. calvinklein avete collaborato con star mondiali. Ora è... il momento dell’Italia. Zeudi Di Palma è la vostra prossima icona: autentica, potente, indimenticabile. Non servono parole, basta guardarla. #ZeudiDiPalma #Zeudiners #Zeuchi #ZeudixCalvinKleinshow more

Odette✨
58,328 görüntüleme • 1 yıl önce
La nostra Zeudi è davvero senza parole per tutto... l’amore che le state dimostrando. Ricevere quattro aerei da voi è stato qualcosa di incredibile, mai avrebbe immaginato un affetto così grande. Il vostro supporto le dà una forza immensa. Grazie di cuore per la vostra generosità. Vi sente più vicini che mai. Siete speciali! ✈️💕 Zeudi is truly humbled and deeply grateful for your incredible support. Thank you for sending four planes—your generosity and kindness mean the world to her. This is beyond anything she could have imagined, and she deeply appreciates each and every one of you. Thank you all! ✈️💕 #zeudiners #zelena #zeuchi #zaila #vote4zdp #finalista #staffshow more

Zeudi Di Palma
154,963 görüntüleme • 1 yıl önce
Svegliatevi. Calciopoli non è stata la favola morale che... qualcuno continua a raccontarsi: tutte le società coinvolte hanno agito per i propri interessi — Juventus, Milan, Fiorentina, Roma, Lazio e via dicendo. Tutte. Tranne una, che non solo è uscita immacolata, ma è stata addirittura premiata con uno scudetto a tavolino mentre manovrava il sistema da dietro le quinte. La Juventus ha sbagliato, e infatti ha pagato. Il punto non è negare gli errori: il punto è la disparità di trattamento. Se chi commetteva le stesse identiche pratiche viene premiato invece che punito, allora non si parla più di giustizia sportiva, ma di una farsa. Ed è esattamente questo che gli juventini reclamano: non il ruolo di vittime, ma la fine di una narrazione ipocrita. Calciopoli è stata l’occasione perfetta per eliminare dal campo la squadra più forte — insieme al Milan — e spianare la strada a chi, nonostante miliardi di lire spesi ogni anno, collezionava figuracce contro le neopromosse. L’Inter dell’epoca non perdeva per colpa della Juventus: perdeva perché non era all’altezza. Punto. Ora basta favole. È tempo di guardare in faccia ciò che è realmente accaduto. #MilanParma #AtalantaNapoli #JuveComo #InterJuventusshow more

L’Epicureo
13,249 görüntüleme • 6 ay önce
ognuno di noi si è affezionato a zeudi a... modo suo, ma se siamo ancora qui è perché è entrata nel nostro cuore, indipendentemente dal perché..❤️ io con questa sua pausa sto capendo ancora di più che la amo e supporto non perché qualcuno me lo chiede o perché sono obbligata, ma perché amo la persona che è, amo il modo in cui vive la vita e quello che trasmette alle persone penso davvero che tutto quello che abbiamo fatto, l'abbiamo sempre fatto per la persona giusta.. non sento che è tempo sprecato, anzi sento che abbiamo ancora tantissime cose da fare insieme a lei. e non vedo l’ora ❤️🔥 #zeudinersshow more

rachele
16,364 görüntüleme • 1 ay önce
Islamici irrompono in un McDonald’s, gridando “Allah Akbar” e... dichiarando il locale “haram”, cioè “proibito secondo la legge islamica”, “impuro”. Ora desidero porvi qualche domanda: ma voi avete mai visto cristiani fare irruzione nei locali di kebab o nelle moschee dichiarando certi luoghi e certi usi “impuri”? O avete mai visto cristiani farsi saltare in aria in mezzo agli islamici con l’obiettivo di realizzare il più alto numero di morti e conquistare così il paradiso? O avete mai visto cristiani abbattere monumenti e simboli islamici? La pacifica convivenza con chi non la vuole, con chi desidera sottomettere e annientare l’altro, considerato “inferiore” e “infedele”, è matematicamente impossibile.show more

Azzurra Barbuto
189,216 görüntüleme • 4 ay önce
"Ha accettato di appartarsi, doveva aspettarselo". E ancora: "Aveva... già avuto rapporti quindi era in considerazione di immaginare i possibili sviluppi della situazione". Con queste incredibili parole i giudici di Macerata hanno assolto un uomo accusato di stupro da una giovane di 17 anni. Ancora una volta, una donna non ha giustizia per la violenza subita perché manca la cultura del consenso. Manca la formazione per comprendere che solo sì è sì, che una donna può non essere in grado di ribellarsi durante una violenza perché spesso non è possibile: la paura, lo shock, il dolore paralizzano e rendono impossibile ogni reazione. Basta, non è più accettabile che sia la vittima a essere messa sul banco degli imputati. Per questo ho presentato una proposta di legge che prevede il consenso esplicito perché un rapporto sessuale sia tale e non una violenza. Esplicito, cioè espresso, manifesto, indubbio. E tale deve essere per tutta la durata del rapporto perché in qualsiasi momento è lecito cambiare idea. Una norma prevista dalla Convenzione di Istanbul, già introdotta in molti paesi europei. Solo sì è sì, prima di un rapporto e fino alla sua conclusione.show more

