele a non annettere ne' Gaza ne' la Cisgiordania. Questo è quello che abbiamo fatto e che proponiamo noi. Questa proposta non piace guarda caso ad Hamas e all'ala più dura del governo israeliano. Purtroppo non piace neppure a pd, m5s e avs che oggi in Aula non ce l'hanno votata, chissà perchè. L'opposizione, la cgil e i centri sociali che cosa vogliono? Che le nostre navi sfondino il blocco navale israeliano e che ci facciano entrare in guerra? E dal momento in cui non dovessimo obbedire a tali diktat, minacciano di spaccare e bloccare tutto. Vi è chiaro adesso il ricatto al popolo e al governo italiano? D'altra parte, che fosse una iniziativa politica violenta e non umanitaria noi lo avevamo capito già da tempo, ma oggi un parlamentare dei 5 stelle ce lo ha detto in faccia. Rispetto per chi, in buona fede e per empatia nei confronti dei palestinesi ha manifestato pacificamente negli ultimi giorni, ma la realtà è questa. Mi auguro che la sinistra adesso la smetta, perchè quando si appicca un incendio non si sa mai come andrà a finire e se si riuscirà a spegnerlo.show more

Rossano Sasso
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L’Italia è più di una nazione, è un’idea forgiata... nel fuoco della storia, un baluardo di onore che si erge tra le rovine di un passato glorioso e le sfide di un presente inquieto. L’onore italiano non è solo una parola, ma un codice vissuto, un giuramento silenzioso che si tramanda di generazione in generazione. È l’onore del contadino che piega la schiena sotto il sole per strappare il frutto alla terra, del soldato che offre la vita per difendere un ideale, dell’artigiano che scolpisce la bellezza con mani callose. È la dignità di chi non si arrende, di chi tiene alta la testa anche quando il destino colpisce duro. Questo onore è il sangue che scorre nelle vene di un popolo che ha sempre saputo rialzarsi, dalle invasioni barbariche al Risorgimento, fino ai giorni nostri. La Patria, poi, non è solo un confine tracciato su una mappa, è un tempio sacro, un abbraccio che unisce il mare di Sicilia alle cime delle Alpi. È la madre che ha generato Dante, Michelangelo, Leonardo, giganti che hanno insegnato al mondo cosa significhi creare, sognare, lottare. La Patria italiana è un canto epico che risuona nelle piazze di pietra, nei borghi aggrappati alle colline, nelle città che portano i segni di mille battaglie. Amarla significa onorare i suoi martiri, uomini e donne che hanno dato tutto per un’Italia libera, giusta, sovrana. È un legame viscerale, un fuoco che non si spegne, perché la Patria non chiede: essa chiama, e il vero italiano risponde. I Valori italiani sono radicati in una tradizione che affonda le sue radici nell’antica Roma e si è nutrita del cristianesimo, della famiglia, della comunità. La famiglia è il primo altare, il rispetto per gli anziani, l’amore per i figli, il calore di una tavola imbandita dove nessuno è straniero. C’è la generosità, quel gesto spontaneo di condividere il poco che si ha; c’è la capacità di trasformare il dolore in arte, la miseria in speranza. E c’è la Bellezza, non solo quella dei paesaggi o dei monumenti, ma quella dell’anima...un italiano non si accontenta del mediocre, cerca l’eccellenza, che sia in un piatto di pasta o in un verso poetico. Gli Ideali italiani, infine, sono la bussola di una nazione che ha sempre guardato oltre l’orizzonte. La libertà, conquistata a caro prezzo, è un ideale che non si negozia, l’italiano ha sempre combattuto contro le catene, fisiche o morali. La giustizia, eredità di un popolo che ha dato al mondo il diritto romano, è un faro che illumina anche le ombre più oscure. E poi c’è l’unità, non come uniformità, ma come armonia delle diversità, il Nord laborioso, il Centro cuore pulsante, il Sud terra di passione, un mosaico che solo insieme diventa eterno. Essere italiano non è solo nascere in questa terra: è portare nel cuore l’onore di chi ci ha preceduto, la patria come missione, i valori come scudo e gli ideali come spada. È un giuramento non scritto, un orgoglio che non si piega, una fiamma che arde nel tempo. Oggi, 17 marzo, ricordiamo tutto questo, non solo un’unità politica, ma un’unità di spirito, un destino che ci rende ciò che siamo.show more

IL RISOLUTORE ®️🇮🇹
171,535 views • 1 year ago
Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli... antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile. Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato. A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata. Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni. Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile.show more

Giorgia Meloni
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"Ha accettato di appartarsi, doveva aspettarselo". E ancora: "Aveva... già avuto rapporti quindi era in considerazione di immaginare i possibili sviluppi della situazione". Con queste incredibili parole i giudici di Macerata hanno assolto un uomo accusato di stupro da una giovane di 17 anni. Ancora una volta, una donna non ha giustizia per la violenza subita perché manca la cultura del consenso. Manca la formazione per comprendere che solo sì è sì, che una donna può non essere in grado di ribellarsi durante una violenza perché spesso non è possibile: la paura, lo shock, il dolore paralizzano e rendono impossibile ogni reazione. Basta, non è più accettabile che sia la vittima a essere messa sul banco degli imputati. Per questo ho presentato una proposta di legge che prevede il consenso esplicito perché un rapporto sessuale sia tale e non una violenza. Esplicito, cioè espresso, manifesto, indubbio. E tale deve essere per tutta la durata del rapporto perché in qualsiasi momento è lecito cambiare idea. Una norma prevista dalla Convenzione di Istanbul, già introdotta in molti paesi europei. Solo sì è sì, prima di un rapporto e fino alla sua conclusione.show more

Laura Boldrini
40,825 views • 8 months ago