Laura Boldrini
40,841 görüntüleme • 10 ay önce
Forse non avete ascoltato bene questo servizio, Forse non... avete capito chi sono le persone che hanno indagato su #Sempio, sono degli Analisti investigatori di altissimo livello che non possono essere paragonati né a Palmegiani, Garofano né a Sapone 😒 con tutto il rispetto 🙏 Per chi deride questa indagine dovrebbe tapparsi e sciacquarsi la bocca! Hanno fatto una ricostruzione impeccabile. Basta vedere anche solo un particolare e cioè quello dove #Sempio scrive praticamente tutto e tutti i santi giorni parlando anche del suo amico suicida ma non c’è niente su Chiara, ma come? La sorella del tuo migliore amico e non scrivi niente? Neanche un pensiero?😒 Di quel periodo non scrive niente ma trovano delle pagine strappate solo di quel periodo e poi scrive “bruciato tutto” Perciò potrebbe aver scritto su Chiara ma lui ha cancellato tutto bruciato e strappato tutto. È come quando si è sicuri di chi è il colpevole ma lo devi provare. Ma qui oltre a questa indagine investigative abbiamo anche del dna e la 33 è un movente. Così è per la procura. Perciò il loro compito è di analizzare DNA, impronte, sangue, capelli, fibre studiare la scena del crimine ricostruire la timeline degli eventi individuare incongruenze e salti temporali esaminare chat, telefoni, computer, telecamere verificare alibi e spostamenti confrontare tracce e reperti fare ricostruzioni dinamiche di un delitto o incidente. Merita rispetto questa nuova indagine! #Garlascoshow more

DeaNera 🦂🍓
18,517 görüntüleme • 3 ay önce
Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio... alcune riflessioni. La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque. Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo. Seconda riflessione. Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla. Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non “brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare” (cit. Repubblica). Quello che non si può dire, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato. Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere. Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino. E non succede perché la shitstorm è troppo grossa. Questa è una semplificazione da bar. La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente si sarebbero dovute uccidere, allora. Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile. Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare. Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi. In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso. C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti. A noi. Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post. Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito? Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica. Ad essere ottimisti. Nessuno filtra o cancella. Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio. Si è poi detto che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista. Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare . E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse? Infine. Di questa signora morta non importa nulla a nessuno. Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola. La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”. Ma sinistra a chi? Quale sinistra?). I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora). I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante “non siamo mica noi! È la solita cattivona di Selvaggia!”. Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento. E le tv, ci mancherebbe. Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social. Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità. E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?show more

Selvaggia Lucarelli
533,024 görüntüleme • 2 yıl önce
Ieri ho vissuto un momento di grande commozione. Con... Agnese ho avuto l’onore di partecipare all’inaugurazione del Grande Museo Egizio al Cairo. Difficile esprimere a parole o con le immagini le emozioni provate. Per me la cultura è l’anima di una nazione, di un popolo, dell’umanità. E questo museo, il più grande al mondo, è il segno di un futuro, non solo del passato. Dieci anni fa dopo gli attentati terroristici lanciammo il principio: un euro in cultura, un euro in sicurezza. Mi sembra vero oggi più che mai. Spero che ritrovarsi davanti a tanta Bellezza aiuti le donne e gli uomini del nostro tempo a costruire la pace, a coltivare la felicità. Buona domenica amicishow more

Matteo Renzi
14,592 görüntüleme • 10 ay önce
Ieri ho trovato davvero sublime il discorso di Sergio... #Mattarella, in occasione dell'incontro con la stampa. In un passaggio ha detto: «Lei ha menzionato alcuni argomenti del dibattito che si è sviluppato in questi giorni su temi politici, o piuttosto, per meglio dire, tra forze politiche. Io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne parte». Rispondeva alle parole del presidente dell'Associazione Stampa Parlamentare. Capito cosa dice il capo dello Stato? Che lui non è parte del dibattito politico, che non entra nel merito del confronto tra le forze politiche: lui non ne è e non intende esserne parte. Magari! Tutto perfettamente coerente con l'immagine che la stampa, servile, gli tratteggia attorno: garante della Costituzione, arbitro imparziale, notaio della Repubblica, nonno d'Italia. Vi piacerebbe. Nello stesso discorso (ripeto: nello stesso discorso!) ecco alcuni passaggi molto succulenti: «Conosco bene l’esercizio di critiche rivolte all’Unione per insufficiente incisività dalla sua azione, critiche avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci». E, poco dopo: «L’abbandono dell’ipotesi di una nuova Convenzione Europea per porre mano alla riforma dei Trattati è stato un grave errore. Va ripresa una seria e coraggiosa riflessione. Nel frattempo non si tratta di stare con le mani in mano in attesa del domani. È utile ricordare che, com’è noto, due esperienze di grande rilievo come l’Euro e Schengen – sottolineo: la moneta comune e la libera circolazione nella gran parte dei Paesi dell’Unione - sono nate nell’ambito del quadro giuridico attuale, come cooperazioni rafforzate; che si sono sempre più ampliate come partecipazione. Lei ha fatto cenno anche all’esigenza di un’efficace difesa comune europea. L’attitudine e la strategia che ho appena ricordato rende evidente che la sua realizzazione non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace». Dunque, un palese appoggio al voto a maggioranza in seno all'Unione Europea, alle cooperazioni rafforzate e al progetto della cosiddetta difesa comune. Il tutto dopo aver rifilato una bella sferzata a chi osa criticare il progetto unionale. Critiche che, se diventano oggetto di rimprovero da parte del #Quirinale, inevitabilmente finiscono per apparire meno legittime di altre posizioni. Vi torna? Alla faccia dell'arbitro! Ora, se io vi dicessi che questo è un discorso di Ursula von der Leyen, ci credereste? Potrebbe starci assolutamente. Se vi dicessi che queste parole sono di Macron? O di Enrico Letta? Di Gentiloni, magari, o di #Picierno, perché no? Possibile che qualcuno ancora non se ne accorga? È maledettamente evidente: il Presidente della Repubblica prova in tutti i modi ad apparire imparziale, ma non lo è affatto. A prescindere dal merito delle sue esternazioni (che, per inciso, ammetto di non condividere minimamente), qui il punto è chiaro e inequivocabile: Mattarella persegue una precisissima agenda politica, che è quella di Bruxelles, del riarmo, del pilota automatico, del vincolo esterno. Su questo, francamente, non mi sembrano esserci dubbi. Il punto, però, è istituzionale ed è pesantissimo. Insomma, #Calenda dice quello che gli pare, forte (verrebbe da dire debole) della sua legittimazione democratica: rappresenta i quattro gatti che lo votano. Così come #Renzi e #Marattin (il numero dei gatti cala rovinosamente), ad esempio. Sono politici e parlano ai loro elettorati (alle loro comitive, diciamo). Qui accade, viceversa, che chi dovrebbe rappresentare l'unità nazionale, fingendosi imparziale, prova a interferire sull'azione dei governi e spesso ci riesce benissimo, ma agisce privo di qualsiasi legittimazione democratica e popolare. Vi sta bene così? A me pare una questione piuttosto grave.show more

Savino Balzano
13,770 görüntüleme • 1 ay önce
“Stai a casa”. Sì, lo dico così, chiaro chiaro... a Salvini che annuncia solennemente che andrà a verificare di persona la vicenda dei tre bambini allontanati dalla famiglia, la tristissima vicenda della casa nel bosco. Precisa anche le modalità lo scienziato: non da vicepresidente del Consiglio, non da ministro. Da papà. È la solita formula patetica. Peccato che quando sei vicepresidente del Consiglio non esista la versione privata. Non esiste Salvini papà che va a fare un sopralluogo. Esiste un potente uomo di governo che decide, con telecamere al seguito, di entrare a gamba tesa in una vicenda delicatissima che riguarda dei minori. Ed è esattamente ciò che non dovrebbe accadere. Perché quando si parla di bambini allontanati da una famiglia non siamo davanti a uno slogan o a un video indignato. Ci sono relazioni, valutazioni psicologiche, atti giudiziari. C’è un sistema, imperfetto come tutte le cose umane, costruito per tutelare i minori. Trasformare tutto questo in un caso politico, in un palcoscenico mediatico è irresponsabile. E soprattutto è un film già visto e rivisto. Basta pronunciare una parola: Bibbiano. Ricordate? I bambini “rubati”, i servizi sociali trasformati in una specie di organizzazione criminale, la campagna permanente costruita sulla pelle delle famiglie. In prima fila c’erano proprio Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Titoli urlati, accuse violentissime, una macchina della propaganda che ha travolto operatori sociali, magistrati minorili e famiglie affidatarie. Poi sono arrivati i tribunali. E abbiamo visto com’è finita. Il problema è che nel frattempo il danno era già stato fatto: un intero sistema di tutela dei minori delegittimato per qualche punto nei sondaggi. Adesso il copione si ripete. Salvini che annuncia la visita con gli avvocati per parlare con chi gestisce la casa famiglia, con assistenti sociali, psicologi, giudici. Con l’obiettivo dichiarato di “riportare a casa quei tre bambini”. Come se le decisioni sui minori si prendessero con una diretta Facebook. La verità è che la situazione è già abbastanza delicata così. Non ha bisogno di blitz politici né di indignazioni selettive. Per questo la cosa più utile che Salvini potrebbe fare è la più semplice: restare a casa. Faccia propaganda su qualcos’altro. Si occupi di autostrade, di ferrovie, di infrastrutture, visto che sarebbe pure il suo mestiere. I bambini, invece, lasciamoli fuori dalla propaganda.show more

Davide Faraone
23,980 görüntüleme • 5 ay önce
🚨⚽🇺🇸🇧🇪🇪🇺 È la storia delle ultime 24 ore. Ma... la sensazione è che continuerà a esserlo ben oltre il triplice fischio della sfida fra Stati Uniti e Belgio in programma questa notte alle 2:00 (ora italiana) al Lumen Field di Seattle. Perché? Perché dietro la sospensione della squalifica di Folarin Balogun, l’attaccante USA espulso durante i sedicesimi di finale contro la Bosnia, emerge un intreccio di politica e potere che il mondo dello sport pare deciso a non tollerare in maniera silenziosa. Partiamo dai fatti, come sempre. E in questo caso da ciò che accade sul terreno di gioco. Palla in avanti verso Balogun: la punta USA si piazza davanti al difensore avversario, Muharemovic, per proteggere la sfera. Il giocatore bosniaco tenta l’anticipo e l’americano, nel contrasto, ricade con il piede sulla caviglia del marcatore. Di certo non c’è intenzionalità: Balogun, in quelle frazioni di secondo, non può né vedere né immaginare che sotto di lui finirà una parte del corpo dell’avversario. Al massimo può essergli contestata l’imprudenza del gesto atletico: Muharemovic è infatti riuscito a portarsi almeno con la gamba davanti alla punta statunitense, per quanto sia difficile stabilire chi dei due fosse meglio posizionato sul pallone. L’arbitro sul momento lascia correre, ma richiamato al VAR si concentra su un fermo immagine in particolare: il piede di Balogun schiaccia effettivamente la caviglia di Muharemovic. Decisione: rosso diretto per l’americano. Secondo “The Athletic”, quello registrato nel match fra gli Stati Uniti e i giustizieri dell’Italia al playoff di Zenica è un “errore di giudizio”. Il VAR, da protocollo, non avrebbe mai dovuto richiamare il fischietto: le linee guida dell’IFAB, l’organismo che scrive le regole del gioco, sono chiare nell’affermare che i replay al rallentatore dovrebbero essere usati per valutare il punto di contatto, la posizione di un fallo, se il pallone è entrato o meno. Ma quando si tratta di chiarire l’intensità di un fallo è la velocità normale, l’occhio umano dell’arbitro, a fare testo. Questo per dire che sì, la squalifica di Balogun da un ottavo di finale mondiale sarebbe stata probabilmente un’ingiustizia. Non la prima, non l’ultima, andata in scena sul rettangolo verde. Ed è proprio qui che esplode il bubbone. Per la prima volta nella storia dei Mondiali di calcio, la FIFA sceglie infatti di applicare l’articolo 27 del codice disciplinare, quello in base al quale l’organo giudiziario può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l'esecuzione di un provvedimento disciplinare. È una specie di condizionale. Torni in gioco, ma se commetti un’altra infrazione di natura e gravità simili la “grazia” viene revocata e la sanzione “sarà applicata senza pregiudizio per eventuali sanzioni aggiuntive imposte per la nuova infrazione". Ci sono precedenti in questo senso? Uno. Cristiano Ronaldo rifila una gomitata all’irlandese O’Shea durante una partita di qualificazione ai Mondiali: scattano 3 giornate di squalifica, ma 2 vengono sospese così da non metterne a repentaglio la partecipazione ai Mondiali. È lo stesso meccanismo di cui beneficia Balogun, che sconterà sì la sua giornata di squalifica, ma la vedrà sospesa per un anno. E allora? E allora lo scandalo è tale non solo per l’importanza dell’evento, ma per il dietro le quinte che sembrerebbe aver innescato la decisione della FIFA. Secondo quanto riportato da POLITICO, già pochi minuti dopo l’espulsione di Balogun, la Casa Bianca è entrata in azione. È stato il direttore esecutivo della White House FIFA World Cup Task Force, Andrew Giuliani, a informare il presidente Trump della sanzione inflitta alla stella statunitense. Giuliani, il segretario al Commercio Howard Lutnick e alti funzionari della federazione calcistica a stelle e strisce - tutti presenti di persona alla partita contro la Bosnia - cominciano a stilare piani per contestare la decisione presa in campo dall’arbitro, pur consapevoli che i ricorsi accolti contro i cartellini rossi ai Mondiali sono estremamente rari. Nello spazio di quattro giorni, questo assunto viene smentito dalla cronaca. Giovedì, Trump telefona al presidente della FIFA, Gianni Infantino, chiedendo al dirigente calcistico, divenuto negli anni suo amico e frequente visitatore dello Studio Ovale, informazioni sui regolamenti. Infantino avrebbe ascoltato con attenzione le rimostranze di Trump, ma senza fare promesse di sorta. Nel frattempo, il team legale della U.S. Soccer prepara formalmente e presenta il ricorso alla FIFA, con Giuliani e Lutnick pronti a mettere a disposizione della causa anche avvocati della Casa Bianca per assistere nell’analisi legale, se necessario. Sempre Giuliani insieme a Scott Goodwin - un gestore di hedge fund che ha contribuito personalmente a pagare lo stipendio dell’allenatore degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino - crea una sorta di dossier sull’arbitro brasiliano Raphael Claus, il fischietto che ha mostrato il cartellino rosso a Balogun. Persino alti funzionari governativi esaminano i precedenti dell’arbitro verdeoro: una prova di quanta attenzione sia stata destinata alla ricerca di ogni possibile argomento capace di rafforzare il ricorso. Ieri la risposta della FIFA: c’è la sospensione della squalifica di Balogun. Una scelta che la federazione ha definito indipendente e presa dalla sua commissione disciplinare composta da 18 membri, senza chiarire però se sia arrivata al termine di una votazione. Poco dopo l’annuncio, Trump e Infantino si sentono di nuovo. Il presidente USA loda la FIFA urbi et orbi per avere rimediato a una grave ingiustizia, mentre il mondo del calcio insorge. La federazione belga annuncia di stare valutando “ogni possibile opzione” per “salvaguardare i legittimi diritti di tutte le squadre partecipanti e proteggere i principi fondamentali del fair play nel nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo FIFA sia nelle future edizioni del torneo”. Formula che di fatto anticipa la presentazione di un ricorso urgente che, a poche ore dal calcio d’inizio, sembra avere poche possibilità di essere accolto. A muoversi è anche la UEFA, l'Unione Europea delle Federazioni Calcistiche Europee, secondo cui la FIFA - con la decisione di ieri - “ha oltrepassato una linea rossa”. In un comunicato durissimo, il massimo organo calcistico del Vecchio Continente conclude: “Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l'integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa. Inoltre, una decisione di questo tipo crea un precedente all'interno del torneo in corso: situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione”. Resta l’impressione di un’invasione di campo che fa male alla credibilità e allo spirito del gioco. Di più: lo scontro politico fra Stati Uniti ed Europa si sposta anche sul rettangolo verde. Piccola utopia: se Pochettino scegliesse deliberatamente di giocare senza Balogun farebbe probabilmente un gesto da gran signore. Se hai apprezzato questa ricostruzione, ti chiedo di sostenere il mio impegno. Puoi farlo iscrivendoti al Blog: e (se leggi da iPhone) scaricando l’app: Il Blog di Dario D'Angelo Ti ringrazio per l’attenzione.show more

Dario D'Angelo
162,745 görüntüleme • 1 ay önce
Sta crollando tutto e credono di tenere insieme il... muro che viene giù rafforzandolo con la melassa. Senza manco capire che oramai la melassa genera disgusto, vomito. A quel giullare del potere che è Benigni bisogna ricordare che la UE, quella reale e non quella dei suoi deliri, ha significato: 1) compressione salariale (ammesso dallo stesso Draghi) 2) smantellamento dello stato sociale, dei diritti alla salute, del lavoro. 3) soppressione della sovranità popolare, dato che la UE è servita a spostare le decisioni importanti verso centri sottratti al controllo democratico 4) svuotamento della democrazia, dato che tutte le decisioni erano prese altrove, e qualsiasi governo eletto si doveva muovere entro quelle coordinate (vi ricordate quei vermi cge giustificavano tutto con "ce lo chiede l'Europa"?) 5) crimini contro l'umanità in Grecia, perché tre lire non si potevano tirare fuori, mentre ora scopriamo che fare un baratro di debiti per favorire l'industria delle armi e salvare l'industria tedesca di può fare Ora ve ne venite fuori con quel guitto, o con discussioni su Ventotene. Ma lo avete letto? Un insieme di chiacchiere che mai nessuno ha preso sul serio, dato che la UE, nei suoi trattati fondativi, delinea una direzione opposta. Idee confuse, buone per fare propaganda, ma che si disfano non appena devi fare i conti con la realtà, con le differenze di cultura, di interessi, di tradizioni. Un manifesto che ignora del tutto la discussione sull'Europa che già all'epoca era ricca, sul rapporto tra culture nazionali e identità europea, sugli strati che compongono la storia dell'Europa. Si potrebbe parlare di quel manifesto, non con coloro che ne fanno un feticcio, quelli gne gne, oddio contessa, critica Spinelli. E chi è Spinelli? Mose? Perché lo hanno imbalsamato e trasformato in Mose', solo che le acque non si aprono e manna dal cielo non ne è venuta. Si potrebbe discutere, lo si faccia senza le regole celebrative, salottiere, da perditempo e da signora la contessa. Ma in fondo sarebbe del tutto inutile, è tempo perso, perché mai nessuno ha preso sul serio Spinelli. Spinelli e' sempre stato e sempre sarà un'arma di distrazione di massa. Serve a parlare del sesso degli angeli per non parlare della realtà. Qualcuno crede che Ursula bomber leyen lo abbia letto? Forse neanche sentito mai nominare. Il manifesto di Ventotene è un nulla che serve solo come foglia di fico per non parlare delle politiche antidemocratiche e antipopolari che hanno caratterizzato trent'anni di UE. Destra e sinistra ci costringono a parlare del nulla per non parlare della realtà, di un'Europa al servizio delle banche, vi ricordate Draghi? Spinelli serve alla Meloni come serve a Fornaro: un'evasione nel mondo delle ideologie, per coprire quello che sta accadendo. Parliamo di un manifesto di cent'anni fa per non parlare delle sfide attuali. Il guitto Benigni serve a questo: a nascondere la realtà sotto una massa di retorica. Il potere sta perdendo la testa, capisce che sta crollando tutto, e allora ha scatenato una guerra di propaganda che manco le SS. Tutto inutile, perché, signori, siamo al capolinea e tra poco si scende. Il castello sta crollando perché i costruttori erano pessimi, perché l'edificio è senza fondamenta. Perché la UE nasce come tentativo di cancellare l'Europa, i suoi strati, le sue radici, le sue differenze, la sua ricchezze, per annullare la tradizione Europea. E noi, eredi dell'Europa e della sua cultura, difendiamo l'Europa contro quella macchina per fare il vuoto che è la UE. - Vincenzo Costashow more

Sabrina F.
19,523 görüntüleme • 1 yıl önce
🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇨🇳🇹🇼🇮🇱🇺🇸 🪖🇺🇦🇷🇺 Buongiorno a tutti. Arrivano notizie drammatiche dall’Ucraina.... La città di Lviv, quella che in Italia siamo abituati a conoscere come Leopoli, ha vissuto questa notte l’attacco più brutale dall’inizio della guerra. Oltre 4 ore di bombardamenti ininterrotti. Un bilancio di vittime ancora in via di definizione. Le forze di difesa hanno tentato di opporsi per come possibile, ma le esplosioni causate da droni e missili (anche un Kinzhal) hanno tuonato per tutta la notte, scuotendo la città e i suoi abitanti, provocando blackout estesi in diversi quartieri. Colonne di fumo nerissimo continuano a levarsi verso il cielo anche in questi minuti, mentre il sindaco esorta i residenti a tenere le finestre chiuse e a restare in luoghi “sicuri”, sempre che ve ne sia qualcuno. Perché è importante? Perché Lviv non è una città vicina al fronte. Al contrario: è la “capitale” dell’Ucraina occidentale, la più grande e importante dell’Ovest del Paese. Un bombardamento di questa natura non è giustificato da ragioni tattiche, ma solo psicologiche. Putin vuole dimostrare che può colpire ovunque, che senza una resa esiste il rischio non ci sia più un’Ucraina da difendere. Non solo: Lviv dista una cinquantina di km dal territorio polacco. Se tende un orecchio, la NATO può già sentire il suono della guerra. 🪖🇷🇺🇨🇳🇹🇼 Qualche mese fa - come spesso accade - fecero discutere le parole del Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. L’ex primo ministro olandese ammise: “Se Xi Jinping dovesse attaccare Taiwan, la prima cosa che farebbe sarebbe assicurarsi di fare una telefonata al suo junior partner in questa vicenda, Vladimir Vladimirovich Putin, che si trova a Mosca, dicendogli: “Ehi, sto per farlo, e ho bisogno che tu tenga occupati gli occidentali in Europa attaccando il territorio della NATO””. Questo è il “worst case scenario” che l’Occidente sarebbe chiamato ad affrontare. Non siamo ancora a questo punto, ma non bisogna fingere di non vedere. Abbiamo prove di una collaborazione inquietante. Oltre 800 pagine di contratti e allegati ottenuti dal gruppo hacktivista Black Moon rivelano la decisione russa di sostenere Pechino nella preparazione dell’invasione dell’isola “ribelle, ricambiando con le lezioni apprese (a proprie spese) in Ucraina il sostegno garantito dalla Repubblica Popolare Cinese in termini di accesso a prodotti a duplice uso decisivi per la propria industria bellica e di export nel campo energetico. I documenti in questione dettagliano i piani russi di equipaggiare e addestrare un battaglione aviotrasportato dell’Esercito Popolare di Liberazione, che potrebbe svolgere un ruolo decisivo nella conquista di Taiwan. In particolare, Mosca prevede di fornire alle forze aviotrasportate cinesi 37 veicoli da combattimento della fanteria anfibi BMD-4M, 11 BTR-MDM aviotrasportati, 11 cannoni semoventi leggeri anticarro Sprut-SDM1 e un numero non specificato di veicoli da comando e osservazione aviotrasportati. Perché è importante? Perché si tratta di piattaforme che si rivelerebbero particolarmente utili per il combattimento nel terreno accidentato di Taiwan. I documenti rivelano anche i piani russi per addestrare le forze aviotrasportate cinese su atterraggi, manovre e controllo del fuoco: si tratta delle unità che, secondo i piani di Pechino, dovrebbero infiltrarsi a Taiwan, colpire obiettivi sensibili civili e militari, condurre azioni di sabotaggio e sostenere la conquista di hub logistici chiave. Insomma, è evidente: la collaborazione è già in uno stadio avanzato. 🪖🇮🇱🇺🇸 Chiudiamo questo punto nave domenicale con le ultime da Gaza. Il discorso di ieri sera di Bibi Netanyahu rappresenta un piccolo grande capolavoro politico. Tutti sanno che Netanyahu è stato “incastrato” da Trump. Anche Bibi lo sa. Anzi, è il primo a saperlo. Ma se non puoi vincere una battaglia, il primo obiettivo è non perdere la guerra. Ieri il primo ministro israeliano ha fatto questo. Ha ribaltato il tavolo della narrazione: questo accordo diplomatico è il nostro, è il mio, è ciò a cui abbiamo lavorato negli ultimi due anni. Si tratta di una verità soltanto parziale: è vero che Netanyahu ha preso a spallate l’Asse del Male, è vero che senza pressione militare Hamas non avrebbe mai fatto concessioni, ma è vero anche che sulla linea del traguardo Bibi avrebbe sperato di ricevere da Trump maggiore aderenza al suo stesso piano. E che nelle prossime ore, in Egitto, si giocherà una partita diplomatica in cui l’organizzazione terroristica palestinese saprà di poter sfruttare a proprio vantaggio il cuneo esistente fra lo Stato ebraico e la Casa Bianca. Al tavolo del negoziato, Israele dovrà cercare allora di far valere la carta più potente nel proprio mazzo, quella che l’Occidente più gli ha contestato: la forza militare, il fatto di controllare gli snodi cruciali nella Striscia, di avere le proprie truppe già alle porte della più grande roccaforte di Hamas. Non è un aspetto banale. Ma c’è un dato di cui tenere conto: i colloqui si svolgeranno senza la pressione del fuoco. A Gaza, su richiesta di Trump, oggi vige infatti qualcosa di molto vicino a un cessate il fuoco unilaterale. Questo cosa significa? Che Hamas ha interesse nel rallentare il processo. Ogni giorno senza una svolta è un giorno in cui i terroristi possono tentare di riorganizzarsi. Israele lo sa. Per questo spingerà per un negoziato all’insegna della velocità. Senza risultati concreti - traduco: senza il rilascio degli ostaggi già nella settimana che sta iniziando - chiederà a Trump carta bianca per entrare a Gaza City, dove circa 900mila del milione di residenti stimato nelle scorse settimane hanno ormai evacuato la città. Promemoria: se Hamas perde Gaza City perde la capitale del suo impero del terrore. Tutto si tiene. Ci sono punti di forza e debolezze da ogni lato. Vedremo chi sarà più capace, e più forte, nel negoziato. Se hai apprezzato questo punto nave, ti chiedo di sostenere il mio impegno quotidiano in maniera concreta. Puoi sostenere il Blog iscrivendoti ora: Qui se leggi da iPhone: o qui se leggi da qualunque altro dispositivo: Se invece sei già a bordo da tempo, ti chiedo una mano per sostenere le molte spese che uno spazio indipendente come questo è chiamato ad affrontare. Puoi farlo attraverso una piccola donazione: Ti ringrazio.show more

Dario D'Angelo
247,215 görüntüleme • 11 ay önce
🔍 C'è un dettaglio che non tutti hanno notato... guardando Zverev giocare. Nei cambi di campo, mentre gli altri bevono o si asciugano il sudore, Sascha si fa un'iniezione di insulina. Lo ha fatto anche durante la finale del Roland Garros 2026, sotto i riflettori del tennis mondiale. 🏥 Alexander Zverev convive con il diabete di tipo 1 da quando aveva quattro anni. Una vita intera, tra allenamenti, viaggi e campo, passata a gestire i livelli di glucosio nel corpo. Eppure per molto tempo non ne ha parlato. Non per vergogna, ma per una scelta precisa: non voleva che fosse il diabete a definirlo. Non voleva pietà. Lo ha fatto pubblicamente solo nel 2022. 👨⚕️ I medici avevano consigliato a sua madre di fargli cambiare sport: giocare a tennis con il diabete, dissero, sarebbe stato troppo difficile. Zverev quando è in campo gioca nello stesso momento due partite diverse: quella contro il suo avversario e tenere costantemente monitorato il livello della sua glicemia. 🥵 In partita la glicemia può diventare una roulette: un attimo sei in calo fino al rischio di collasso ipoglicemico, quello dopo lo stress e l’intensità ti spingono in iperglicemia con sete, crampi e confusione, tra performance che crolla e pericoli acuti se non gestita. Oltre al traguardo sportivo, che per Sascha è stato così atteso, inseguito e a tratti maledetto, questo titolo Slam vale molto più. 💭 È il megafono più potente che potesse trovare per il messaggio che porta avanti attraverso la sua Fondazione: ai bambini con diabete di tipo 1 dice che possono sognare in grande, senza privarsi dello sport e di ambire anche a salire sul tetto del mondo del tennis. #RolandGarros #Zverevshow more

Eurosport IT
2,295,423 görüntüleme • 2 ay önce
La Georgetown University cancella la relatrice Francesca Albanese dall'elenco... degli studiosi dell'Ateneo. Dopo la foto con Hannoun e le polemiche sulla cittadinanza onoraria a Bologna, l'università americana prende le distanze dalla diplomatica. "Quello che Israele fa da quando si è costituito è esistere come Stato militare. Con quella militarizzazione Israele ha creato un'industria". Con queste parole lo scorso 5 luglio Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi, parlava sul Lago di Como, a Lenno, durante un evento pro-Palestina. In quell'occasione ebbe modo di conoscere proprio lui, Mohamed Hannoun, adesso accusato di essere il capo della cellula di Hamas in Italia. Fin da subito, con qualche imbarazzo, la diplomatica corse ai ripari: "Alla gente che mi chiede di fare una foto non chiedo il pedigree o se sono incensurati", dichiarò ai giornalisti. Ora, però, tocca a lei incassare una nuova presa di distanza, questa volta direttamente da Washington. L'Università di Georgetown, la più antica degli Stati Uniti, ha scelto di cancellarla dall'elenco ufficiale degli studiosi affiliati. Una decisione arrivata in seguito al rapporto di Hillel Neuer, direttore dell'organizzazione che monitora l'Onu: "Le università non devono diventare rifugi sicuri per chi abusa della propria piattaforma per diffondere odio", ha detto. Insomma, Francesca Albanese continua a incassare prese di distanza. Prima dalla sinistra, spaccata sulla sua cittadinanza onoraria a Bologna e imbarazzata per le parole con cui definì l'aggressione squadrista alla redazione della Stampa. Ora anche dal mondo accademico. Tra chi la candida al premio Nobel e chi le toglierebbe l'incarico alle Nazioni Unite, comincia a esserci anche chi preferisce far finta di non conoscerla.show more

🖤 🇮🇹 𝘨𝘪𝘨𝘪 𝘱𝘰𝘥𝘥𝘢 👣🐾 🇮🇹 🖤
14,308 görüntüleme • 8 ay önce